Scuola, le finestre aperte disperdono fino al 70% del virus

Paolo Ferrara
Di Paolo Ferrara
didattica al balcone napoli
Dopo i mesi di lockdown le scuole italiane hanno di nuovo riaperto i battenti per la ripresa della didattica in presenza. Ad un mese dalle riaperture, però, si continua a studiare nuovi scenari per ridurre al minimo la possibilità di contagio tra i banchi di scuola. Dall’Università americana del Nuovo Messico arriva un’importante ricerca sulla mitigazione del virus nell’aria all’interno di una semplice aula scolastica.
I risultati, pubblicati sull’importante rivista Physics of Fluids, stanno facendo il giro del mondo: secondo la ricerca, se le finestre vengono lasciate aperte il 70% dell’eventuale virus nell’aria potrebbe disperdersi. Ma vediamo cosa dice la ricerca nello specifico.

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Il virus Covid-19 continua a diffondersi in tutto il mondo e in attesa di un vaccino non resta che studiare soluzioni temporanee atte ad evitare il contagio. D’oltreoceano è arrivata un’importante ricerca sul trasporto di aerosol – per intenderci, la dispersione in gas di liquidi o solidi nell’aria – e delle goccioline di virus all’interno di ambienti diversi per stabilire nuove misure per contrastare la diffusione del virus. I risultati? Come riportato sulla rivista Eurekalert, i ricercatori dell'Università del Nuovo Messico hanno utilizzato la dinamica computazionale delle particelle fluide per esplorare il trasporto di aerosol all'interno una semplice aula scolastica con aria condizionata. Durante la sperimentazione hanno scoperto che l'apertura delle finestre aumenta la frazione di particelle e "quasi il 70% delle particelle da 1 micron esce dall’aula”. Uno degli autori, Khaled Talaat, ha anche spiegato che l'aria condizionata rimuove fino al 50% delle particelle rilasciate durante la normale espirazione e le semplici conversazioni tra alunni e docenti. Il resto si deposita sulle superfici all'interno della stanza e può rientrare nell'aria.



Scuola, un metro di distanza tra i banchi non basta


Un altro aspetto fondamentale emerso dalla ricerca dell’Università del Nuovo Messico riguarda la distanza tra i banchi scolastici. Uno dei ricercatori ha confermato che la distribuzione delle particelle nell’aria non è uniforme a causa l’aria condizionata. La posizione dello studente, dunque, influirebbe sulla probabilità di trasmissione delle particelle anche a distanza di 2,4 metri. Per questo i ricercatori sostengono che delle barriere di vetro o plexiglass potrebbero essere utili per aumentare la sicurezza. Ma attenzione: l’autore ha precisato che esse “non bloccano direttamente le particelle da 1 micron, ma influenzano il campo del flusso d'aria locale vicino alla sorgente, il che cambia le traiettorie delle particelle". La loro efficacia, dunque, “dipende dalla posizione della sorgente rispetto ai diffusori del condizionamento".
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