Dpcm 25 ottobre, cosa si può (o non si può) fare fino al 24 novembre

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino
dpcm 13 ottobre tutte le misure
Fonte foto: Presidenza del Consiglio dei Ministri

La curva dei contagi sale impietosa e il governo è corso ai ripari con un nuovo DPCM. Da oggi infatti è in vigore un nuovo provvedimento, firmato dal premier Giuseppe Conte, contenente le nuove misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19. Lo potremmo chiamare il "lockdown del tempo libero" considerato che sarà prioritario andare a scuola o a lavoro.
Vediamo nel dettaglio le misure per una maggiore chiarezza e per evitare pesanti sanzioni.
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Cosa si può fare e cosa no

È "fortemente raccomandato" ai cittadini di non spostarsi, se non per motivi di lavoro, di salute o necessità. Il DPCM prevede l’obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie nonché l’obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.

Stop alle palestre, sì allo sport all'aperto

Chiusi palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali. Si potrà però fare sport all'aperto, in modo individuale e sempre rispettando il distanziamento sociale di almeno due metri. Vengono sospese le attività sportive di squadra, svolti sia all'aperto che al chiuso. Restano invece consentiti gli eventi e le competizione di interesse nazionale, nei settori professionistici e dilettantistici, ma a porte chiuse. L'attività motoria e quella sportiva di base restano consentite in centri e circoli sportivi esclusivamente all'aperto, previo rispetto del distanziamento.

Incentivata la didattica a distanza

Il DPCM chiede espressamente alle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado di incrementare il ricorso alla didattica digitale integrata per un quota pari almeno al 75% modulando la gestione degli orari di ingresso e uscita degli alunni anche con turni pomeridiani. L’ingresso a scuola non deve avvenire prima delle 9.00. L’obiettivo è quello di evitare orari di punta, specialmente sui mezzi pubblici sovraffollati. Le università devono organizzare lezioni sia in presenza che a distanza, in base all'andamento del quadro epidemiologico del Paese. Il DPCM sospende tutte le gite scolastiche, i viaggi di istruzione, le iniziative di gemellaggio e di interscambio e le uscite didattiche. Sono, però, ammesse le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento e per il tirocinio.

Stop a teatri e a cinema

Chiudono anche cinema e teatri. Restano aperti, invece, i musei a condizione che garantiscono modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.

Coprifuoco in alcune regioni

Nessun divieto a uscire di casa dopo le 18.00 ma bisogna rispettare, eventualmente, l’orario di rientro a casa imposto dalla regione di appartenenza. In Lombardia, Campania e Sicilia è alle 23.00, nel Lazio e in Calabria alle 24.00. Per fare shopping bisogna rispettare lo scaglionamento degli ingressi nei negozi e le misure di distanziamento all’interno. Fino alle 18.00 è possibile andare anche a bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie, che restano aperti anche la domenica e nei festivi. In bar e ristoranti la consumazione è esclusivamente al tavolo dove non si può essere in più di 4 persone. I saloni di bellezza, i parrucchieri e i barbieri restano aperti. Lo stesso vale per i negozi, dall’abbigliamento alle librerie: non ci sono limiti d’orario

Sconsigliato andare a casa di amici

È fortemente raccomandato non ricevere persone non conviventi, salvo per esigenze lavorative o situazioni di necessità o urgenza. Questo significa che si può andare a casa di amici ma è sconsigliato. Per ora, salvo ordinanze regionali, non ci sono limiti agli spostamenti tra le regioni. Restano sospese le attività in sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso.

Sì ai mezzi pubblici, ma solo per situazioni di necessità

È possibile anche prendere i mezzi pubblici anche se è fortemente raccomandato non spostarsi se non per esigenze di lavoro, studio, motivi di salute o servizi di necessità.
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27 novembre 2020 ore 15:00

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