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I personaggi dell’Iliade[/h2]

I personaggi dell’Iliade sono Achei (Greci) e Troiani: Achei: Achille (l’eroe quasi invincibile. Appena nato la madre lo immerge nelle acque del fiume Stige per renderlo immorale, lo mantiene però per il tallone destro che è l’unico punto da colpire per ucciderlo. Per questo diciamo “il tallone d’Achille”); Agamennone, sommo condottiero che comanda l’esercito; Elena, moglie di Menelao re di Sparta, è la donna più bella del mondo e la guerra di Troia scoppia a causa sua, perché viene rapita da Paride e portata a Troia; Menelao, marito di Elena e re di Sparta, bellissimo e valoroso Troiani: Priamo (re di Troia, il capostipite molto anziano con 50 figli); Ettore (il primogenito di Priamo, guerriero valoroso che viene sconfitto da Achille ma ha un animo nobile e coraggioso); Paride (fratello di Ettore, uomo bellissimo ma codardo e vigliacco. Tempo prima era stato giudice di una gara di bellezza, dovendo scegliere chi fosse la dea più bella tra Afrodite, Era e Atena e consegnando alla vincitrice il “pomo d’oro”. Paride dichiara vincitrice Afrodite e ottiene in regalo Elena, la donna più bella del mondo: da qui inizia la guerra. E’ lui ad uccidere Achille colpendolo al tallone); Enea (il pio cioè devoto agli dei, figlio di Anchise, che riesce a mettersi in salvo e la cui storia sarà narrata nell’ Eneide). Come inizia la guerra di Troia? Paride, dopo aver deciso che la dea più bella era Afrodite, riceve come ricompensa la regina di Sparta Elena e la protezione della dea. Quindi Paride rapisce Elena e la porta con sé a Troia; i Troiani, guidati da re Menelao, vanno a riprenderla e la guerra di Troia durerà dieci anni, nove dei quali di inutile assedio perché i Troiani sanno difendere molto bene le mura della città. Alla fine gli Achei riusciranno ad entrare nella città con l’ inganno: infatti Odisseo (Ulisse) costruisce un cavallo di legno in cui si nascondono gli Achei e lo lascia dinanzi alla porta di Troia. I Troiani credono che il cavallo sia un dono degli dei e lo portano dentro; durante la notte gli Achei escono dal cavallo e distruggono la città, uccidendo i Troiani e bruciando Troia. Perché nel proemio si parla dell’ira di Achille? Vi è una pestilenza nell’accampamento e Achille chiama un indovino per scoprire le cause; si scopre che la pestilenza è mandata dal dio Apollo, offeso dall’arroganza di Agamennone che ha rubato la figlia di un sacerdote di Apollo. Agamennone, per placare Apollo, restituisce la ragazza al padre ma in cambio prende un’altra prigioniera, la bellissima Briseide che apparteneva ad Achille. Achille reagisce con immensa violenza all’affronto e da lì rifiuta di combattere: cominciano così le sventure dell’esercito acheo.

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