Quando si tornerà a scuola? Il ministro: non c'è una data certa, ma l'anno sarà salvo

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Di manliogrossi
ministra azzolina

Negli ultimi giorni si fanno sempre più insistenti le ipotesi, nessuna delle quali confermata da ufficialità, sulla riapertura delle scuole. Al momento pare che la chiusura degli istituti scolastici di ogni ordine e grado si protrarrà oltre il 3 aprile come si intuisce da un’intervista rilasciata dal Premier Conte al ‘Corriere della Sera’ e di cui abbiamo parlato ieri sul nosto sito “I provvedimenti che abbiamo preso, sia quello che ha chiuso molto delle attività aziendali e individuali del Paese, sia quello che riguarda la scuola, non potranno che essere prorogati alla scadenza”.
A dare poi aggiornamenti su cosa accadrà al mondo della scuola è stata la Ministra Azzolina proprio questa mattina all’interno della trasmissione radiofonica di Rai Radio 1 ‘Radio anch’io’. Scopri cosa ha detto sul rientro a scuola, la Maturità 2020 e la didattica a distanza!

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"L'anno sarà salvo in qualsiasi caso, i nostri studenti non devono pagare la situazione di emergenza". E’ stata chiara la Ministra Azzolina a riguardo, i ragazzi quindi non devono preoccuparsi, l’anno scolastico 2019/2020 non andrà perso, nonostante il COVID-19 lo stia mettendo a dura prova!
Ma quindi quando si tornerà a scuola? Alla domanda la Ministra ha risposto chiaramente: “Sugli scenari li stiamo pensando tutti ma saranno le autorità sanitarie a dirci quando i nostri studenti potranno ritornare a scuola in sicurezza".
Ma se la Azzolina è, giustamente, molto cauta a riguardo, non mancano congetture sui principali media italiani.
Secondo infatti quanto riportato dal quotidiano ‘la Repubblica’ tre sarebbero le ipotesi da prendere in considerazione per quanto riguardo la riapertura delle scuole. La prima, ottimistica ma anche meno probabile, fissa al 15 aprile quindi dopo Pasqua il suono della campanella. La seconda, invece, vedrebbe gli studenti tornare in classe tra il 4 e il 15 maggio. Ipotesi questa che, sempre secondo quanto riportato dal quotidiano, si concretizzerebbe se il picco dei contagi si verificasse a fine mese. Infine, la terza e più cupa ipotesi, ovvero quella che non vedrebbe un ritorno tra i banchi di scuola degli studenti italiani.
Tutte, è bene ricordarlo e sottolinearlo ancora una volta, sono solo ipotesi quindi non supportate da ufficialità. Per sapere con certezza quando verranno riaperte le scuole non resta che attendere. E sulla possibilità di un proroga dell’anno scolastico oltre il termine fissato dai calendari scolastici, la Ministra ai microfoni di 'Sky Tg24' ha chiarito che dipenderà "da come va la didattica a distanza: se funzionerà non abbiamo motivo di allungare l'anno scolastico; sarebbe offendere chi sta facendo tanto in queste settimane, tra l'altro ricompattando la comunità scolastica".


Maturità 2020: come potrebbe cambiare?

Altro punto da risolvere, grattacapo non da poco, riguarda la Maturità 2020.
I ragazzi del quinto anno, infatti, chiedono risposte ma la Ministra, sempre intervenendo su ‘Radio anch’io’, è stata chiara: “Non posso dire al momento come sarà la maturità. Ci stiamo preparando a tutte le eventualità”. Nulla quindi al momento trapela da Viale Trastevere ma una cosa è stata ribadita ed è giusto che i maturandi lo tengano bene a mente. “Non mi piace la parola 'esame semplificato' – ha commentato la Ministra - gli studenti vogliono un esame serio, in linea con quello che stanno apprendendo". Nessuna conferma quindi su una eventuale commissione d’esame composta da soli membri interni, come chiesto a gran voce dai ragazzi proprio in questi giorni.

Didattica a distanza: cosa verrà fatto per migliorarla

"La situazione è variegata, ci sono realtà dove la didattica a distanza funziona benissimo ed altre dove si stanno formando. C'è un grandissimo sforzo da parte della classe docente a farlo, è uno sforzo titanico". Così la Ministra, sempre intervenendo all’interno della trasmissione radiofonica ‘Radio anch’io’ sulle difficoltà che in alcune zone d’Italia si stanno riscontrando, soprattutto al Sud, per attuare la didattica a distanza. E proprio per risolvere questi problemi nel decreto Cura Italia sono stati stanziati ben 85 milioni di euro da dedicare all’acquisto di pc e tablet. A riguardo la Ministra ha assicurato che “al ministero stiamo preparando un decreto, che sarà pronto a giorni, per ripartire queste risorse. Stiamo facendo un monitoraggio della situazione informatica delle scuole: abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici di farci sapere ad esempio quali sono gli studenti più in difficoltà, anche dal punto di vista economico, perché a quelli meno abbienti come impone la Costituzione va garantito il diritto all'istruzione, in questo caso la didattica a distanza”.
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24 marzo 2020 ore 15:00

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