Concetti Chiave
- Mahatma Gandhi nacque il 2 ottobre 1869 a Porbandar, India, in una famiglia privilegiata della casta modh, e condannò in seguito i matrimoni combinati.
- La sua esperienza in Sudafrica, dove affrontò l'apartheid e il razzismo, segnò l'inizio del suo attivismo per i diritti degli indiani residenti lì.
- Gandhi tornò in India nel 1914 e guidò un movimento di disobbedienza civile contro le leggi razziali britanniche, utilizzando la non violenza come principio fondamentale.
- Il termine "satyagraha", che significa disobbedienza civile non violenta, venne coniato durante il suo attivismo e divenne centrale nella sua filosofia.
- Le sue azioni ispirarono movimenti di diritti civili nel mondo, influenzando leader come Martin Luther King e Nelson Mandela nella lotta per la giustizia sociale.
In questo appunto di storia approfondiamo la conoscenza della vita e degli ideali del grande maestro Mahatma Gandhi, un uomo che grazie alla forza delle proprie idee riuscì a cambiare il destino di oppressione del suo popolo. Ripercorriamo la sua vita e il suo attivismo che si mosse tra Londra, il Sudafrica e l’India.
Mahatma Gandhi: vita e ideali
Gandhi nasce il 2 ottobre 1869 a Porbandar, in India. La sua famiglia appartiene alla comunità modh, un gruppo tradizionalmente dedito al commercio, quindi facente parte di una casta ricca e privilegiata. Durante gli anni scolastici Gandhi è uno studente nella media. All’età di tredici anni, nel 1882, egli si sposa, con un matrimonio combinato, con Kastürbā. Insieme i due avranno cinque figli (di cui uno morto pochi giorni dopo la nascita). In età adulta egli condannerà l’uso dei matrimoni combinati, che definisce crudele. All'età di diciassette anni, dopo la morte del padre, egli parte per studiare da avvocato presso lo University College di Londra, disobbedendo al capo della sua comunità che lo definirà “fuori casta” (a Londra era infatti impossibile rispettare le suddivisioni di casta). In questo periodo egli si adatta in una certa misura alle abitudini inglesi, vestendosi e cercando di vivere come un gentleman. Quando finalmente torna in India, il 12 giugno del 1891 scopre della morte di sua madre. Grazie all’aiuto di suo fratello viene riammesso nella propria casta e inizia così la sua esperienza nell’avvocatura in India. Due anni dopo, la ditta Dada Abdullah & C., per cui lavora, lo incarica di difendere una causa in Sudafrica. Egli accetta e si trasferisce lì per seguirne gli sviluppi.Per ulteriori approfondimenti sulla vita di Gandhi vedi qui
Il suo attivismo e l’esperienza in Sudafrica
In Sudafrica Gandhi entra in contatto diretto con le discriminazioni dell'apartheid (segregazione dei neri), e, soprattutto, sperimenta sulla propria pelle il pregiudizio razziale e le condizioni di schiavitù nelle quali sono costretti a vivere i suoi connazionali lì residenti. Questa situazione lo segna profondamente e darà il via ad un'evoluzione interiore determinante. Avendo in questi anni fatto esperienza diretta dell'intolleranza, del razzismo, dei pregiudizi e dell'ingiustizia verso gli indiani in Sudafrica, Gandhi comincia a riflettere sullo stato del suo popolo e sul proprio posto nella società. Si attiva per portare avanti una serie di proteste e petizioni pensate per sensibilizzare e porre fine ai soprusi che i suoi compatrioti che vivono nello Stato sudafricano sono costretti a subire. È l’inizio di una lunga carriera che lo porterà a divenire uno dei personaggi più conosciuti e ammirati di tutto il mondo per il suo impegno a favore dei diritti umani e civili del suo popolo. Comincia ad acquisire pian piano più sicurezza e ad ottenere riconoscibilità grazie anche alle sue proteste radicali: pratica il digiuno e smette di consumare latte, si taglia da solo i capelli e si mette a pulire le