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1° sequenza- fra Cristoforo a casa di Agnese e Lucia- dialogica

• Riferimento alla provvidenza

2° sequenza- i pensieri di fra Cristoforo in cerca di una soluzione

• Monologo interiore per esprimere i pensieri di Fra Cristoforo
Fra Cristoforo pensa a mettere vergogna o paura a Don Abbondio, poi a chiedere aiuto ai frati cappuccini, che sono però sostenitori dei bravi, che si spacciano come loro amici.
Pensa alla fine di affrontare direttamente don Rodrigo per smuoverlo da proprio progetto o capire quanto ne sia convinto.

3° sequenza- dialogo tra Renzo e fra Cristoforo- dialogica

• Riferimento alla Provvidenza nelle parole di Fra Cristoforo
Renzo arriva a casa di Agnese e Lucia, dove c'è anche Fra Cristoforo, ringrazia il frate per l'aiuto e si sfoga per la codardia degli amici, quando promettono di aiutarti ma si tirano indietro in caso di bisogno. Fra Cristoforo lo rimprovera per aver cercato di farsi giustizia da sé, senza riporre fiducia nel suo intervento, rischiando di perdere l'aiuto in Dio. Renzo, pentito, promette di non prendere più iniziative del genere e attende l'esito della missione di Fra Cristoforo.

4° sequenza- il borgo di don Rodrigo- descrittiva

• Intervento dell'autore: Manzoni dice che l'autore del manoscritto non scrive il nome del luogo in cui si trova l'abitazione di Don Rodrigo, ma è su un colle più in alto del paese dei due sposi, da cui dista 3 miglia, e dista 4 miglia dal convento
Il palazzotto di Don Rodrigo sorge su un poggio, per raggiungerlo Fra Cristoforo attraversa un borgo abitato dai bravi del signorotto. All'interno delle case si vedono attrezzi agricoli e armi da fuoco, l'atteggiamento e l'aspetto degli abitanti mostra che essi sono malviventi.

5° sequenza- il palazzotto di don Rodrigo- descrittiva

Fra Cristoforo attraversa una strada a chiocciola che conduce a una spianata davanti al portone del palazzotto. Il portone è chiuso, segno che il padrone sta mangiando e non vuole essere disturbato, le finestre sono coperte da imposte rovinate e inferiate robuste. La casa sembra abbandonata, se non per la presenza di due avvoltoi morti appesi al portone e due bravi sdraiati sulle due panche, a destra e a sinistra del portone.

6° sequenza- accoglienza di fra Cristoforo da parte dei bravi- narrativa dialogica

I bravi fanno entrare il frate in casa, dove è accolto da un servitore che lo accompagna in salotto; il servitore lo riconosce e gli rivolge un inchino.

7° sequenza- fra Cristoforo accolto da don Rodrigo- descrittiva narrativa

Attraverso una serie di stanze, il servitore conduce il frate nella sala da pranzo. A tavola sono seduti Don Rodrigo, il conte Attilio suo cugino, il podestà, il dott. Azzeccagarbugli e due convitati che non fanno che ridere e approvare i discorsi degli altri. Nonostante si trovi lì per difendere la giustizia, Don Abbondio ha un'aria di soggezione e rispetto nei confronti di un uomo così potente. Don Rodrigo deve accogliere bene il frate, perché si definisce aiutante dei Cappuccini: interrompe il discorso dei compagni per salutare Fra Cristoforo.
• Intervento dell'autore: riflessione sull'atteggiamento di un uomo onesto davanti a uno malvagio
• Fra Cristoforo chiede a Don Rodrigo di poter parlare da soli, ma gli viene offerto del vino che accetta.

8° sequenza- il 1° argomento: questione di cavalleria

Il conte Attilio sostiene che sia giusto punire a bastonate il messaggero di un signore che sfida a duello un altro signore senza chiederne il permesso, mentre il podestà considera scorretto il comportamento, in quanto ritiene inviolabile la figura dell'ambasciatore. Don Rodrigo riporta un esempio della situazione di cui stanno parlando, e accenna alla vita precedente del padre, in particolare all'omicidio da lui commesso; Fra Cristoforo comprende l'accusa, ma ferma il suo istinto violento, perché il suo obiettivo è di aiutare Lucia. Alla richiesta di un parere, Fra Cristoforo dice che secondo lui non ci dovrebbero essere "né sfide, né portatori né bastonate". I presenti sono divertiti e ironici riguardo all'idea del frate che secondo loro manderebbe "il mondo sottosopra". A questo punto, Fra Cristoforo non sa cosa rispondere e resta in silenzio.
• Intervento dell'autore: si chiede cosa potesse dire Fra Cristoforo riguardo a questa discussione che non ha senso infatti non approda a nessuna conclusione

9° sequenza- il 2° argomento: la successione del ducato di Mantova

Don Rodrigo cambia l'argomento della conversazione, dicendo che a Milano girano voci di un accordo per la successione del ducato di Mantova. Alla morte dell'ultimo dei Gonzaga, il potere era passato al duca di Nerves, sostenuto da Luigi 13° (cardinale di Richelieu). Contro il re francese si era schierato Filippo 4°, spagnolo. Anche Attilio sostiene, come Don Rodrigo, che si stia giungendo a un accordo, ma il podestà ribatte, dicendo che ha sentito dal castellano spagnolo di Lecco che le cose non stanno così. Don Rodrigo fa segno al cugino di non contraddire il podestà, per evitare litigi con colui che lo aiuta a non avere guai con la legge. Il podestà sostiene un discorso di elogio del duca di Olivares, da cui si comprende la sua ignoranza, e il discorso risulta ironico. Il dott Azzeccagarbugli inizia il brindisi consigliato da Don Rodrigo, e lo ringrazia per offrirgli il banchetto mentre fuori c'è la carestia. Si passa quindi al 3° argomento.

10° sequenza- il 3° argomento: la carestia

I commensali pensano che la carestia non abbia vere cause economiche ma sia dovuta al comportamento dei fornai che nascondono la farina


• Manzoni inserisce i 3 argomenti affrontati dai commensali per informarci sulla società del 600, e in particolare gli ideali dei potenti dell'epoca: elemento tipico del romanzo storico

11° sequenza- don Rodrigo decide di andare a parlare con fra Cristoforo.
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