Covid scuola, cosa cambia da lunedì

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino
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La situazione sul fronte del coronavirus continua a preoccupare. Anzi, il peggioramento è certificato dal bollettino settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità. Si teme una terza ondata causata dalle varianti del virus ritenute più insidiose e veloci a diffondersi. In base a quanto stabilito dal Ministero della Salute, Molise, Campania ed Emilia Romagna passano in zona arancione.
Ecco cosa accade per la scuola da lunedì.


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Da domenica 21 febbraio, dunque, non avremo regioni in zona rossa, almeno secondo quanto stabilitato dal governo nazionale. In zona arancione, invece avremo Abruzzo, Liguria, Toscana, Trentino, Sicilia, Umbria, Campania, Molise, Emilia Romagna, Umbria e Alto Adige. Il resto, infine, in zona gialla: Calabria, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Valle d’Aosta, Veneto. A queste misure potrebbero essere affiancate, soprattutto a causa dei timori sulla diffusione delle varianti del virus, zone rosse locali, come già accaduto in alcune regioni nelle scorse settimane. Ad esempio l'Alto Adige continuerà ad essere praticamente in lockdown (con scuole chiuse) fino al 28 febbraio). Nelle zone rosse locali sono chiuse scuole, negozi e locali pubblici per ridurre al minimo necessario gli spostamenti.

Covid, cosa accade per le scuole


In alcune province o comuni, la scuola rimane chiusa in base ai provvedimenti degli enti locali. Il caso, ad esempio, di Castrezzato, Viggiù, Mede e Bollate in Lombardia, zona rossa dal 17 febbraio fino al 24 febbraio. In Umbria, malgrado sia confermata la zona arancione, la situazione è più complessa perché la provincia di Perugia e sei comuni della provincia di Terni sono già in zona rossa per via dell'ordinanza regionale. Scuole, dunque, in didattica a distanza. La misura sarà, probabilmente, confermata anche per i prossimi giorni. Dal 14 febbraio l'Abruzzo è diviso a metà. La regione è passata in zona arancione, ma già nei giorni scorsi il presidente della giunta regionale, Marco Marsilio, aveva emanato un'ordinanza più restrittiva per le province di Chieti e Pescara a cui viene applicato il regime di zona rossa con scuole, pertanto, in didattica a distanza. In Molise, invece, dall’8 febbraio 28 comuni sono in zona rossa, quelli afferenti al distretto sanitario di Termoli.

Covid, cosa succede per le altre regioni


Nelle regioni gialle didattica a distanza almeno al 50% e fino ad un massimo del 75% per le scuole superiori, salvo diversa ordinanza regionale. Idem nelle regioni arancioni. Questo vale fino alla scadenza del DPCM che sarà valido fino al 5 marzo. Alcune regioni hanno già confermato di andare alla scadenza dei termini, come l'Emilia Romagna e il Veneto che andrà al 50% alle superiori fino ai primi di marzo. Stessa situazione anche in Sicilia. La Puglia, invece, con un'ordinanza emanata dal presidente della Regione, Michele Emiliano, ha deciso che le lezioni si svolgeranno al 100% in modalità digitale integrata (Ddi) da lunedì 22 febbraio e fino a tutto il 5 marzo. Le altre regioni valuteranno nei prossimi giorni cosa fare, ma l'orientamento pare proprio che sia quello di confermare il 50% della didattica in presenza per le scuole superiori. La variante inglese, però, comincia davvero a preoccupare il Paese. In caso di presenza allarmante di varianti, no ad un lockdown generalizzato ma si punterà a nuove zone rosse su base sub-regionale dove potrebbero restare chiuse anche le scuole elementari e medie.
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3 marzo 2021 ore 15:30

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