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Sallustio

Gaio Sallustio Crispo nacque probabilmente nell'86 a.C. ad Amiterno da una famiglia plebea ben agiata. Egli intraprese la carriera politica e durante la guerra civile fu un seguace di Cesare. Nel 50 a.C. fu espulso dal senato perché accusato di “probrum” (vita scostumata), nel 45 a.C. fu accusato di concussione e nel 35 a.C. morì a Roma. Egli è definito “laudator temporis acti”, ovvero un esaltatore dei tempi passati.

Le opere di Sallustio che ci sono pervenute per intero sono il “De Catilinae coniuratione” e il “Bellum Iugurthinum”; nel proemio delle opere esordisce con alcuni temi di carattere generale e afferma l'utilità della storia. Egli parte da premesse filosofiche in stile platonico sul dualismo dell'uomo, considera infatti l'anima superiore al corpo.
Secondo Sallustio l'attività politica è un'occupazione nobile, ma non più praticabile a Roma a causa della corruzione. Essa è infatti sostituita dalla storiografia, che spinge all'emulazione delle grandi imprese degli antenati.

Il “De Catilinae coniuratione” è una monografia storiografica, poiché narra di un fatto ben definito svoltosi in un periodo di tempo limitato (narrazione di episodi memorabili). Parlando della congiura probabilmente Sallustio voleva riferirsi anche alla crisi della res publica, c'è infatti una notevole presenza di excursus che sviluppano e approfondiscono i concetti nell'esposizione storica.
• Excursus centrale (divide l'opera in due parti): l'autore parla delle condizioni politiche e sociali di Roma ai tempi della congiura di Catilina (la corruzione è una sorta di malattia che ha invaso la città).
• Excursus iniziale: parlando della storia di Roma precedente alla congiura, Sallustio fa commenti moralistici su come i tempi passati fossero migliori di quelli contemporanei a lui.

Elementi importanti dell'opera:
• cambiamento dei costumi tradizionali (operosità, giustizia, ecc.) causato dal desiderio eccessivo di ricchezza e dalla brama di potere: avaritia e ambitio;
• inserimento di segmenti “drammatici” (discorso diretto o lettere) che concedono la diretta parola al personaggio, senza il narratore da intermediario;
• analisi psicologica dei personaggi: comprende le categorie morali del vizio e della virtù. Catilina ha la parte del “malvagio”, è infatti una figura che spicca poiché rappresenta il fenomeno degenerativo dopo la caduta di Cartagine. Attraverso i suoi discorsi si può notare la sua grande energia morale (elemento che gli conferisce grandezza);

• altri personaggi: Catilinari, Cicerone, Cesare, Catone. Gli ultimi due rappresentano le figure delle posizioni che si fronteggiano a Roma, il primo quella delle nuove istanze politiche e il secondo quella del rigorismo della tradizione.

Il “Bellum Iugurthinum” è una monografia che narra della guerra dei Romani contro Giugurta (re di Numidia) fra il 111 e il 105 a.C. Sono presenti anche in questa opera vari excursus.

• Excursus: nel primo si parla della discordia presente a Roma tra popolo e Senato e si afferma che con la perdita del “metus hostilis” si sia causata la decadenza dello Stato Romano. Nel secondo e nel terzo si trattano argomenti geografici ed etnografici sull'Africa (storia e geografia della città di Leptis).

Elementi importanti dell'opera:
• lettere e discorsi che ci fanno capire il punto di vista del personaggio e ci danno un'analisi psicologica (mezzo per l'attività politica);
• nel corso dell'opera si definisce la figura negativa di Giugurta. Egli ha una personalità complessa e dinamica, prima è leale ai Romani, poi imbocca la strada del delitto divenendo un nemico, alla fine un perdente;
• nemico di Giugurta: Mario, figura che vuole arrivare al rinnovamento della politica tornando ai valori del mos maiorum.

Stile:
• presenza di arcaismi fonetici e morfologici, di vocaboli e termini elevati. Questi hanno come scopo il raggiungimento della brevitas (massimo di significati nel minimo di parole) e della variatio;
• “Abruptum sermonis genus”: stile arduo e scosceso, pregnante, energico e asimmetrico che mira all'arcaismo e a un'austera solennità.

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