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Concetti Chiave

  • Fra Cristoforo riflette sulla Provvidenza mentre si prepara ad affrontare Don Rodrigo, cercando di capire le sue intenzioni.
  • Renzo esprime la sua frustrazione per la codardia dei suoi amici, ma Fra Cristoforo lo rimprovera per la sua ricerca di giustizia personale.
  • Il palazzotto di Don Rodrigo appare inquietante e abbandonato, con elementi che suggeriscono un ambiente malavitoso.
  • Durante l'incontro, Fra Cristoforo viene accolto da Don Rodrigo, ma la conversazione si svolge in un'atmosfera di tensione e ironia tra i commensali.
  • Manzoni utilizza la discussione tra i personaggi per criticare l'ignoranza e l'ipocrisia della società del '600, evidenziando problematiche come la carestia.

• Riferimento alla provvidenza

• Monologo interiore per esprimere i pensieri di Fra Cristoforo

Pensieri di Fra Cristoforo

Fra Cristoforo pensa a mettere vergogna o paura a Don Abbondio, poi a chiedere aiuto ai frati cappuccini, che sono però sostenitori dei bravi, che si spacciano come loro amici. Pensa alla fine di affrontare direttamente don Rodrigo per smuoverlo da proprio progetto o capire quanto ne sia convinto.

• Riferimento alla Provvidenza nelle parole di Fra Cristoforo

Rimprovero e pentimento

Renzo arriva a casa di Agnese e Lucia, dove c'è anche Fra Cristoforo, ringrazia il frate per l'aiuto e si sfoga per la codardia degli amici, quando promettono di aiutarti ma si tirano indietro in caso di bisogno. Fra Cristoforo lo rimprovera per aver cercato di farsi giustizia da sé, senza riporre fiducia nel suo intervento, rischiando di perdere l'aiuto in Dio. Renzo, pentito, promette di non prendere più iniziative del genere e attende l'esito della missione di Fra Cristoforo.

• Intervento dell'autore: Manzoni dice che l'autore del manoscritto non scrive il nome del luogo in cui si trova l'abitazione di Don Rodrigo, ma è su un colle più in alto del paese dei due sposi, da cui dista 3 miglia, e dista 4 miglia dal convento

Descrizione del palazzotto

Il palazzotto di Don Rodrigo sorge su un poggio, per raggiungerlo Fra Cristoforo attraversa un borgo abitato dai bravi del signorotto. All'interno delle case si vedono attrezzi agricoli e armi da fuoco, l'atteggiamento e l'aspetto degli abitanti mostra che essi sono malviventi.

Fra Cristoforo attraversa una strada a chiocciola che conduce a una spianata davanti al portone del palazzotto. Il portone è chiuso, segno che il padrone sta mangiando e non vuole essere disturbato, le finestre sono coperte da imposte rovinate e inferiate robuste. La casa sembra abbandonata, se non per la presenza di due avvoltoi morti appesi al portone e due bravi sdraiati sulle due panche, a destra e a sinistra del portone.

Incontro con Don Rodrigo

I bravi fanno entrare il frate in casa, dove è accolto da un servitore che lo accompagna in salotto; il servitore lo riconosce e gli rivolge un inchino.

Attraverso una serie di stanze, il servitore conduce il frate nella sala da pranzo. A tavola sono seduti Don Rodrigo, il conte Attilio suo cugino, il podestà, il dott. Azzeccagarbugli e due convitati che non fanno che ridere e approvare i discorsi degli altri. Nonostante si trovi lì per difendere la giustizia, Don Abbondio ha un'aria di soggezione e rispetto nei confronti di un uomo così potente. Don Rodrigo deve accogliere bene il frate, perché si definisce aiutante dei Cappuccini: interrompe il discorso dei compagni per salutare Fra Cristoforo.

• Intervento dell'autore: riflessione sull'atteggiamento di un uomo onesto davanti a uno malvagio

• Fra Cristoforo chiede a Don Rodrigo di poter parlare da soli, ma gli viene offerto del vino che accetta.

