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Il Romanticismo

Il Romanticismo è una corrente artistica e letteraria sorta tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Questa corrente non è successiva al Neoclassicismo ma è contemporanea a questa, difatti le due correnti sono collocabili nello stesso periodo storico (tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento).
Il Romanticismo sorge come controtendenza all’Illuminismo, che esaltava la ragione come elemento comune a tutti gli uomini che poteva renderli uguali. La corrente romantica contrappone il concetto di genio o di ingegno del singolo, presente in ogni individuo. Di conseguenza gli uomini non sono uguali poiché ogni individuo ha la sua propria specificità, così come ogni paese possiede il suo carattere e la tua storia.
Mentre l’Illuminismo proponeva il cosmopolitismo, il Romanticismo proponeva il concetto di nazione, esito degli effetti storici di quegli anni.
L’Ottocento fu il periodo del movimento del Risorgimento italiano, nato dal fallimento della rivoluzione francese e mosso dai principi e ideali introdotti da Napoleone, il quale comportò un radicale cambiamento in Europa.

Se gli uomini sono diversi l’uno dall’altro, dunque la sensibilità di uno sarà differente da quella di un altro.
Le diverse impressioni degli uomini fanno in modo che un carattere oggettivo sia percepito in maniera differente in base alla sensibilità dell’individuo.
Nella corrente romantica, la natura non è più lo sfondo delle azioni umane ma interagisce con gli uomini, accompagnando i suoi stati d’animo. Essa non è più descritta oggettivamente ma è percepita soggettivamente grazie alla sensibilità dell’individuo.
Nella produzione letteraria di Giacomo Leopardi, si avverte un rapporto sia di distonia che sintonia con la natura, difatti il poeta si rivolge e parla alla Luna ma, in un secondo momento, egli si sente estraniato dalla natura e chiede alla Luna perché non riceve risposta.
In entrambi i casi, la Luna è sempre la stessa ma cambia lo stato d’animo del poeta, che assume la natura come il principale oggetto di riflessione.

In Italia, il Romanticismo si divide in due correnti:
• Il Romanticismo esistenziale, che tratta dell’uomo di sempre e di tutti i tempi. Il massimo esponente è Leopardi, la cui produzione letteraria acquisisce un carattere filosofico.

• Il Romanticismo storico, che si concentra sull’uomo in un determinato periodo storico o luogo. Manzoni ne è il principale espositore, difatti egli diede grande importanza alla storia, essendo la sua produzione strettamente legata ai moti risorgimentali dell’epoca.

Dei due autori romantici, Leopardi ebbe un grande successo in Europa mentre Manzoni ne ebbe maggiormente in Italia. La motivazione risiede nel pubblico a cui le opere dei due erano indirizzate.
Difatti i “Promessi Sposi” è un’opera destinata ad un pubblico nazionale mentre la “Favola di pinocchio” può essere letta a qualsiasi età.

Con Manzoni c’è uno stretto legame tra il Romanticismo e la storia.
Gli Illuministi giudicavano la storia in momenti positivi e negativi. Tra i primi erano collocati l’età classica e l’epoca Umanistica-Rinascimentale, periodi in cui l’uomo si esprimeva al massimo delle sue capacità senza alcuna mortificazione. Tra i secondi rientravano il Medioevo e l’età della Controriforma, ricordati come periodi bui e oscurantisti. Mentre gli Illuministi si pongono di fronte alla storia come giudici, riconoscendone i momenti positivi e negativi, i Romantici hanno una considerazione differente. Questi concepiscono la storia come una catena di cui vanno ricordati tutti i passaggi.
I Romantici hanno un giudizio neutro della storia, difatti considerano il Medioevo come un momento di collegamento alle altre epoche. Il Medioevo è un tema cardine della letteratura romantica. L’inglese Walter Scott fu autore di romanzi storici ambientati nell’epoca medievale, di cui ricordiamo “Ivanhoe”, utilizzato da Manzoni come modello per la stesura dei suoi “Promessi Sposi”.
La passione di Manzoni per la storia partì proprio dallo studio della storia del Medioevo, periodo in cui i comuni italiani si allearono contro il nemico Barbarossa. Per Manzoni, la situazione politica italiana dell’Ottocento è analoga a quella del Medioevo, poiché gli italiani avrebbero dovuto unirsi per combattere gli austriaci. Il Medioevo è quindi riconsiderato come momento in cui i comuni italiani superarono le loro inimicizie per contrastare il nemico comune, così come i popoli d’Italia avrebbero dovuto unirsi contro gli austriaci.

