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La Scapigliatura Lombarda

Col termine Scapigliatura, libera traduzione della parole francese bohème, riferita alla vita dissipata degli intellettuali parigini, descritta in un romanzo di Henry Murger, si indicano alcuni scrittori operanti soprattutto in Lombardia e in Piemonte negli anni Sessanta, i quali si contrapposero alla letteratura moderata del Romanticismo italiano e al Provincialismo della cultura risorgimentale. Essi, infatti, erano convinti che le esperienze di vita, da cui poteva scaturire l’ispirazione poetica, fossero quelle più disordinate e sconcertanti.
Ammiratori della poesia di Baudelaire e di Rimbaud, non approdarono ai risultati poetici validi, ma a loro va il merito di aver attuato la prima vera rottura nella nostra tradizione culturale, nel tentativo di dar vita ad un’arte capace di rappresentare con immediatezza sentimenti e passioni. Gli scapigliati avvertirono il bisogno di nuove tecniche espressive, di un linguaggio ricco di suggestioni visive e uditive. Tuttavia dalla scapigliatura in letteratura non uscì niente di favoloso mentre in arte si ebbero risultati a livello internazionale.I maggiori rappresentanti della scapigliatura lombarda furono: Emilio Praga, poeta milanese dall'ispirazione semplice e schietta, il migliore esponente del movimento; Iginio Ugo Tarcheti, poeta piemontese, si ispirò a motivi misteriosi e ossessionanti e ad argomenti macabri; Arrigo Boito, Il più romantico degli scapigliati; Giovanni Camerana, il poeta più colto e raffinato; Carlo Dossi, autore di versi dallo stile ricercato.

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