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giulia arnoldi vincitrice olimpiadi italianoIl suo motto potrebbe essere “andare controcorrente” perché, nonostante il mondo del lavoro spinga i giovani verso rotte più tecniche e scientifiche, Giulia Arnoldi, 16 anni, ha appena vinto le Olimpiadi nazionali di Italiano, organizzate dal Ministero dell’Istruzione.
Una passione che nasce da lontano e che, non esclude, possa diventare il suo futuro.

Fonte foto: Flickr del MI. A destra, Giulia Arnoldi, vincitrice delle Olimpiadi di Italiano.

Meticolosa e precisa, ha dato il massimo per la disciplina che ama e questo le ha permesso di ottenere l’Oro nel corso dell’importante competizione: ha svolto tre tracce, ognuna delle quali ha richiesto un impegno diverso e profondo. E per i giurati non c’è stato alcun dubbio: Giulia è così la vincitrice per la categoria “Senior”.

Una brillante studentessa che, intervistata da Skuola.net, invita i suoi coetanei a non mollare le proprie passioni solo perché non in linea con ciò che ci si aspetterebbe da loro. E che sogna di diventare una scrittrice affermata, proprio come gli autori che la fanno sognare sin da quando è bambina.

Giulia, dalla passione per la letteratura alle Olimpiadi di Italiano: “I miei prof sono stati decisivi”

Idee chiare e testa verso il prossimo obiettivo. Per Giulia Arnoldi, prima classificata alle Olimpiadi nazionali di Italiano nella categoria Senior, lettura e scrittura sono arti che le hanno insegnato a conoscere meglio sé stessa e gli altri. Studentessa dell’Istituto Tecnico “L. Einaudi” di Dalmine, in provincia di Bergamo, ha una forte passione per la letteratura che nutre sin da bambina, quando si ritrovava immersa nelle storie che le raccontavano i suoi genitori. “Qualunque cosa io pensi, qualcuno l’ha già pensata. Qualunque cosa io non riesca a esprimere, qualcuno l’ha già scritta. Studiare la letteratura è anche un modo per conoscere se stessi” - ci spiega. Tra i suoi autori preferiti cita George Orwell e Carlos Ruiz Zafón per i romanzi; di Shakespeare e Emily Dickinson, invece, apprezza le poesie.

Un amore che negli anni ha avuto una crescita esponenziale, grazie soprattutto all’apporto dato dai suoi insegnanti: Ho incontrato alcuni professori che sono stati decisivi, che hanno cambiato la mia visione di scuola. Senza il loro incoraggiamento probabilmente non mi sarei iscritta alle Olimpiadi di Italiano per paura di espormi e di fallire”.

Ha solo 16 anni, ma da anni si esercita per poter esprimere se stessa all’interno dei testi d’esame. La prova delle Olimpiadi di Italiano è stata molto ardua: tre tracce da sviluppare e nessuna possibilità di scelta. “La seconda - racconta Giulia - è quella che mi ha messo più a mio agio, forse per l’attualità del tema trattato, il razzismo, e per il registro linguistico da utilizzare, quello formale, che è in generale quello che utilizzo maggiormente”. Ma, nonostante la bravura accertata da anni di esercizio, la studentessa ha riscontrato qualche difficoltà nella stesura della traccia che comprendeva il riassunto e commento. Un elaborato che, però, potrebbe aver conquistato definitivamente i giudici delle Olimpiadi. I punti forti di Giulia? Come lei stessa racconta, sono state decisive le sue “ottime capacità argomentative e di sintesi, supportate da un’apprezzabile cultura generale e da originalità espositiva, in particolare nel riassunto”. Con quest’ultima traccia, infatti, ha dimostrato “di essere capace di catturare l’attenzione del lettore con stile spigliato”.

Un consiglio ai compagni maturandi: “Non cercate la via difficile per ottenere risultati migliori”

La trionfatrice delle Olimpiadi di Italiano, quest’anno terminerà la terza superiore e ha davanti ancora tempo prima di affrontare gli Esami di Maturità, ma si sente pronta a dare un consiglio a chi, il prossimo 22 giugno, dovrà essere pronto per la prima prova d’Italiano dopo ben due anni di stop. Lei, con molta probabilità sceglierebbe il tema di attualità, anche se crede possa essere un grande rischio. Per questo, rivolgendosi ai compagni maturandi, dice: Non cercate la via più difficile nella speranza di ottenere risultati migliori: spesso sono le cose semplici e chiare a essere le più corrette. Scrivete di ciò che sapete”. Per migliorarsi nella scrittura - afferma Giulia - bisogna scrivere ed esercitarsi costantemente. “Non fermatevi prima ancora di iniziare. Non preoccupatevi della correttezza: la grammatica si può imparare, ma non dimenticate che per imparare è necessario studiare. Concentratevi anche sulle idee e su come svilupparle. Leggete, tutto quello che potete. Fatevi ispirare”.

La vittoria alle Olimpiadi? Il primo passo verso il mio sogno più grande: diventare scrittrice

La preparazione che l’ha portata a vincere il titolo italiano è stata lunga e complessa: “ho cercato di migliorare alcuni aspetti della mia scrittura, correggendo imperfezioni e tentando di sviluppare idee complesse nel modo più chiaro possibile”. Ha incontrato scrittori e dialogato con loro per poter comprendere meglio gli stili differenti e capire come metterli in pratica. Un percorso che le è servito anche d’ispirazione e le ha permesso di ottenere la il primo posto. La vera vittoria - racconta Giulia - è stata essere riuscita a confrontarmi con una realtà così ampia: il primo posto è un’ulteriore conferma, ovviamente gradita, ma non indispensabile per la riuscita di questo percorso”.

E sì, perché per la giovane sedicenne le sfide non sono finite qui. Nel futuro post-scolastico vorrebbe intraprendere un percorso formativo che le permetta di convalidare le sue diverse aspirazioni. “Mi appassionano sia le materie tecniche che quelle umanistiche. Ho un debole per le lingue straniere - racconta la studentessa - ma anche per l’economia aziendale e la letteratura. Attualmente sto iniziando a prendere in considerazione la possibilità che l’italiano diventi il mio futuro”. E non solo: tra i suoi sogni nel cassetto c’è quello di diventare scrittrice ma si dice “consapevole della difficoltà e della lunghezza di questo percorso”. Di certo, però, Giulia vorrà seguire le sue passioni, senza sentirsi obbligata di fare scelte che non la appartengono perché più “spendibili”, o almeno così si crede, nel mercato lavorativo: "La scelta di materie umanistiche non deve essere abbandonata solo perché quelle scientifiche o tecniche possono aprire più porte verso il mondo del lavoro. Ritengo fondamentale seguire le proprie inclinazioni, studiare ciò che appassiona, tenendo in considerazione il mondo lavorativo in maniera minore”.

Maria Zanghì