latrine, attività che in India era riservata alla casta degli intoccabili paria, che Gandhi chiamava harijan, figli di Hari (Dio). Una volta terminato il suo contratto in Sudafrica egli sta per rientrare in India, ma viene a sapere che il governo di Natal, la città in cui egli viveva in quegli anni, sta per far approvare una legge che nega il diritto di voto agli indiani. I suoi connazionali gli chiedono di rimanere a difenderli e lui, nel 1893 fonda il Natal Indian Congress, con il quale garantisce una forza politica agli indiani in Sudafrica. Negli anni successivi egli continua a portare avanti le sue lotte e proteste tra Sudafrica e India. Ma la situazione, specialmente nel primo stato, fatica a migliorare.Per ulteriori approfondimenti sull’apartheid vedi qui

La lotta per l’indipendenza dell’India
Rientrato in India definitivamente nel 1914, egli invita i suoi seguaci e connazionali a sfidare le diverse leggi razziali in atto e ad essere pronti a subire le punizioni previste, senza ricorrere alla violenza. Inizia uno sfrenato boicottaggio verso l’Impero britannico che continuava a manifestare il proprio dominio e a sottomettere gli indiani. Migliaia di indiani, nella lotta che porterà avanti per sette anni, vengono imprigionati e frustati; molti di essi vengono addirittura uccisi. In seguito la metodologia di lotta utilizzata in quella occasione venne chiamata con un nuovo vocabolo coniato tramite un concorso su Indian opinion: “satyagraha”, che indica la disobbedienza civile. Ormai erano chiari gli ideali e gli intenti di Gandhi: la disobbedienza civile, sì, ma senza mai ricorrere alla violenza. Egli infatti ripudiava la violenza come strumento per risolvere i conflitti politici. In seguito, questi stessi ideali si diffusero in Europa; una Europa più civilizzata dell’India, più industrializzata e con una più vasta diffusione della cultura, ma devastata dalla Prima Guerra Mondiale; così si diffusero le correnti di pensiero pacifiste contro la guerra e la violenza. Con le sue azioni, Gandhi ha ispirato molti movimenti di difesa dei diritti civili e grandi personalità quali Martin Luther King, Nelson Mandela e Aung San Suu Kyi.Per ulteriori approfondimenti sulla nonviolenza vedi qui
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dell'esperienza di Gandhi in Sudafrica?
- Come ha influenzato Gandhi il concetto di disobbedienza civile?
- Quali sono stati i principali ideali di Gandhi nella lotta per l'indipendenza dell'India?
- In che modo la vita personale di Gandhi ha influenzato il suo attivismo?
- Qual è il legame tra Gandhi e i movimenti per i diritti civili nel mondo?
L'esperienza di Gandhi in Sudafrica è cruciale poiché lo porta a confrontarsi direttamente con le discriminazioni dell'apartheid e a sviluppare una consapevolezza profonda delle ingiustizie subite dai suoi connazionali, avviando così il suo attivismo per i diritti umani.
Gandhi ha coniato il termine "satyagraha" per descrivere la sua forma di disobbedienza civile, che rifiuta la violenza e invita a subire le punizioni per opporsi alle leggi ingiuste, un approccio che ha ispirato movimenti pacifisti in tutto il mondo.
Gli ideali di Gandhi includevano la disobbedienza civile non violenta e il boicottaggio dell'Impero britannico, con l'obiettivo di liberare l'India dalla dominazione coloniale senza ricorrere alla violenza.
La vita personale di Gandhi, compresi i suoi matrimoni combinati e la sua condanna di tali pratiche, ha plasmato la sua visione etica e sociale, rendendolo un sostenitore dei diritti umani e della giustizia sociale.
Gandhi ha ispirato figure chiave come Martin Luther King e Nelson Mandela, i quali hanno adottato i suoi principi di nonviolenza e disobbedienza civile nelle loro lotte per i diritti civili, dimostrando l'impatto globale del suo pensiero.