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1° sequenza- il dialogo tra Renzo, Lucia e Agnese- dialogica e narrativa

Renzo e Agnese sono desiderosi di sapere cosa sia successo a Lucia, la ragazza racconta dell'incontro con Don Rodrigo pochi giorni prima, dice di averlo riferito solo a Fra Cristoforo, il quale gli ha consigliato di affrettare le nozze: per questo Lucia aveva chiesto a Renzo di celebrare il matrimonio il prima possibile. Agnese consiglia a Renzo di recarsi a Lecco dal dottor Azzeccagarbugli, che ritiene molto preparato; gli dà 4 capponi da consegnare al dottore. Renzo si reca da Azzeccagarbugli, pensando alla sua disgrazia e a come parlare al dottore.

- Racconto di Lucia= flashback, antefatto (è accaduto prima di tutto il resto delle vicende), esordio/rottura dell'equilibrio
- Comparsa di Fra Cristoforo, solo nominato da Lucia
- Comparsa del Dott. Azzeccagarbugli, dal quale Agnese manda Renzo per chiedere un consiglio
- Comparsa (non presentazione!) del tema della Provvidenza: Lucia cerca di fermare la collera di Renzo pensando a Dio, che aiuta anche i poveri.

2° sequenza- intervento dell'autore- riflessiva

Manzoni descrive in modo ironico i 4 capponi nelle mani di Renzo, che segue i pensieri con i gesti.

3° sequenza- Renzo si reca a lecco- narrativa

Arrivato a Lecco, Renzo chiede della casa del dottore; quando entra in casa di Azzeccagarbugli, è preso dalla soggezione dovuta alla vicinanza di una persona dotta. Lo accoglie la serva, che cera di prendere i capponi ma Renzo non li lascia, poiché desidera mostrarli direttamente al dottore. Mentre i due si stanno contendendo i capponi, arriva il dottore, Renzo lo saluta con un inchino e l'altro risponde in modo accogliente

4° sequenza- lo studio del dott. Azzeccagarbugli

Su tre pareti sono collocati i ritratti dei 12 Cesari, sull'altra è collocata una libreria con tanti libri polverosi; al centro c'è un tavolo pieno di documenti, con 3 o 4 seggiole; c'è poi una grande sedia imbottita, con uno schienale alto e un seggiolone a braccioli, una spalliera alta e quadrata, che termina con angoli decorati a foggia di corna, coperta di pellame con grosse borchie, alcune delle quali, cadute ormai da tanto tempo, lasciano liberi gli angoli della copertura

5° sequenza- il dialogo tra Renzo e Azzeccagarbugli e il loro malinteso- dialogica

L'avvocato vuole che Renzo esponga subito il suo caso, quindi il ragazzo chiede se c'è penale per aver minacciato un curato. Il dottor Azzeccagarbugli pensa però, che sia stato Renzo a minacciare il curato, non capisce che egli sia l'offeso. Chiede quindi a Renzo se sa leggere, poi inizia a leggere le grida inerenti all'argomento, una delle quali è stata emanata l'anno precedente. Renzo ascolta e segue la lettura sul documento; il dottore si domanda poi perché Renzo non abbia il ciuffo, come tutti i bravi o violenti a quel tempo.

6° sequenza- digressione sull'abitudine di bravi e violenti di portare il ciuffo;

con un ciuffo di capelli più lunghi, i malviventi possono coprirsi il viso in caso di necessità, perciò sono state emanate, invano, alcune leggi che lo vietano.
- Intervento dell'autore che si rivolge ai lettori dicendo che tutti avranno sicuramento sentire, di un persona, è un ciuffo, è un ciuffetto.

7° sequenza- chiarimento del malinteso e cacciata di Renzo da parte di Azzeccagarbugli. Dialogica

Alla domanda riguardo al ciuffo, Renzo dice di non averlo mai portato, ma il dottore pensa che stia mentendo. Quando il dott. Azzeccagarbugli gli domanda chi sia colui al quale Renzo ha impedito di sposarsi, il giovane comprende allora che c'è stato un malinteso, che cerca di chiarire. Appena pronuncia di nome di Don Rodrigo, dicendo appunto che è lui quello che ha minacciato il curato, il dott. Azzeccagarbugli lo caccia dallo studio restituendogli i capponi. Renzo torna in paese pensando a ciò che dovrà dire alle due donne.

