Maturità contro primo esame all'università: qual è il peggiore?

Paolo Ferrara
Di Paolo Ferrara
università esame o maturità

Dopo mesi di didattica a distanza tutti gli studenti potranno finalmente ripopolare gli istituti scolastici e gli atenei italiani. Una delle riflessioni fatte da quasi tutti riguarda sicuramente la natura degli esami universitari e il confronto, in termini di difficoltà, con l'esame di maturità. Quale sarà il peggiore? La risposta ovviamente è soggettiva, ma noi di Skuola.n
et abbiamo voluto comunque raccogliere le impressioni generali degli studenti!

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All’università sei solo un numero

Una prima differenza che tutti gli universitari riscontrano riguarda il cambiamento delle dinamiche all’interno dell’aula universitaria. A differenza dei cinque anni passati nella scuola secondaria di secondo grado, infatti, i professori accompagnano gli studenti per un solo semestre e non è detto che conoscano volti, nomi e personalità di ciascuno. Cosa significa? Se nella scuola superiore un docente riconosceva la costanza di uno studente e poteva anche chiudere un occhio di fronte ad un'interrogazione andata male, all’università il docente verbalizza il voto in base alle risposte date in pochi minuti durante il colloquio orale o l’esame scritto. C’è però chi è favorevole a tale dinamica: in questo modo non ci sarebbero favoritismi o le così dette “raccomandazioni”.

Tesi e percorso multidisciplinare non sono la stessa cosa

Negli ultimi anni le modalità d’esame della Maturità hanno subito continue variazioni ma una costante che ha accompagnato gli studenti negli ultimi anni è stato il percorso multidisciplinare proposto dalla commissione (nel 2019 c'erano la famose "buste", poi abolite). Molti studenti universitari considerano il percorso multidisciplinare un vantaggio per i maturandi: durante l’esame universitario non ci sono scappatoie, bisogna sapere tutto della materia ed è molto più difficile "spostarsi" abilmente verso i temi che si conoscono meglio! Inoltre per quanto riguarda la tesi, bisogna impiegare più tempo, produrre di più ma soprattutto consultare, analizzare e studiare diversi testi da inserire poi nella bibliografia. Lavoro che l’elaborato per la maturità non certo prevede, o almeno non in questi termini.

Gli studenti universitari hanno vacanze diverse

Tutti sanno che dopo la maturità le vacanze assumono un’altra valenza. Subito dopo il periodo natalizie e durante quello estivo, infatti, negli atenei si attivano le sessioni d’esame in cui gli studenti devono dimostrare quanto hanno appreso dai docenti nel semestre precedente. I maturandi, invece, vivono le vacanze natalizie e quelle estive con leggera tranquillità. Allo stesso tempo, però, questi ultimi sottolineano che all’università sono gli studenti a gestire gli esami: non hanno quindi quei vincoli che ha chi frequenta la scuola secondaria di secondo grado.

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17 settembre 2020 ore 15:30

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