Decreto 22 marzo coronavirus: cosa chiude, cosa no e cosa cambia

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Di manliogrossi
decreto 22 marzo
Fonte foto Facebook

La situazione provocata dal COVID-19 ha spinto il Governo ad attuare misure ancor più stringenti per contrastare l’espandersi dell’epidemia. E così, dopo l’annuncio in diretta Facebook di sabato sera, ieri il Premier Giuseppe Conte ha firmato un nuovo DPCM. All’interno un allegato che contiene l’elenco di tutte quelle attività che potranno continuare a restare in funzione perché ritenute essenziali.
Non solo, il decreto contiene anche alcune misure per quanto riguarda la mobilità delle persone. Cerchiamo di capire insieme cosa cambia con il nuovo DPCM.

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Decreto 22 marzo coronavirus: aperti tutti i servizi essenziali

Continueranno ad essere attive tutte le filiere ritenute essenziali e quindi legate al settore agroalimentare, a quello farmaceutico e biomedicale, compresa la fabbricazione forniture mediche e dentistiche, ma anche quello della pesca e dell’acquacoltura. Attive anche la gestione fognaria e quella della raccolta dei rifiuti, oltre alle attività bancarie, postali, assicurative, finanziarie e i corrieri. Non sono intaccati nemmeno i servizi di vigilanza privata oltre alle attività di pulizia e disinfezione.

Aperti studi professionali, tabaccai ed edicole

Rimarranno aperti gli studi di commercialisti, avvocati, ingegneri e architetti così come l'intera filiera della stampa, dalla carta al commercio all'ingrosso di libri, riviste e giornali fino ai servizi di informazione e comunicazione. Oltre alle edicole, comunque, continueranno ad operare anche i tabaccai, nonostante ci sia stato lo stop a Lotto e scommesse. Le famiglie, invece, potranno continuare ad avere colf e badanti conviventi e a servirsi del portiere di condominio. Scorrendo poi la lista contenta nell’allegato al DPCM compaiono, tra le attività che continueranno ad operare, anche i call center che dovranno però rispettare le regole sulle distanze e gli obblighi per quanto riguarda mascherine e guanti.


Decreto 22 marzo coronavirus: sì anche alla manutenzione di pc e ai trasporti

Previste anche la manutenzione di pc, telefoni e di elettrodomestici. Le produzioni di gomma, materie plastiche e prodotti chimici non saranno interrotte, così come le raffinerie petrolifere non verranno fermate. Continueranno ad operare anche le attività legate all'idraulica, all'installazione di impianti elettrici, di riscaldamento e di condizionatori, oltre che alle diverse forniture: dall'energia elettrica all'acqua al gas. Rimangono attivi il trasporto terrestre, marittimo, navale e ovviamente quello legato alle merci.

Decreto 22 marzo: stretta su Pa e settore tessile

Per quanto riguarda la Pubblica amministrazione, rimangono aperti gli esercizi legati alla sanità, alla difesa, all’istruzione ovviamente sempre rispettando gli obblighi sulla sicurezza. Continuerà ad operare l’Inps, così come l’assistenza sociale residenziale e non residenziale. Per quanto riguarda l’industria tessile potrà sì operare, escluso però il settore dell’abbigliamento.

DPCM 22 marzo 2020: no a spostamenti fuori il comune

Non solo le attività, il Governo ha voluto attuare una stretta anche sugli spostamenti, l'intento è quello di rafforzare il messaggio che bisogna rimanere a casa. Salvo alcune eccezioni sono quindi vietati gli spostamenti da un comune all’altro come specificato nel DPCM “è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”. Basta quindi a flussi di massa, soprattutto di studenti, verso le regioni di origine come accaduto nelle settimane passate.

Testo ed elenco attività aperte Decreto 22 marzo 2020

Ecco il DPCM nel dettaglio: clicca qui.

DPCM 22-3-2020 by Skuola.net on Scribd

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