Tema sull'emigrazione


L’emigrazione è un fenomeno sociale di una persona o più. È uno spostamento dai luoghi di origine per andare a stabilirsi in altri territori,per motivi di lavoro, politiche o per scappare dalla guerra. Quando vengono a mancare le condizioni necessarie al pieno compimento dei desideri dell'uomo, questo è spinto a cercare un luogo diverso da quello di origine "dove aver miglior fortuna". Le motivazioni possono essere le più diverse: economiche, politiche, guerre in atto, persecuzione. La separazione dalla terra d'origine è sempre sentita come una frattura nella vita personale. Sono sempre esistiti due tipi di emigrazione: quella temporanea e quella permanente. L'emigrazione temporanea è quella che caratterizza i fenomeni migratori di manovalanza. Nell'Ottocento molti braccianti agricoli veneti andavano in argentina nei periodi di pausa nella loro terra. È più difficile descrivere l'emigrazione quando si tratta di una permanenza nello Stato ospitante per vari anni. Queste persone cercano di far fortuna ed accumulare quel capitale necessario per acquistare un terreno o un'attività propria nella terra d'origine.
Confronto ieri e oggi
Ieri Ellis Island è una piccola isola che da accesso agli Stati Uniti. Qui per oltre 50 anni dal 1892 al 1954, sono sbarcati gli immigrati che facevano un viaggio da incubo, ma all’arrivo l’America si presentava loro come un’immagine da sogno. L’immensa Statua della Libertà accoglie i naviganti che prima si fermano all’isolotto di Ellis Island,dove gli immigrati erano bloccati fino a quando non ottenevano il visto dell’ufficio immigrazioni. Per ottenerlo dovevano superare una serie di controlli. Venivano respinte tutte le persone che “potevano essere di peso alla società” per ragioni sanitarie,psicofisiche o per ragioni politiche e sociali. Da Ellis Island sono passati almeno 12 milioni di persone. Per questo nell’edificio trasformato in museo nel 1990 c’è sempre una grande folla; con 2 milioni di visitatori all’anno, la gente è numerosa, l’atmosfera è sempre raccolta come in un luogo di culto, perché sembra di avvertire la presenza di quei milioni di emigranti,ricchi solo di tenacia e speranza, animati dal desiderio di diventare al pieno titolo cittadini americani.
<< Attenzione! Ora vi facciamo scendere dalla nave, ma dovete rimanere in fila dentro i cancelli. Vi porteremo all’isola di Ellis dove vi faranno la visita medica e controlleranno i vostri documenti.>> <<ATTENZIONE! Le famiglie si devono mettere al centro del ponte, le donne sole con i bambini a sinistra, gli uomini soli a destra. Senza spingere e documenti alla mano! >> Alla fine della visita un dottore con la camicia bianca mi ha attaccato sul petto un cartello con stampata una grossa A maiuscola. Una delle donne che era con me sulla nave aveva invece una H e piangeva, diceva che la rimandavano in Italia perché era malata di cuore.Ora potevamo tornare al porto di New York. Ho provato una felicità cosi grande che mi pareva di morire. ( da V. Cercenà, diario allo specchio, Edizione EL.)
Oggi l'immigrazione in Italia appare come un fenomeno relativamente recente, che ha cominciato a raggiungere dimensioni significative all'incirca nei primi anni settanta, per poi diventare un fenomeno caratterizzante della demografia italiana nei primi anni del XXI secolo. Attualmente gli immigrati presenti sul territorio nazionale censiti dal ministero dell’Interno sono 78 mila 784. La regione che ne accoglie di più, secondo i dati aggiornati al 18 giugno 2015, è la Sicilia con il 19% del totale. A seguire il Lazio con l’11%, la Lombardia 10%, Puglia e Campania a pari merito con il 7%. Storicamente l'Italia, per gran parte della sua storia dall'unità in poi, è stato un paese di emigrazione soprattutto tra il 1876 e il 1976 partirono oltre 24 milioni di persone. Al punto che oggi si parla di grande emigrazione o diaspora italiana. Per tutto questo periodo,il fenomeno dell’emigrazione cominciò ad affievolirsi a partire dagli anni sessanta, dopo gli anni del miracolo economico. Il flusso di stranieri cominciò a prendere consistenza solo verso la fine degli anni settanta, sia per la "politica delle porte aperte" praticata dall'Italia, sia per politiche più restrittive adottate da altri paesi. Nel 1991 l'Italia dovette anche confrontarsi con la prima "immigrazione di massa", dall'Albania (originata dal crollo del blocco comunista. L'incremento della popolazione straniera residente è dovuto sia ad un saldo migratorio positivo tra immigrati ed emigrati, sia ad un saldo naturale positivo tra nati e morti.
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