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Pensiero e poetica

gli anni della sua prima formazione e attività si snodano tra l'età della Rivoluzione francese e quella della Restaurazione. Manzoni immetterà i frutti maggiore dell'Illuminismo nel moto di rinnovamento romantico.

La sua formazione avviene quando ancora a Milano era presente l'influenza della cultura illuminista, diffusa dalla Società dei Pugni e dal periodico "Il Caffè" ad opera dei fratelli Alessandro e Pietro Verri, inoltre la madre fu legata alla famiglia Verri e probabilmente Manzoni fu figlio naturale di Giovanni Verri. Mutua dall'esperienza illuministica l'idea di un forte impegno civile dell'intellettuale e della lettera come strumento di analisi critica della realtà, delle azioni e responsabilità umane nella storia.

La presenza di Manzoni nel Romanticismo è forte. I suoi ideali di un'Italia libera e indipendente sono alla base del suo discorso poetico e risultano intrecciati problematicamente al cattolicesimo, a cui si avvicinerà. E' artefice di una visione unitaria in cui si sintetizzano gli ideali e i valori di patria e religione, fede e ragione.

I primi anni della sua formazione risentono dell'educazione rigida e conservatrice del padre, che vuole per lui un'istruzione di tipo classicistico e religioso. In casa del padre incontra Monti, che sollecita in lui l'interesse per la cultura neoclassica, poi conosce Cuoco e altri esuli napoletani rifugiatisi in Lombardia dopo la caduta dellla Repubblica Partenopea nel 1799. Questi concatti lo aprono alle idee rivoluzionarie giacobine e ad un anticlericalismo. Cuoco lo avvicina al filosofo Vico e lo spinge ad approfondire la ricerca storica in chiave sociale. Matura in lui l'idea della storia come analisi delle condizioni di un popolo e come insieme degli avvenimenti in cui è protagonista la massa degli umili.

La fase cruciale della sua formazione avviene tra 1805/07. Particolarmente rilevante si rivela l'esperienza parigina, durante la quale Manzoni entra in contatto con la cultura romantica. Raggiunge qui la madre Giulia che vive con Carlo Imbonati, aristocratico milanese di idee progressiste, molto vicino a Beccaria, altissimo modello di rigore intellettuale e morale per Manzoni. A lui, subito dopo la sua morte, dedica il poemetto "In morte di Carlo Imbonati", in 242 endecasillabi sciolti in cui si narra di un dialogo avvenuto in sogno tra il vecchio ed il giovane, dialogo ricco di precetti di ordine morale e culturale, di giudizi letterari e di riflessioni in forma di esortazione.

Cruciali per la definizione della sua poetica sono gli incontri parigini con Madame de Stael, nel 16, la polemica tra classici e romantici in Italia e con il gruppo di intellettuali noti come "ideologi". Con Fauriel ha un'amicizia ed uno scambio di idee, testimoniati da un epistolario. La frequentazione di questi ambienti accende ancor di più l'interesse per la ricerca storica per ricostruire la biografia di un popolo. Gli ideologi sostengono la natura della storia come scienza esatta., basata su un'attenta ricerca delle fonti e una sorvegliatissima osservazione e ricostruzione dei fatti veri. Nasce da qui l'atteggiamento di Manzoni di ricostruire con scrupolo storico l'ambientazione delle opere tragische e del romanzo.

Il contatto con la cultura illuministica e con gli ideologi rafforza alcune sue convinzioni fondamentali:
la letteratura risponde a fini etici e civili
la letteratura deve ispirarsi al vero, quindi alla storia
la nuova ricerca storica, che dà fondamento alla letteratura, deve portare alla luce il ruolo svolto dalle masse anonime, solitamente ignorate dalla storiografia ufficiale.

La lettura di Pascal e le lunghe conversazioni con l'abate Degola favoriscono l'incontro con il giansenismo.
La religione non è per Manzoni solo esperienza interiore, nè costituisce uno spazio mistico o una mera occasione di confronto individuale, ma permette di conferire un volto nuovo all'esistente in tutte le sue forme ed in tutti i suoi modi. Significa dare forza alle antiche aspirazioni illuministiche, all'ansia di libertà, di giustizia e di fratellanza tra gli uomini, alla luce dell'incontro con gli ideali evangelici di uguaglianza e solidarietà cristiana; significa aspirare ad un mondo in cui a tutti gli uomini venga restituita la dignità, per cui tutti gli uomini possano riscattarsi, liberarsi da soprusi e superstizioni.
La sua conversione alla religione cattolica avviene nel 1810, la sua spiritualità non si stacca mai dalla dimensione della realtà, in cui Dio ora si manifesta come la coscienza più profonda dell'uomo, ora interviene come Provvidenza.

Nella visione dello scrittore affiora più volte l'idea che la storia sia abitata dal male, che si manifesta come ingiustizia sociale e che si esprime nella sopraffazione dei potenti sui deboli. La giustizia e le leggi degli uomini si rivelano il più delle volte insufficienti a correggere lo squilibrio tra oppressori ed oppressi. Manzoni non crede che la ragione possa da sola costituire una soluzione sicura e infallibile ai mali della storia.

La conversione religiosa offre la fiducia nell'esistenza di una forza provvidenziale che agisce all'interno della storia. Il suo disegno è impenetrabile alla comprensione degli uomini, ma la fede nella sua presenza si offre come unico conforto all'assurdo del dolore e come speranza per il futuro. Grazie ad essa è possibile lenire il dolore e riconoscersi in quello degli altri, condividere le sorti degli oppressi e assumersi le propre responsabilità di fronte alle inguistizie quotidiane. E' una particolare forma di "pessimismo cristiano", che affida alla fede il compito di salvare l'uomo.

Un ruolo importante è affidato alla Grazia, che scende e interviene nell'intimo del cuore e della coscienza individuale. Solo se il soggetto saprà riconoscere il segno divino e interpretarlo, spesso grazie alla sofferenza, potrà ravvedersi e avvicinarsi a Dio. E' il motivo della "provida sventura" di Napoleone dei Cinque Maggio, di Ermengarda nell'Adelchi, di Padre Cristoforo nel romanzo.

L'accento posto sulla responsabilità individuale rispetto al Male e nei confronti della salvezza non esclude l'azione della Chiesa, di cui Manzoni difende il ruolo storico e sociale. In questa prospettiva sono gli Inni Sacri, che vogliono spiegare il significato religioso, morale e sociale delle festività cristiane, al fine di avvicinare la comunità dei credenti al messaggio evangelico.

Visione Manzoniana alla luce della fede:
Realtà: reinterpretata in ogni suo aspetto alla luce della fede.
Storia: è abitata dal Male, che si esprime nello squilibrio tra oppressi ed oppressori, è sorretta da una forza provvidenziale.

Salvezza individuale: richiede l'intervento della Grazia, vi deve concorrere attivamente l'uomo con la sua opera.
Chiesa: ha un ruolo storico e sociale importante, critica agli ecclesiastici che si compromettono con il potere.

Il soggiorno francese e la frequentazione con il gruppo degli ideologi

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