I poeti romantici sono sentimentali e coraggiosi, provano nostalgia per le epoche belle e lontane ma le percepiscono come superate e non si illudono di poterle ritrovare l’armonia che caratterizzava il rapporto tra i classici e la natura. Essere nostalgici significa cullarsi tra i ricordi, il termine nostalgia proviene dal greco “nostos algia”, ossia “dolore al ritorno”. I Romantici vogliono recuperare il sentimento spontaneo verso la natura ma è impossibile approcciarsi in maniera ingenua ad essa così come facevano gli uomini primitivi.
Il poeta romantico tedesco Schiller definì due tipi di poesia contrapposti:
• La poesia della natura, detta anche ingenua, cioè quella di Omero, caratterizzata da un modo di sentire naturale e istintivo.
• La poesia sentimentale, quella dei romantici, che tentano di imitare la poesia di Omero, anche se non possono raggiungere sentimenti così primitivi.

Leopardi instaura un paragone tra la sua generazione e l’età primitiva. Nell’età primitiva, il poeta riscontra un rapporto istintivo con la natura mentre, nella sua contemporaneità, il rapporto con la natura è razionale.
Gli uomini possono imitare il sentire degli antichi ma la loro nostalgia indica la consapevolezza della rottura del rapporto con la natura. Questi fingono di provare alla maniera degli antichi ma ciò è vano poiché la ragione ha distrutto l’illusione di poter parlare direttamente alla natura.

La ragione non permette di sentire così come faceva Omera e ha eliminato tutte le facoltà immaginative dell’uomo. Secondo Leopardi, la scoperta dell’America ha causato la fine delle illusioni dell’uomo, che non sapeva cosa ci fosse oltre l’orizzonte. La circumnavigazione dell’Africa ha circoscritto l’uomo, limitandolo in confini ben precisi.
La scienza, per quanto sia utile, ha eliminato la fantasia e ha creato barriere che caratterizzano la generazione di Leopardi e di cui lo stesso Leopardi si rende conto. L’uomo dell’Ottocento non può sentire con ingenuità la natura e per questo l’inconsapevolezza originaria degli uomini primitivi è considerata al pari della felicità. Al contempo, la ragione, mezzo traverso cui è possibile dare risposte a qualsiasi domanda e di ampliare le conoscenze, è vista dai romantici come la causa della perdita dell’immaginazione.
Il pensiero leopardiano è conforme all’immaginario dei suoi contemporanei, sebbene il poeta si definisca contrario al Romanticismo.

La nascita del Romanticismo in Italia è da collocare tra il 1813 e il 1816, anni della pubblicazione del saggio di Madame de Staël intitolato “Sulla maniera e utilità delle traduzioni”. L’articolo ottenne particolari attenzione poiché in esso Madame de Staël rimproverò gli intellettuali italiani poiché troppo legati al mito e alla tradizione, incitando alla modernizzazione delle loro opere, tramite l’utilizzo degli autori esteri come modello di riferimento. A detta dell’autrice, tali autori meritavano più opportunità di essere tradotti e diffusi in Italia.
L’Italia fu quindi divisa in due fazioni:

• I classicisti, che attaccarono Madame de Staël e difesero l’utilizzo del mito, considerato da loro come mezzo per parlare di loro stessi, tramite cui fare sfoggio della propria erudizione.
• I romantici, come Manzoni, che recepirono il messaggio del saggio e si impegnarono a modernizzare la letteratura.
Mentre Leopardi si definisce classicista, Manzoni usa il tema contemporaneo e il genere letterario più diffuso all’epoca in Europa, il romanzo.

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