Candele accese

Il 2 febbraio ricorre la Candelora, una festività cristiana che cade quaranta giorni dopo il Natale e che unisce significato religioso e tradizione popolare.

La giornata ricorda la presentazione di Gesù al Tempio e la purificazione di Maria, ma è conosciuta soprattutto per la benedizione delle candele, simbolo della luce e del passaggio dall’inverno verso la nuova stagione. 

Proprio attorno alla Candelora, nel tempo, si sono stratificate credenze popolari e proverbi meteorologici, ancora oggi molto diffusi in diverse zone d’Italia. 

Indice

  1. Candelora: la benedizione delle candele
  2. Candelora: festeggiamenti e credenze popolari

Candelora: la benedizione delle candele

Il 2 febbraio cade la Candelora, nome popolare della festa della Presentazione di Gesù al Tempio e della Purificazione di Maria. La ricorrenza si celebra quaranta giorni dopo il Natale, come previsto dalla legge ebraica per i primogeniti maschi.

Il rito più caratteristico della giornata è la benedizione delle candele, da cui deriva il nome stesso della festa. Le candele richiamano il passo evangelico in cui Gesù viene riconosciuto come “luce per illuminare le genti”, diventando simbolo di guida, verità e speranza. Ancora oggi, in molte chiese, i fedeli portano ceri e candele per farli benedire durante la celebrazione.

La festa era già conosciuta in epoca tardo-antica: fu celebrata sotto l’imperatore Giustiniano e introdotta a Roma nel VII secolo. Nel calendario tridentino prese il nome di Purificazione della Beata Vergine Maria. Con la riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II, la Chiesa ha voluto riportare al centro della celebrazione la figura di Cristo e il significato della sua presentazione al Tempio.

Candelora: festeggiamenti e credenze popolari

La festa non ha confini esclusivamente cattolici, ma è osservata anche dalla chiesa ortodossa e da diverse chiese protestanti. In molte aree è tradizione che i fedeli, durante la giornata del 2 febbraio, portino le loro candele alla chiesa locale per la benedizione.

La festa della Candelora è spesso associata alla fine dell’inverno e ad alcuni proverbi per così dire “meteorologici”. Sono infatti molti i detti dialettali che pronosticano il tempo atmosferico futuro in base al meteo del 2 febbraio. Come racconta 'La Repubblica', per i calabresi la tradizione vuole che bisognerà aspettare altri 40 giorni prima della bella stagione, mentre a Trieste si dice che se la Candelora “viene con sole e bora siamo fuori dell'inverno, se viene con pioggia e vento, siamo ancora dentro l'inverno”. Anche a Bologna la saggezza popolare ha il suo detto: “Il giorno della Candelora, che nevichi o piova, dall'inverno siamo fuori, ma se c'è il sole ne avremo ancora per un mese almeno”. A Catania, la Candelora è stata a poco a poco assorbita dalla festa di Sant'Agata, una delle ricorrenze più sentite a cui partecipano migliaia di fedeli.

La Candelora è celebrata anche fuori dai confini nazionali. In Lussemburgo è una feste attesissima dai più piccoli, i quali fanno salire al cielo le tradizionali lanterne costruite a scuola. In Messico viene celebrato il bambino Gesù, mentre in Francia e in Belgio si mangiano crepes per tutti i gusti più uno

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