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1. La lingua
Massimo d’Azzeglio disse che fatta l’Italia bisognava fare gli italiani. Gli italiani dopo il 1861(anno in cui nasce la monarchia parlamentare e costituzionale, con lo Statuto Albertino) devono farsi anche con la lingua, la quale risente dei particolarismi d’Italia.
Il primo censimento nazionale del 1861 mise in luce il fatto che l’analfabetismo raggiungeva il 78% a livello nazionale, con punte massime del 90% nelle isole.
Il problema principale era la questione della lingua perché l’unificazione politica richiedeva continui ed intensi scambi tra le regioni; Edmondo de Amicis in “Cuore” spiega di come fosse difficile comunicare.
Una delle proposte più importanti fu quella di Manzoni con l’edizione della “quarantana” dei Promessi Sposi.

⇒ La soluzione di Manzoni
Essa consisteva nell’adottare la lingua parlata dai fiorentini colti diffusa tramite un corpo di maestri addestrati alla parlata fiorentina.Nelle scuole elementari si tentò di imporre il modello fiorentino, cercando di combattere l’uso dei dialetti.

Anche questo tentativo, però, si rivelò essere utopistico e, quindi, crolla.
La letteratura di fine 800 è di corte e Manzoni pensa a un pubblico borghese, in questo periodo si parla di letteratura della società, la poesia non è più il genere dominante come nel 700(corte) però è comunque importante(nella seconda metà dell’800 vi è la scrittura prosastica per un pubblico che si sta alfabetizzando.Prevale il romanzo e le novelle nella letteratura verista e naturalista di fine 800).

⇒ La diffusione dell’italiano
Essa fu un processo graduale, lento e difficile, infatti ancora oggi non si può ritenere concluso.
I fattori sociali che contribuirono furono:
→ leva militare obbligatoria così da mettere a contatto i giovani con realtà diverse
→ ampliarsi degli scambi sul mercato nazionale così da aumentare la comunicazione tra le regioni
→ estendersi della burocrazia(complesso di uffici, organizzati in modo gerarchico che svolgono funzioni di amministrazione pubblica) con cui prima o poi tutti avevano a che fare
→ emigrazione all'estero oppure dal sud Italia al nord così da mettere in contatto gli analfabeti coi popoli più evoluti
→ migrazioni interne in seguito all’avvio dell’industrializzazione così da mescolare più persone
→ diffusione giornali e stampe periodiche(come la Fanfulla o il Corriere della Sera)
→ comparsa mass-media come radio, cinema e, a metà 900 in Italia, la televisione.Si impone la società delle masse: luoghi pubblici con interscambio tra un gruppo di persone decisamente più ampio rispetto a prima.

⇒ La poesia
La poesia in questi anni non è più pura, filo-classicista con il modello di Petrarca.Essa è sentimentale, soggettiva e ideologica(Carducci). Il fine 800 risente delle innovazioni del modello francese con i simbolisti(in cui emerge il mistero) ripresi dal decadentismo.

Nella seconda metà 800 prevale il teatro perché si passa definitivamente dal teatro di corte al teatro pubblico (processo già iniziato nel 600). Il teatro è il luogo in cui il popolo si diletta ed è il luogo delle masse, rispecchiato dai drammi borghesi.
Continua ancora nel secondo 800 la fortuna del melodramma: si assiste al passaggio dagli intrecci romantici al realismo.

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