Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • L'Espressionismo, sviluppatosi in Germania e Francia, si oppone all'Impressionismo, esprimendo emozioni e sensazioni attraverso l'arte.
  • Il movimento Die Brucke, fondato nel 1905 da quattro studenti a Dresda, utilizza linee incisive e colori soggettivi per trasmettere emozioni.
  • Ernst Kirchner, co-fondatore del Die Brucke, è noto per le sue opere dai contorni marcati e per il forte impatto emotivo, influenzato dai traumi personali.
  • I Fauves, attivi nel 1905, si caratterizzano per l'uso di colori vivaci e per l'espressione della gioia di vivere, distogliendo l'attenzione dalla realtà visibile.
  • Henri Matisse, figura di spicco tra i Fauves, sviluppa uno stile personale che enfatizza l'equilibrio e la serenità, culminato nell'innovativa tecnica del "papier découpé".

In questo appunto si descrive l'epressionismo. Sviluppatisi in Germania e in Francia con l’intenzione di andare contro la visione degli impressionisti, gli artisti del Die Brucke e dei Fauves rappresentano una realtà modificata da passioni, emozioni e sensazioni con la quale esprimono la loro interiorità.
stile e caratteristiche dell'espressionismo in arte

Indice

  1. Dipinti espressionisti: il Die Brucke
  2. Ernst Kirchner (1880-1938) e la sua interpretazione dell’Espressionismo
  3. Fauves: le “belve” dell’espressionismo
  4. L’esponente di maggior spicco dei Fauves: Henri Matisse (1869-1954)

Dipinti espressionisti: il Die Brucke

Il Die Brucke è uno dei primi nuclei dell’Espressionismo tedesco, sorto, come quello dei Fauves, agli inizi del Novecento (1905). Il nome ha valore simbolico e significa “ponte”, perché per gli artisti appartenenti a questa corrente l’arte rappresenta il mezzo di passaggio delle emozioni, dal pittore alla tela.
Il movimento venne creato da quattro ragazzi conosciutisi presso la facoltà di architettura a Dresda, in Germania: Ernst Kirchner, Fritz Bleyl, Karl Schmidt-Rottluff ed Erich Heckel. Anche all’artista norvegese Edvard Munch (1863-1944) viene chiesto di entrare a far parte di questo gruppo, ma a causa del suo carattere chiuso e solitario egli rifiuta. I quattro fondatori, comunque, hanno gli stessi intenti:
  • andare contro le accademie e l’Impressionismo (che consideravano arte artificiosa);
  • andare contro qualsiasi valore di tipo tradizionalista e borghese, come l’insegnamento dei vecchi maestri.
La loro arte fa riferimento all’arte negra/primitiva e si serve di linee molto incisive, dirompenti ed espressive. L’uso del colore è antinaturalistico e soggettivo, viene infatti modulato dall’artista a seconda di ciò che intende esprimere.
Come mezzo tecnico gli artisti del Die Brucke preferivano la xilografia, tecnica di stampa con matrice in legno, usata perché la stampa in bianco e nero dava più intensità all’immagine.
Proprio grazie alla stampa, poiché erano soliti diffondere con questo mezzo le proprie opere, sappiamo l’inizio del movimento, 7 giugno 1905, e la fine che avviene il 27 maggio 1913, a seguito della guerra.
Per ulteriori approfondimenti sull’Espressionismo vedi qui

Ernst Kirchner (1880-1938) e la sua interpretazione dell’Espressionismo

Ernst Kirchner nasce ad Aschaffenburg, in Germania, nel 1880 e muore nel 1938. Proviene da una famiglia alto-borghese. Il padre è ingegnere e sarà proprio lui ad avvicinarlo all’arte, anche se inizialmente solo come hobby. Visto il suo ceto sociale Kirchner è costretto a intraprendere gli studi di architettura, ma proprio in questa occasione conoscerà gli altri artisti con i quali fonderà il movimento Die Brucke.
Con lo scoppio della guerra mondiale Ernst Kirchner viene però chiamato alle armi, e in seguito subisce un grave shock che gli procurerà la paralisi a una gamba e a un braccio. I postumi lo perseguiteranno fino alla morte stroncandolo sia nel fisico che nella psiche.
Dopo la guerra va in Svizzera dove decide di formare un gruppo di artisti. Però non ci riesce perché il Nazismo considerava l’arte come un qualcosa di scandaloso; per questo motivo e per i traumi subiti in passato, il 15 giugno 1938 l’artista si spara al cuore un colpo di fucile e muore.
Le sue opere, paesaggi e ritratti, presentano semplificazioni formali, contorni marcati e colori accesi stesi in uno spazio non naturalistico. Questo suo stile è caratterizzato dal gusto della deformazione e dal contrasto cromatico violento. Nella sua opera “Donne nude che si lavano” ad esempio utilizza i colori primari e secondari in modo soggettivo (come nella donna chinata che è di colore arancione). Il segno è grave e incidente, le pennellate sono striscianti sulla tela tant’è che in alcuni tratti vi sono delle parti bianche.
Il dipinto “Paesaggio urbano con ponte” presenta i colori, le case, il ponte senza spigoli, e manca totalmente di prospettiva. La città deserta (abbandonata a se stessa) dà un forte senso di inquietudine e disagio. Anche in “Anfratto di bosco di Staffel” la prospettiva non esiste: la forza centripeta fa si che gli alberi sembrino trattenuti dal terreno. Le strade sono disordinate e le pennellate sono date a lisca di pesce (diagonali tra loro).
Per ulteriori approfondimenti su Kirchner vedi qui