8° sequenza- arrivo di fra Galdino- dialogica

Intanto che Renzo è dal dottor Azzeccagarbugli, Agnese e Lucia stanno pensando a come risolvere la situazione: Agnese ripone molta fiducia nel dott. AG, mentre Lucia vorrebbe chiedere aiuto a Fra Cristoforo. Mentre riflettono su come avvisare il frate, bussa alla porta Fra Galdino, per chiedere le noci. Le due donne lo accolgono, Agnese incarica Lucia di andare a prendere le noci per il frate, e mentre Lucia si allontana dai due, fa segno alla madre di non riferire nulla a Fra Galdino, per quanto riguarda il matrimonio. Fra Galdino, infatti, chiede subito ad Agnese il motivo per cui le nozze sono annullate, e la donna risponde che il curato è malato. Agnese chiede quindi al frate come stai andando la raccolta, il frate risponde che non sta andando molto bene
- 2° riferimento alla carestia: Fra Galdino dice che ha dovuto bussare a 10 porte per ottenere una somma dignitosa
Il frate sostiene che l'unico rimedio alla carestia sia l'elemosina, e racconta così il miracolo delle noci avvenuta in un convento: è una storia molto lontana nel tempo (molt'anni sono") e nello spazio (in Romagna), ma Fra Galdino la presenta come reale.

7° e 8° contemporanee


Mentre Renzo è dal dott. Azzecagarbugli, Lucia e Agnese accolgono fra Galdino

9° sequenza- il miracolo delle noci- narrativa

La storia spiega il concetto di elemosina e di carità alla base del cristianesimo. Un giorno, un frate di nome Macario, di un convento di cappuccini in Romagna, aveva visto il proprietario di un noce che comandava ai suoi contadini di tagliarlo, perché non produceva più frutti. Il frate, allora, si era rivolto all'uomo dicendo che la pianta quell'anno avrebbe dato tantissime noci. Il proprietario terriero aveva deciso quindi di non abbattere il noce e dare metà del raccolto al convento, nel caso la pianta avesse prodotto frutti, come il frate aveva previsto. A primavera, infatti, il noce aveva prodotto tantissimi frutti, ma il proprietario del noce era morto ed il figlio, molto diverso dal padre, decise di tenere per sé tutto il raccolto.
Quando condusse alcuni amici, con cui rideva dei frati, nel granaio dove aveva conservato tutte le noci, trovò solo fiori secchi. La notizia si diffuse nel paese, e tante persone decisero di fare l'elemosina al convento.

10° sequenza- ritorno di Lucia e richiesta per fra Cristoforo

Lucia torna con il grembiule carico di noci e chiede a Fra Galdino di comunicare a Fra Cristoforo che lei ha bisogno di parlargli e di venire a casa sua al più presto.

11° sequenza- digressione sulla figura dei frati cappuccini- riflessiva e descrittiva

- Presentazione indiretta di Fra Cristoforo
- Descrizione della figura dei frati cappuccini
L'autore inserisce una digressione sui frati cappuccini, partendo da una presentazione indiretta di Fra Cristoforo; si dice che i farti erano trattati talvolta con grande disprezzo, talvolta con grande rispetto

12° sequenza- rimprovero di Agnese a Lucia- dialogica

Agnese rimprovera Lucia per aver donato a Fra Galdino così tante noci. La figlia risponde che in questo modo il frate non avrebbe dovuto cercarne ancora. Sarebbe tornato prima al convento per avvisare Fra Cristoforo.

13° sequenza- il ritorno di Renzo- dialogica

Renzo torna da Agnese e Lucia, adirato e deluso, con i 4 capponi. Agnese e Lucia cercano di calmarlo, Lucia si affida alla provvidenza ("Qualche santo ci aiuterà") e dice a Renzo della richiesta di aiuto a Fra Cristoforo. La sequenza termina con un intervento ironico dell'autore: "Tant'è vero che un uomo sopraffatto dal dolore non sa più quello che dice", in risposta all'esclamazione di Renzo: "a questo mondo c'è giustizia"
- intervento ironico dell'autore: "Tant'è vero che un uomo sopraffatto dal dolore non sa più quello che dice", in risposta all'esclamazione di Renzo: "a questo mondo c'è giustizia"
Fine 3° capitolo: sera dell'8 novembre
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