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Ominide 52 punti

Scheda libro di ‘Seta’


Autore: Alessandro Baricco
Editore: Rizzoli
Trama:
Questo racconto è ambientato nel 1861, a Lavilledieu, in Francia; il protagonista si chiama Hervè Joncour, aveva 32 anni e per lavoro comprava e vendeva bachi da seta; viveva con sua moglie Helene. Hervè era solito andare a comprare i bachi in Siria o in Egitto ma, quando un’epidemia di pebrina contaminò tutti i bachi e li rese inutilizzabili, Hervè, sotto consiglio di un suo compaesano Baldabiou, si reca fino in Giappone. Baricco, prima di spiegare il viaggio ci spiega che Hervè cominciò questo lavoro grazie a Baldabiou, che lo salvò dalla carriera di militare che mai avrebbe voluto vivere; tutto ciò venti anni prima.
Hervè parte il 6 ottobre e Baricco descrive il viaggio di andata; arriva in un paese il quale signore feudale si chiama Hara Kei. Con Hara vive una ragazza che non parla francese, ma tra Hervè e lei si crea un legame profondo. Una sera, stava per andare via ma Hara lo ferma e gli chiede di raccontargli la sua storia; alla fine del racconto concludono gli accordi e Hervè torna a casa con i bachi che gli sfruttarono una gran fortuna.
Partì il 1 ottobre 1862 per il suo secondo viaggio dove incontra un inglese il quale gli spiega come da quattro anni va e torna dal Giappone vendendo armi. Quando torna a Lavilledieu, riguarda un foglietto che aveva tenuto dalla sera precedente alla partenza dal Giappone: c’erano tre ideogrammi, uno sopra l’altro. Chiese a Baldabiou se sapesse cosa significassero e lui gli disse di andare da Madame Blanche. Lì, scoprì che significavano ‘Tornate, o morirò’.
Quell’anno Hervè decise di andare in Riviera, a Nizza, per due settimane con la moglie; al loro ritorno Hervè decide di partire anche se sa che c’è una guerra in atto; tornò con il solito carico di bachi di seta.
Il 10 ottobre 1864 ripartì anche se la guerra era in corso e quando arrivò non vide che macerie; ad un certo punto gli si avvicinò un bambino che aveva con sé un guanto di Hara Kei; il bambino gli fece strada per cinque giorni finché, da lontano, con un cannocchiale, vide persone spostarsi a piedi e tra quelle riconobbe Hara. La sera Hara gli parlò a malapena e solo di sfuggita vide la ragazza di cui si era infatuato. La mattina dopo Hervè vide che il bambino che lo aveva aiutato era stato impiccato; Hara chiese ad Hervè di andare via e non tornare mai più. Tornando a casa corruppe un funzionario giapponese e si procurò sedici cartoni di bachi, che dopo si accorse contenevano solo larve morte; arrivato a casa decise di dedicarsi al parco dietro a casa; questa fu la sua ultima spedizione in Giappone.
Raccontò a Baldabiou tutte le sue vicende fino ad allora e, quando nel 1866 la guerra finì e il Giappone rese possibile l’esportazione dei bachi di seta, Hervè ricevette una lettera scritta in giapponese; tornò da Madame Blanche e scoprì che era una lettera d’amore e di sesso scritta da una donna che gli stava dicendo addio.
Baldabiou aveva fatto una scommessa con se stesso; il giorno in cui sarebbe riuscito a vincere a biliardo colpendo col braccio sinistro, se ne sarebbe andato da Lavilledieu; un giorno vince e quindi lasciò il paese e diede le sue due filande a Hervè che poi però le vendette ad un prezzo misero a Michel Lariot.
Tre anni dopo Helene morì per una febbre cerebrale ma Hervè stoicamente continua con la sua vita. Un giorno, al cimitero, vide dei fiori blu, simbolo di Madame Blanche; riuscì a trovarla Parigi. Parlandole capì che la lettera che gli era arrivata anni prima era di sua moglie; Hervè se ne andò e non rivide più Madame Blanche. Il resto della sua vita la passò tra casa, giardino, il fiume che si fermava a guardare e le storie che raccontava alle persone che andavano a trovarlo a casa sua.

