Decreto 16 marzo "Cura Italia": cosa cambia e le novità per la scuola

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Fonte foto: profilo Giuseppe Conte su Facebook

Si è appena conclusa la conferenza stampa sul nuovo decreto "Cura Italia" appena approvato dal Consiglio dei Ministri. Il decreto si concentra sulle misure economiche che, in questo frangente di crisi, saranno messe in atto per permettere allo Stato, alle imprese e ai lavoratori di fronteggiare l'emergenza.
""Possiamo parlare di 'modello italiano' non solo sanitario, ma anche come strategia economica di risposta alla crisi", ha detto il premier Conte, che aggiunge: "Questa è una manovra economica poderosa", pur lasciando aperta la strada ad eventuali aggiustamenti. "Questo decreto non basterà, ne siamo consapevoli - puntualizza il presidente del Consiglio - domani dovremo già predisporre nuove misure, per ricostruire" quello che l'emergenza coronavirus ha intaccato.
Ma prima di lasciare la parola ai ministri competenti nei vari settori toccati dalle norme, il premier ha concluso con un messaggio a tutti noi: "Possiamo essere orgogliosi di essere italiani, insieme ce la faremo".

Di seguito il video completo della conferenza stampa:


Decreto "Cura Italia" del 16 marzo, le misure per la scuola

Nel nuovo decreto legge sull’emergenza coronavirus sono previste ulteriori misure anche per il mondo della scuola.
Ad annunciarlo, con un comunicato stampa, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Ecco allora cosa cambierà con il nuovo decreto del 16 marzo:

  • Grazie a quanto deciso riguardo il lavoro agile nella Pubblica Amministrazione, i dirigenti scolastici potranno organizzare le attività da remoto, per cui fino alla ripresa delle lezioni sarà possibile limitare al massimo le aperture degli edifici.

  • La presenza del personale ATA (Ausiliario, tecnico, amministrativo), sarà prevista solo nei casi di stretta necessità, che saranno individuati dai dirigenti scolastici stessi.

  • Sono previsti 85 milioni di euro per il sostegno alla didattica a distanza: "Gli 85 milioni deliberati - si legge nel comunicato del ministero dell'Istruzione - serviranno ad agevolare il lavoro delle istituzioni scolastiche che si stanno dotando di piattaforme e di strumenti digitali per l’apprendimento a distanza o che stanno potenziando gli strumenti che avevano già a loro disposizione". Queste risorse serviranno “anche per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti dispositivi digitali per l’utilizzo delle piattaforme per la didattica a distanza e per la connessione alla Rete”. Una parte degli stanziamenti sarà destinata, poi, alla formazione del personale scolastico sul fronte della didattica a distanza: “Questi fondi vanno incontro alle richieste che ci stanno pervenendo dalle scuole e dalle famiglie. Stiamo ascoltando tutti. E la nostra task force è al lavoro ogni giorno per rispondere a piccole e grandi esigenze che emergono dagli istituti di tutta Italia”.

  • Stanziati anche 43,5 milioni per la pulizia straordinaria degli ambienti scolastici al momento del rientro, risorse che le scuole potranno utilizzare per acquistare materiali per le pulizie, ma anche saponi e gel igienizzanti.

  • Garantita, infine, la salvaguardia delle supplenze brevi: nessuno perderà il posto.

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Decreto "Cura Italia" del 16 marzo, le misure per l'Università

Per quanto riguarda l'università, tra le misure principali dovrebbero trovare spazio le seguenti. Almeno è questo quello che emerge dalle bozze del decreto circolate in queste ore:

  • Previsto un “Fondo per le esigenze emergenziali del sistema dell’università, delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e degli enti di ricerca” con una dotazione pari a 50 milioni di euro.

  • L’ultima sessione di laurea dell’anno accademico 2018/2019 sarà prorogata al 15 giugno 2020.

  • L’attività universitaria svolta a distanza viene equiparata a quella svolta con modalità in presenza, e sarà valida sia per l’attestazione della frequenza obbligatoria sia ai fini del computo dei crediti formativi universitari (CFU), anche se sarà necessaria la verifica dell’apprendimento.

  • Decreto "Cura Italia", quali misure sono previste per il lavoro e l'economia

    Ecco nel dettaglio alcune delle principali misure del decreto per quanto riguarda l'Economia:

    • Finanziamento aggiuntivo di quasi quasi 3,5 miliardi per il Sistema sanitario nazionale e la Protezione civile.

    • Più di 10 miliardi per il sostegno all'occupazione, la difesa del lavoro e del reddito. Previste risorse per 1,3 miliardi per il Fondo di integrazione salariale e 3,3 miliardi per la cassa in deroga che andrà a coprire anche le aziende composte da 1 sola persona. Copertura per tutti i lavoratori autonomi, stagionali e di altre forme con un assegno di 600 euro per il mese di marzo.

    • Sospensione delle rate di mutui e prestiti con garanzie pubbliche e sospensione degli obblighi di versamento di tributi e contributi (fino a 2 milioni di euro anche per Iva, fisco ecc.) e oltre questo limite per le categorie colpite direttamente dalla crisi.

    • Estensione del congedo parentale a 15 giorni e un voucher baby-sitter da 600 euro (1,6 miliardi stanziati e un bonus speciale per il personale sanitario).

    • Per i lavoratori autonomi e i liberi professionisti sono stanziati circa 3 miliardi a tutela del periodo di inattività. Sospesi i contributi previdenziali.

    • I licenziamenti dal 23 febbraio in avanti verranno congelati

    • Per i lavoratori in quarantena, si prevede che questa sia considerata come malattia.

    • Presente una riduzione aggiuntiva del cuneo fiscale per i lavoratori.

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