Un gioco di parole, uno strumento di salvezza


Le mitologie e le leggende folcloristiche di tutti i popoli parlano di animali divini, o di mostri, in cui ferinità e divinità si fondono. Il mostro (la parola deriva dal latino “monstrum” che significa “segno divino” in quanto “fenomeno che va contro le leggi della natura”) è un’entità straordinaria rispetto alle realtà dell’esperienza comune. È la personificazione di forze naturali che l’uomo all’inizio della sua storia percepisce come sintesi indistinta di bene e di male. Il mostro è spesso un demone, un animale divino che incarna le forze della natura e i moti primordiali dell’animo umano, ancora sospeso tra istinto di sopraffazione violenta, bisogno di un’etica civile e aspirazione a una superiore giustizia divina. Il mostro ci rimanda al primo manifestarsi della coscienza dell’uomo che riflette sulla propria natura e su quella dell’universo.

Polifemo è certamente un rappresentante del mostro mitico, figlio di una delle maggiori divinità greche (il dio del mare Posidone); ma l’autore dell’Odissea, un poeta colto, erede di una tradizione epica ormai lunga e consolidata non lascia nella a Polifemo di straordinario e divinamente grande. Polifemo è fortissimo, ma per tutto il resto è solo brutalità animalesca e ottusità intellettuale. La sua vita è fatta di violenza primitiva, di cibo, di sonno; solo i ritmi degli animali, bisognosi di pascolo durante il giorno, di mungitura e di riparo durante la notte, scandiscono la sua giornata, priva di ogni altra forma o interesse.

L’intelligenza tutta umana di Odisseo lo schiaccia e lo mette in berlina; per farlo si serve di una dote squisitamente umana, quella della parola. Solo un uomo abile nel discorso può sfruttare a suo vantaggio la più sottile caratteristica del linguaggio, la inesauribile polisemia delle parole. Il pronome negativo “nessuno2 trasformato in nome proprio: ecco l’astuzia che proteggerà Odisseo e i suoi.
Le mitologie e le leggende folcloristiche di tutti i popoli parlano di animali divini, o di mostri, in cui ferinità e divinità si fondono. Il mostro (la parola deriva dal latino “monstrum” che significa “segno divino” in quanto “fenomeno che va contro le leggi della natura”) è un’entità straordinaria rispetto

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