Fauves: le “belve” dell’espressionismo

I Fauves erano un gruppo non organizzato di artisti che si trovò a esporre nel “Salon d’Automne” nel 1905. Il nome non è stato scelto da loro ma dal critico Louis Vauxcelles che, in un articolo sulla mostra, scrisse: “Donatello in mezzo alle belve” facendo riferimento all’effetto di una statua rinascimentale in mezzo a tavole con colori sgargianti e violenti (come barattoli di vernice buttati sulla tela). Così prendono il nome i Fauves “le belve”. Tra i pittori che ne facevano parte e che possono rientrare in tale definizione: Andre de Rain, Albert Marquet, Maurice de Vlaminck, Henry Matisse, George Braque (che si avvicina nel 1906). Nel 1907 il gruppo si scioglie e ognuno seguirà il proprio cammino. Le caratteristiche che accomunano gli artisti sono:
  • non vogliono più esprimere una realtà visibile ma “astratta”, il loro stato d’animo;
  • esprimono la gioia di vivere, non sono pessimisti come i tedeschi;
  • utilizzano i colori come mezzo espressivo, non più per riempire la forma ma per creare la forma;
  • il colore ha più predominanza rispetto alla linea.
Per ulteriori approfondimenti sui Fauves vedi qui

L’esponente di maggior spicco dei Fauves: Henri Matisse (1869-1954)

Matisse è la personalità più emergente. Nasce a Cateau-Cambrésis, in Francia, nel 1869 e muore nel 1954. Si avvicina alla pittura in modo casuale, arriva a Parigi nel 1888 per studiare giurisprudenza e a ventuno anni una grave malattia intestinale lo costringe a letto per molto tempo. La madre, per fargli passare il tempo della convalescenza, gli regala colori e pennelli e scopre così che l’arte è la sua vera vocazione.
Matisse abbandona gli studi di giurisprudenza e decide di dedicarsi completamente all’arte; frequenta l’atelier di Gustave Moreau che dirà di lui: “Voi semplificherete la pittura”.
Non frequenta alcuna accademia d’arte, essendo contro l’imposizione di regole stabilite, ma si forma frequentando i musei, come il Louvre, nei quali osserva e impara dai grandi maestri.
La sua arte si sviluppa attraverso diverse fasi:
  • Inizialmente a influenzarlo è l’impressionismo;
  • Neoimpressionismo (Pointillisme);
  • L’opera di Van Gogh e Cèzanne;
  • Approda poi ad un suo modo di dipingere personale.
Matisse dirà: “io sogno un’arte di equilibrio, purezza e serenità, aliena da qualsiasi forma inquietante e angosciante, una sorta di balsamo per la mente, un influsso benefico, una specie di poltrona comoda su cui ci si siede quando si è affaticati”. Nel 1910 fa un importante viaggio in Marocco dove viene colpito dalla purezza dei colori e i suoi dipinti cominciano ad arricchirsi di arabeschi. Nel 1944 la Gestapo porta via sua moglie e sua figlia, nonostante ciò, non abbandona mai la pittura, e si trasferisce a Nizza.
A 78 anni, quando per lui è più difficoltoso tenere i pennelli, inventa la “papier découpé”, una sorta di collage dove ritaglia le figure che poi incolla sulle tele.
Con la sua opera “Ritratto con riga verde” partecipò alla mostra del Salon d’Automne del 1905. In questo dipinto c’è l’essenzialità della forma tipica della sua pittura, e al riguardo egli dirà: “Troppi colori in un quadro disturbano l’occhio”. Una riga di colore verde divide in due il viso della donna: a destra i colori caldi fanno da contrasto ai colori freddi dello sfondo, mentre a sinistra il viso dai colori freddi è contro lo sfondo di colori caldi. In alto c’è un’aureola di capelli neri che divide le due parti. Le pennellate sono larghe e disuguali, non ritmiche e date a caso. Altra opera molto significativa della sua arte è “La dance”: basata su tre colori (arancione, blu e verde) che sono in armonia tra di loro. Il quadro vive per se stesso senza nessun referente con l’esterno, non rappresenta più niente. Uno dei personaggi ha la testa tagliata e un altro la inclina per entrare nell’inquadratura del dipinto.
Per ulteriori approfondimenti su Matisse vedi qui
Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del nome "Die Brucke" nel contesto dell'Espressionismo?
  2. "Die Brucke", che significa "ponte", simboleggia il mezzo attraverso il quale gli artisti espressionisti trasmettono le loro emozioni dalla tela al pubblico, rappresentando una reazione contro l'arte tradizionale e l'Impressionismo.

  3. Chi sono i fondatori del movimento Die Brucke e quali erano le loro intenzioni artistiche?
  4. I fondatori del Die Brucke sono Ernst Kirchner, Fritz Bleyl, Karl Schmidt-Rottluff ed Erich Heckel, e la loro intenzione era di opporsi alle accademie e all'arte tradizionalista, esprimendo una realtà modificata da passioni e emozioni.

  5. Quali tecniche artistiche preferivano gli artisti del Die Brucke e perché?
  6. Gli artisti del Die Brucke preferivano la xilografia, poiché la stampa in bianco e nero conferiva maggiore intensità alle loro opere, permettendo una diffusione più ampia delle loro emozioni.

  7. Come si distingue l'arte di Henri Matisse all'interno del movimento Fauves?
  8. Henri Matisse, esponente di spicco dei Fauves, si distingue per l'uso del colore come mezzo espressivo, creando forme astratte e gioiose, in contrasto con l'atteggiamento pessimista degli artisti tedeschi.

  9. Quali sono le caratteristiche principali dello stile di Ernst Kirchner?
  10. Lo stile di Ernst Kirchner è caratterizzato da semplificazioni formali, contorni marcati e colori accesi, con un uso soggettivo del colore che esprime emozioni forti, come evidenziato nelle sue opere "Donne nude che si lavano" e "Paesaggio urbano con ponte".

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community