Arriva la scuola online per diventare programmatore web gratis (paghi quando trovi lavoro)

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
strive programmazione scuola online

Investire sui giovani, sul futuro, sulla loro formazione, soprattutto in ottica digital e tech per rialzarsi dalla crisi post Covid-19 e andare avanti: questa è la scommessa dello startupper Tobia De Angelis, trentaduenne romano, che assieme al giovane ingegnere informatico Diego Banovaz ha dato vita a Strive. Si tratta di una scuola, per lo più online - requisito fondamentale, soprattutto ora che il Covid limita incontri e spostamenti - per imparare a diventare programmatori.
L'obiettivo è quello di formare specialisti nel settore tech, partendo da candidati che alla base possono non aver alcun titolo o nessuna esperienza nel campo della programmazione e della scrittura di codici per siti web e app. Ma come funziona e quali sono le sue particolarità? Perché è nelle 'regole d'ingaggio' che sta la vera novità.


Strive: la nuova scuola online per diventare programmatore

L’idea alla base di tutto è molto semplice: aiutare giovani e meno giovani a mettersi in gioco nel campo della programmazione digitale. Come? Offrendo gratis sei mesi di corso online su come diventare programmatori, e solo dopo che i ragazzi abbiano effettivamente trovato lavoro, chiedere indietro i soldi del corso svolto. Ma da cosa nasce questo sistema? Dietro a tutto c’è un concetto molto veritiero: spesso chi cerca lavoro non ha i soldi per potersi permettere una formazione adeguata. E proprio in questa ottica nasce Strive: infatti, il corso ha un valore di 18mila euro, che la startup 'abbona' ai suoi iscritti fino a quando questi non avranno trovato lavoro, un buon lavoro, che possa ripagare la scuola in massimo 48 mesi con solo il 10% del salario guadagnato.


Strive: la scuola online che ti chiede i soldi dopo aver trovato lavoro

Ma se uno non riesce a trovare lavoro? “Se uno non ha trovato lavoro o non ha guadagnato abbastanza il contratto si scioglie”, spiega Tobia, il fondatore di Strive, dalle pagine di Repubblica.it. Insomma, un esperimento mai tentato prima in Italia: chissà se potrà aiutare tanti giovani ad entrare nel mondo del lavoro, intanto c’è da aspettarne il lancio, che avverrà a breve. L'inizio è già di tutto rispetto: Strive, infatti, secondo gli esperti del settore potrebbe essere una delle aziende innovative più promettenti dei prossimi anni. Non è un caso che sia stata notata da Y Combinator, il più importante acceleratore del mondo.
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1 settembre 2020 ore 11:00

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