Stile:
Baricco scrive in terza persona; frasi o lunghe o estremamente corte, utilizzando molti aggettivi; a volte si sofferma sulle descrizioni viste dal punto di vista del protagonista, con quindi aggettivi soggettivi. Usa un lessico molto semplice e il testo è di facile lettura e scorrevole. Nel racconto usa ripetizioni di frasi, come quando descrive i viaggi di andata a ritorno dal Giappone, e flash-back, come quando descrive l’incontro tra Baldabiou e il sindaco o quello tra Baldabiou e Hervè. Inoltre, in tutto il libro ci sono riferimenti ad esatti cenni storici per spiegare in che periodo al storia è ambientata ‘Flaubert stava scrivendo Salammbô, l’illuminazione elettrica era ancora un’ipotesi e Abramo Lincoln, dall’atra parte dell’oceano, stava combattendo una guerra di cui non avrebbe mai visto la fine.’. I capitoli sono molti brevi, a volte solo mezza pagina e si soffermano su eventi precisi. Nel racconto Baricco non include descrizioni delle emozioni provate dai personaggi, invece da importanza a descrizioni di eventi, paesaggi e discorsi. Dà risalto a frammenti del racconto scrivendoli in versi.

Personaggi:
- Hervè Joncour = protagonista, ha 32 anni, vende e compra bachi da seta che gli permettono di vivere una vita agiata. È sposato con sua moglie Helene e insieme vivono a Lavilledieu. La donna di cui s'innamora è irraggiungibile specialmente dopo la guerra, e lui accetta questa condizione di "Morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai.". Nonostante questo, il rapporto con la moglie è solido; Hervé torna sempre da lei, anche visitandola in cimitero.
- Baldabiou = uomo d’affari che arrivò a Lavilledieu venti anni prima e fece diventare la cittadina uno dei centri più importanti per le filande. Gli piace insegnare e raccontare i suoi metodi di lavoro. Non è portato per i discorsi seri, e questo, Baricco, lo fa notare più volte durante il racconto.
- Hara Kei = capo di una cittadina, uomo saggio e silenzioso con dei capelli neri. È l’uomo da cui il protagonista compra i bachi da seta.
- Helene = moglie di Hervè, alta con i capelli lunghi e neri, ha una ‘voce bellissima’ e si muove lentamente. Baricco non si sofferma molto sulla donna, suggerendo che lei non sia molto importante per Hervè.
- Madame Blanche = donna asiatica che vuole dimenticare il suo paese, vive in una casa che sembra essere sempre in festa, porta degli anelli con dei piccoli fiori di un blu intenso e tutti coloro che vanno a letto con lei cuciono dei piccoli fiori uguali a quelli su una giacca o una maglia.
Parti significative:
Una delle parti significative del libro è la lettera scritta in giapponese che Hervè riceve dopo il suo ultimo viaggio in Giappone. Baricco non rivela chi sia stato a scrivere la lettera e quindi il lettore pensa che sia della ragazza giapponese; alla fine del libro, dopo la morte di Helene, Madame Blanche rivela che la lettera l’ha scritta la moglie. Questo indica che Helene sospettava, possibilmente dal bigliettino scritto in giapponese che diceva ‘tornate, o morirò’, che il marito avesse una relazione con una ragazza giapponese. Durante e dopo la guerra in Giappone, probabilmente il protagonista si sente frustrato e disperato dal fatto che non può tornare là; quindi la moglie gli fa recapitare questa lettera per far si che il marito non pensi più al Giappone. Infatti la lettera si conclude con ‘E non esitate un attimo, se sarà utile per la vostra felicità, a dimenticare questa donna, che ora vi dice, senza rimpianto, addio.’

Ci sono inoltre frasi che mi hanno colpito come ‘è uno strano dolore… morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai’ o ‘siamo tutti meravigliosi, e facciamo tutti schifo’, in quanto paradossali.
Commento:
Questo libro rientra sicuramente tra quelli che più hanno saputo mantenere accesa la mia attenzione. Si presenta molto scorrevole e le parti descrittive unite al fatto che ha scritto poche parole per capitolo, scritte in modo semplice e naturale, lasciano spazio al lettore per immaginare gli ambienti, gli oggetti, i personaggi e per far propri i pensieri e sentimenti provati dai personaggi. Mi è piaciuto molto come sia riuscito a mescolare questo racconto con fatti storici e informazioni sulla cultura giapponese e il Giappone stesso.

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