Affitti universitari ai tempi del covid: cosa devi pagare e cosa puoi evitare

casa in affitto covid-19

Il Covid-19 si è abbattuto sull’Italia nei primi mesi del 2020, ovviamente arrivando senza preavviso e scombinando irrimediabilmente i piani di tutti in questi difficili giorni. Scuole e Università sono state fin da subito serrate, e va da sé quindi che gli studenti siano rimasti chiusi in casa dall’inizio dell’emergenza. Tuttavia sono molti gli studenti universitari fuori sede che sono però riusciti a tornare nelle proprie abitazioni prima del lockdown, lasciando quindi di fretta le loro case in affitto nelle città in cui studiano.
Dunque la domanda sorge spontanea: per questi mesi di lockdown si dovrà pagare l’affitto a prezzo intero?


Case in affitto durante il Covid-19: cosa si paga?

Sono moltissimi gli studenti italiani che durante l’anno scolastico si spostano dalla propria città o addirittura dalla propria regione di residenza per recarsi altrove causa studi universitari. E sono altrettanti coloro i quali durante questi mesi di lockdown sono tornati a casa per trascorrere la quarantena con i loro cari: ma cosa succede quindi alla casa in affitto? È giusto pagare se non la si sta utilizzando? Ebbene le strade sono diverse: una di queste è la rinegoziazione del canone d’affitto con il proprietario, cercando un accordo comune, tenendo in conto la condizione straordinaria che ha reso l’affitto di questi mesi infruttuoso per entrambe le parti. Come si fa invece ad annullare il contratto di affitto senza incorrere in multe o penali?


Affitto al tempo del Covid-19: come annullarlo

Per quanto riguarda l’affitto questo periodo di straordinaria emergenza abbiamo diverse soluzioni per recedere i contratti di locazione - spiega ai microfoni del Sole24Ore Luca Stendardi, avvocato cassazionista, membro del consiglio direttivo di Assoedilizia e componente del coordinamento legali di Confedilizia - il conduttore oggi potrebbe recedere dal contratto per “gravi motivi”, ai sensi dell’articolo 427 della legge sull’ecocanone, o per cause di forza maggiore, per l’impossibilità della prestazione o per eccessiva onerosità sopravvenuta. Un altro rimedio può essere contenuto nei contratti: la clausola del recesso anticipato a favore del conduttore che solitamente prevede un termine di preavviso.” Dunque se si desidera annullare il contratto di affitto, si è tenuti a dare al locatore un periodo di preavviso, e in quel dato periodo il canone di affitto dovrà continuare ad essere elargito. E successivamente il proprietario dell’immobile dovrà restituire interamente la caparra all’affittuario. Se invece il tempo di preavviso non viene lasciato e l’affittuario rifiuta di pagare il proprietario in quel lasso di tempo, il proprietario è autorizzato a trattenere interamente o solamente una parte della caparra versata agli inizi dell’accordo tra le parti come compensazione per il denaro non pervenuto in fase di preavviso.
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