Discussione e riflessione

Il conte Attilio sostiene che sia giusto punire a bastonate il messaggero di un signore che sfida a duello un altro signore senza chiederne il permesso, mentre il podestà considera scorretto il comportamento, in quanto ritiene inviolabile la figura dell'ambasciatore. Don Rodrigo riporta un esempio della situazione di cui stanno parlando, e accenna alla vita precedente del padre, in particolare all'omicidio da lui commesso; Fra Cristoforo comprende l'accusa, ma ferma il suo istinto violento, perché il suo obiettivo è di aiutare Lucia. Alla richiesta di un parere, Fra Cristoforo dice che secondo lui non ci dovrebbero essere "né sfide, né portatori né bastonate". I presenti sono divertiti e ironici riguardo all'idea del frate che secondo loro manderebbe "il mondo sottosopra". A questo punto, Fra Cristoforo non sa cosa rispondere e resta in silenzio.

• Intervento dell'autore: si chiede cosa potesse dire Fra Cristoforo riguardo a questa discussione che non ha senso infatti non approda a nessuna conclusione

Conversazione sui Gonzaga

Don Rodrigo cambia l'argomento della conversazione, dicendo che a Milano girano voci di un accordo per la successione del ducato di Mantova. Alla morte dell'ultimo dei Gonzaga, il potere era passato al duca di Nerves, sostenuto da Luigi 13° (cardinale di Richelieu). Contro il re francese si era schierato Filippo 4°, spagnolo. Anche Attilio sostiene, come Don Rodrigo, che si stia giungendo a un accordo, ma il podestà ribatte, dicendo che ha sentito dal castellano spagnolo di Lecco che le cose non stanno così. Don Rodrigo fa segno al cugino di non contraddire il podestà, per evitare litigi con colui che lo aiuta a non avere guai con la legge. Il podestà sostiene un discorso di elogio del duca di Olivares, da cui si comprende la sua ignoranza, e il discorso risulta ironico. Il dott Azzeccagarbugli inizia il brindisi consigliato da Don Rodrigo, e lo ringrazia per offrirgli il banchetto mentre fuori c'è la carestia. Si passa quindi al 3° argomento.

Critica alla società del '600

I commensali pensano che la carestia non abbia vere cause economiche ma sia dovuta al comportamento dei fornai che nascondono la farina

• Manzoni inserisce i 3 argomenti affrontati dai commensali per informarci sulla società del 600, e in particolare gli ideali dei potenti dell'epoca: elemento tipico del romanzo storico

11° sequenza- don Rodrigo decide di andare a parlare con fra Cristoforo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il pensiero di Fra Cristoforo riguardo all'affrontare Don Rodrigo?
  2. Fra Cristoforo considera di affrontare direttamente Don Rodrigo per capire la sua determinazione nei confronti dei suoi progetti, dopo aver pensato di mettere paura a Don Abbondio e di chiedere aiuto ai frati cappuccini, che però sono sostenitori dei bravi.

  3. Come reagisce Renzo di fronte alla codardia dei suoi amici?
  4. Renzo si sfoga con Fra Cristoforo per la codardia degli amici che promettono aiuto ma si tirano indietro. Fra Cristoforo lo rimprovera per aver cercato giustizia da sé, sottolineando l'importanza di avere fiducia nell'intervento divino.

  5. Qual è la descrizione del palazzotto di Don Rodrigo?
  6. Il palazzotto di Don Rodrigo si trova su un poggio e appare abbandonato, con un portone chiuso e finestre coperte. La presenza di avvoltoi morti e bravi sdraiati all'esterno suggerisce un'atmosfera di malvagità e paura.

  7. Qual è l'atteggiamento di Fra Cristoforo durante la discussione con Don Rodrigo e i suoi ospiti?
  8. Fra Cristoforo cerca di esprimere la sua opinione contro la violenza, ma viene deriso dai presenti. Nonostante il suo intento di difendere la giustizia, si trova in una situazione di silenzio e impotenza di fronte alla malvagità degli altri.

  9. Quali temi sociali emergono dalla conversazione tra i commensali?
  10. I commensali discutono della carestia, attribuendola non a cause economiche ma al comportamento disonesto dei fornai. Questo riflette una critica alla società del '600 e agli ideali dei potenti dell'epoca, evidenziando l'ignoranza e la corruzione.

Domande e risposte

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