Non ho finito di studiare, rimando l'esame oppure no?

Paolo Ferrara
Di Paolo Ferrara
rimandare esame
Non mi sento pronto, tento al prossimo appello?”. Questa è una delle tante domande che tutti gli studenti si sono posti almeno una volta durante l’esperienza universitaria. Cosa bisogna fare se il giorno dell’esame è ormai arrivato ma ci sono ancora pagine da leggere e studiare? Le risposte sono due: tentare la sorte e presentarsi all’appello oppure evitare di fare scena muta e prendersi altro tempo per completare lo studio.
Nel frattempo, noi di Skuola.net abbiamo pensato a dei pro e a dei contro delle singole opzioni.

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Presentarsi all'appello senza aver terminato lo studio: i pro e i contro

Gli esami universitari possono diventare un vero e proprio incubo se dopo mesi di preparazione le pagine sono ancora tante e l’appello è già arrivato. Cosa bisogna fare in questa circostanza? Pensare di aver dedicato del tempo inutilmente alla materia e iscriversi all’appello successivo o tentare la sorte e sfruttare le conoscenze apprese? Ecco i pro e i contro che abbiamo elaborato dopo aver letto diverse esperienze universitarie in rete.

Non hai niente da perdere

Molti studenti si affidano all’audacia e decidono di presentarsi ugualmente all’appello. Non si conoscono sempre le domande su cui verterà l’esame ma in molti credono che conoscendo un po’ l’argomento si potrebbe riuscire a fornire una risposta. Ovviamente tale discorso non vale per qualsiasi insegnamento: se le risposte devono essere secche, i giri di parole non sono ammessi!

Il docente potrebbe ricordarsi di te

Altri studenti evitano di presentarsi all’appello perché si preoccupano del fatto che il docente potrebbe ricordarsi dell’ultima scena muta. In questa situazione si creerebbero due strade: potrebbe essere più severo al secondo appello o si limiterebbe a verificare che le lacune manifestate nello scorso siano state sanate.

Potresti superare l’esame e portartelo a casa

La sorte in molti casi ha un ruolo determinante nella buona riuscita dell’esame. Il docente, infatti, potrebbe porre delle domande sugli unici argomenti che si conoscono e magari verbalizzare anche un buon voto. Anche in questo caso, “tentar non nuoce”.


Ripeti bene gli argomenti ricorrenti

Se ci si rende conto di non farcela con lo studio molti studenti iniziano ad elaborare un Piano B. Per non rimandare l’esame e pensare di aver sprecato del tempo nella preparazione della materia, in molti iniziano a concentrarsi solo sulle domande ricorrenti o sugli argomenti chiesti ai colleghi universitari negli ultimi appelli. In questo modo uno studente riuscirebbe a presentarsi all’esame e potrebbe riuscire a salvare l’esame con scaltrezza.

Bisogna essere positivi

Contro ogni tipo di ansia o preoccupazione, molti studenti pensano che bisogna essere sempre positivi. Tale pensiero potrebbe nascere dalla consapevolezza che l’esame potrebbe essere facile o che il docente potrebbe essere clemente verso alcune mancanze.

L’università è affar tuo

Saltare un esame non rappresenta un insuccesso di cui preoccuparsi molto. Decidere di rimandare l’esame comporterebbe allo stesso tempo una nuova e responsabile organizzazione dei tempi e dello studio. Cosa significa? Ogni volta che si presenta un problema bisogna non solo saper risolverlo ma anche cercare il modo per evitarlo in futuro. Per questo l'appello successivo andrebbe sicuramente meglio se si organizza lo studio in modo differente.
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23 settembre 2020 ore 15:30

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