Maturità 2020, gli studenti ‘promuovono’ il decreto del Ministero: 8 su 10 favorevoli ai cambiamenti previsti

Marcello G.
Di Marcello G.
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La Maturità cambia e si adatta alla situazione di emergenza. Il ministero dell'Istruzione, con il decreto che disciplinerà la fine dell’anno scolastico 2019/2020, sembra tendere una mano anche agli studenti prossimi al diploma. Previsti due scenari differenti, che ruotano attorno alla data del 18 maggio, entro la quale si capirà se i ragazzi torneranno in classe prima della chiusura estiva.
Scelte che, in ogni caso, si tradurranno in un esame più 'leggero'. E che, qualunque sia l'esito, sembrano incontrare l'approvazione della stragrande maggioranza dei diretti interessati: siamo nell'ordine di 8 su 10. Come sottolinea un sondaggio di Skuola.net, effettuato interpellando oltre 3mila maturandi. L'importante è che i professori tengano conto delle difficoltà affrontate in questi mesi, tra l'adattamento alla didattica 'a distanza' e l'impossibilità di esercitarsi a dovere per gli scritti. Un input, questo, che sembra essere stato pienamente recepito dal MI.


La seconda prova 'personalizzata' piace ai maturandi

L'ipotesi più ottimistica, che presuppone la riapertura delle scuole entro metà maggio, prevede infatti un esame simile a quello dell'anno scorso ma opportunamente ristrutturato: scritto d'Italiano comune per tutti gli studenti (magari con tracce più legate ai programmi scolastici e meno all'attualità), una seconda prova personalizzata ed elaborata dalle singole commissioni in base al programma effettivamente svolto dalla classe nelle materie d'indirizzo, un orale 'tradizionale'. Uno schema che è anche il preferito da quasi la metà dei maturandi: il 42% di loro vorrebbe cimentarsi con una Maturità del genere.

Esame tutto orale? Nessun problema

Ma, al momento, la realtà sembra indirizzare verso il 'Piano B'. Difficile immaginare che le scuole riapriranno in tempo utile. Non solo, le misure di contenimento del virus potrebbero sconsigliare ancora a fine giugno di far sedere tra i banchi classi intere di ragazzi per sostenere le prove. In quel caso, per aggirare il problema, in Viale Trastevere hanno pensato di convogliare tutto l'esame in un colloquio orale – al limite da svolgersi online - più lungo (almeno un'ora la durata) e probabilmente 'rinforzato' da esercizi pratici nelle discipline d'indirizzo. Anche questa soluzione estrema, però, non dispiace affatto agli studenti: sarebbe gradita a più di 1 su 3 (il 38%).




Tutti d'accordo sulla conferma delle date

Se aggiungiamo pure quei pochi (15%) che avrebbero voluto un esame intatto – doppio scritto comune per tutti e orale classico - chiedendo solo un occhio di riguardo in fase di correzione degli scritti e di valutazione conclusiva, praticamente tutti i maturandi appoggiano la ferma volontà del Ministero di confermare le date previste mesi fa. Il 95% degli intervistati, dunque, si dice pronto ad affrontare le prove tra la fine di giugno e l'inizio di luglio. Solo una sparuta minoranza (5%) avrebbe rimandato il tutto alla fine dell'estate.

L'ammissione di massa all'esame non convince

Apprezzamento ai massimi livelli anche per la decisione, già annunciata da tempo, di affidare la gestione della Maturità 2020 a commissioni composte interamente da professori interni, tranne il presidente: il 91% applaude questa scelta (più della metà avrebbe voluto pure il presidente interno). Unico passaggio del decreto su cui una fetta sostanziosa di ragazzi dissente è quello che apre all'ammissione di massa all'esame, anche agli insufficienti: è d'accordo solo 1 su 2.
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3 giugno 2020 ore 16:00

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