Commissione maturità e commissari esterni 2019: 10 cose che è meglio sapere

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino
commissari maturità 2019

Tra meno di un mese avrà inizio il nuovo esame di maturità 2019. Una prova interamente rivista con tanti cambiamenti sia per i due scritti e per l'orale. Cosa cambia, invece, per la commissione della maturità e per i membri esterni?
Ecco le 10 cose che è meglio sapere sulla commissione maturità per non farsi trovare impreparati.





1. Come è composta la commissione di maturità 2019?


Le commissioni di maturità 2019 saranno formate da sette docenti: tre membri interni e tre esterni, più il presidente che è esterno. Sia i commissari esterni che il presidente sono nominati dal dirigente preposto all’Ufficio scolastico regionale. I commissari interni sono invece designati dai competenti consigli di classe.

2. Cosa è cambiato con la riforma riguardo alla commissione di maturità?


Rispetto agli anni precedenti non è cambiato nulla. La commissione rimarrà nella sua composizione uguale rispetto al passato.

3. I commissari esterni 2019 correggeranno la prima o la seconda prova?


Le prove scritte di maturità sono corrette dal commissario assegnato alla materia, ma il voto sarà definito in maniera collegiale. Il commissario esterno, per quest'anno, correggerà la prova di italiano, mentre la seconda prova sarà corretta dal commissario interno. La responsabilità, però, è collegiale, cioè attribuita all’intera commissione maturità 2019.

4. E' possibile che la seconda prova sia corretta da più di un commissario?


Sì. La correzione della seconda prova potrebbe essere affidata a più di un commissario, a seconda della classe di concorso a cui appartiene il docente che è chiamato a correggere la prova. Questo perché la seconda prova è multidisciplinare e non è detto che lo stesso docente sia competente in tutte e due le materie oggetto di verifica.

5. I commissari esterni prendono parte alla scelta del materiale delle buste?


Sì, prendono parte alla scelta del materiale da inserire all'interno delle buste. I materiali, però, costituiscono solo spunto di avvio della prova orale della maturità 2019, che si sviluppa in una più ampia trattazione di carattere pluridisciplinare. Nella predisposizione dei materiali, la commissione tiene conto del percorso didattico effettivamente svolto, in coerenza con il documento di ciascun consiglio di classe, al fine di considerare le metodologie adottate, i progetti e le esperienze svolte, sempre nel rispetto delle indicazioni nazionali e delle linee guida.

6. Chi sorteggia le 3 buste da proporre ai candidati durante l'orale?


Al fine di garantire trasparenza e pari opportunità per tutti i candidati, la commissione predispone per ogni classe, in coerenza con il documento del consiglio di classe, un numero di buste, contenenti i materiali pari al numero dei candidati, aumentato almeno di due unità, così da assicurare che anche l’ultimo candidato possa esercitare la scelta. Il giorno della prova, per garantire la massima trasparenza e pari opportunità ai candidati, saranno gli stessi studenti a sorteggiare il materiale del proprio esame - tra tre buste estratte a caso dal presidente di commissione - sulla base dei quali sarà condotto il colloquio .

7. Come mette i voti la commissione di maturità?


Stando a quanto stabilito dal Miur il voto finale di ogni prova, espresso in ventesimi, deve essere deciso dall’intera commissione a maggioranza. Qualora questa non venisse raggiunta, il presidente è tenuto a fare la media aritmetica.
Il voto della maturità si ottiene sommando le valutazioni conseguite delle singole prove ai crediti ottenuti nel triennio di scuola superiore. Il punteggio viene espresso in centesimi. Per gli scritti, dunque, il voto è espresso in ventesimi per un totale di 40 punti, per l'orale sempre in ventesimi che, sommandosi ai voti delle prove scritte, farà totalizzare il punteggio di 60 punti, a cui devono essere aggiunti i crediti del triennio.

8. Chi decide se dare i 5 punti bonus a un maturando e come?


Oltre ai voti ottenuti nelle prove d'esame esistono dei punti bonus (da 1 a 5) che la commissione può decidere di assegnare al termine del colloquio orale ad alcuni studenti per alzarne il punteggio finale.
Le condizioni da soddisfare sono due: essere stati ammessi all’esame di Stato con almeno 30 crediti aver totalizzato almeno 50 punti alle prove della Maturità (scritto e orale). Non a tutti coloro che rientreranno in questi parametri verranno però assegnati i punti bonus: la commissione avrà la possibilità di scegliere, a propria discrezione, quali siano gli studenti meritevoli, purché soddisfino le condizioni sopraelencate.

9. Chi decide se dare il 100 e lode a un maturando e come?


La commissione, all'unanimità, può decidere di premiare agli studenti che sono arrivati agli esami con 40 punti di credito e hanno ottenuto 40 punti alle prove scritte e 20 punti all'orale, senza usufruire del bonus. Per riuscire ad ottenere la lode c’è quindi bisogno di almeno una media del 9 durante il triennio e del massimo punteggio in tutte le prove dell’esame di Maturità. Sarà più facile prendere 100 e lode? No, non sarà più facile rispetto al passato perché pesa tutto l’ultimo triennio del ciclo di studi.

10. Che domande possono fare i commissari e il presidente di commissione all'orale?


I commissari e il presidente di commissione possono farvi domande sulle materie per le quali sono abilitati, anche se c'è già un commissario che vi interroga su quelle stesse discipline. E tutto si complica ancora di più qualora il presidente di commissione sia pluriabilitato, cioè possiede abilitazioni per più classi di insegnamento. Ad esempio, se è abilitato per la classe di concorso che comprende Matematica e Fisica, può farvi domande su entrambe le materie. Se è abilitato per la classe di Storia e Filosofia può farlo su tutte e due le discipline.
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