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descrizione del personaggio di Nausicaa nell'Odissea

Nausicaa


Descrizione generale del personaggio


Nausicaa è un personaggio della mitologia greca, famoso soprattutto per la sua comparsa nel Canto VI dell’Odissea di Omero.
Quando Odisseo incontra Nausicaa, ella è una giovane fanciulla in età da marito, figlia di Alcinoo, re dei Feaci, un popolo sempre descritto dalla mitologia greca, abitanti della terra della Scheria e grandi marinai, e della regina Arete di Scheria. Il suo nome deriva dal greco antico ναῦς, nave e dal verbo κάω, bruciare, per cui può essere tradotto con l’espressione "colei che brucia le navi".

Il suo ruolo nell'Odissea


Nel Canto VI dell’Odissa, Odisseo riesce finalmente ad abbandonare l’isola di Ogigia, dove veniva trattenuto contro la sua volontà dalla ninfa Calipso, che era di lui innamorata. Tuttavia, come ogni viaggio intrapreso dal nostro eroe, le cose si complicano: Poseidone, ancora piuttosto adirato con Odisseo per aver accecato l’unico occhio di suo figlio Polifemo, scatena su Odisseo un’enorme tempesta. L’eroe riesce a scampare alla morte grazie all’aiuto della ninfa Ino e riesce a raggiungere, sfinito, una spiaggia sconosciuta, che poi si rivelerà essere l’isola di Scheria. Qui Odisseo, nudo e stremato, si addormenta in una selva poco distante dalla spiaggia.
Allo stesso tempo Atena, accorata sostenitrice di Odisseo, interviene per far sì che la figlia del re dell’isola su cui l’eroe è approdato, Nausicaa, possa incontrarlo e intercedere a suo favore con il padre. Ella allora compare in sogno a Nausicaa e le consiglia di recarsi al fiume per lavare le vesti del corredo nuziale. Nausicaa coglie il suggerimento, anche se inconscio, e il mattino dopo si reca insieme alle proprie ancelle al fiume. Dopo aver lavato il bucato e aver steso i panni al sole ad asciugare, Nausicaa e le sue ancelle decidono di giocare a palla: proprio durante il gioco, le urla delle ragazze raggiungeranno il nostro eroe addormentato lì vicino, che si desterà un po’ ansia:

Ahimè, alla terra di quali uomini nuovamente son giunto?

Saranno violenti, selvaggi e ingiusti,
o amici degli stranieri e rispettosi degli dei? (Odissea, l.VI, vv.119-121)

Cercando di coprirsi come può, Odisseo esce fuori dal proprio nascondiglio, ma il suo aspetto terribilmente stremato mette in fuga le ancelle: solo Nausicaa, complice un po’ di coraggio ispiratele segretamente da Atena, non fugge, ma rimane di fronte allo strano intruso. Odisseo coglie l’occasione per cercare di entrare nelle sue grazie, chiunque ella sia, intuendo di aver bisogno di tutto l’aiuto possibile per ottenere i mezzi per rientrare a casa. Dopo un po’ di lodi tessute alla ragazza, Nausicaa si presenta come la figlia del re, e accoglie lo straniero promettendogli tutto il necessario per rifocillarsi e riprendersi dal proprio naufragio. Nausicaa offre le sue ancelle affinché lo possano lavare, ma l’eroe rifiuta, vergognandosi del suo aspetto, e si lava da solo, con un piccolo intervento di Atena, che mette in evidenza tutti i suoi pregi. Nausicaa poi gli indica la strada per raggiungere il palazzo reale, consigliandogli poi di tenersi lontano da sguardi indiscreti e malelingue: ciò è indice di una grande nobiltà, accortezza e dignità da parte della ragazza, nonostante la sua giovane età. Odisseo poi raggiungerà il palazzo e otterrà dai Feaci l’aiuto per rientrare a Itaca.
Dopo questa apparizione nel Canto VI e nel successivo Canto VIII, quando Odisseo si congeda dai Feaci, Nausicaa scompare dalla scena.

A cura di Suzy90.

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