Video appunto: Lucano


In questo appunto viene riportata una descrizione molto dettagliata della biografia dell'autore latino dell'antichità Lucano. Inoltre si prendono anche in analisi le sue opere letterarie antiche più conosciute ed importanti, come per esempio il Bellum Civile, che viene spiegato in modo approfondito. Inoltre si fa attenzione anche alle sue opere minori che vengono descritte all'interno dell'elaborato seguente.


Indice
Biografia di Lucano
Le opere minori
Il Bellum Civile

Biografia di Lucano




  • Riguardo la vita dell’autore latino Lucano, sono giunte a noi tre biografie antiche: la più breve e anonima si trova nel codice Vossianus, la più nota è invece quella di Svetonio nel De Poetis ed, infine, quella attribuita a Vacca.

  • Ci sono però altre fonti che possono essere catalogate come “meno attendibili” sono: le Silvae di Stazio, Persio ed il quindicesimo libro degli Annales composti da Tacito riguardanti la congiura di Pisone.

  • Figlio di M. Anneo Mela e nipote di Seneca, visse tra il 39 ed il 65 d.C.

  • Giunto da Cordova a Roma nel 47, Lucano frequentò Cornuto e molto presto divenne amico di Nerone,che celebrò con i versi delle Laudes Neronis, perdute al pari d’un Iliacon ( sulla fine di Ettore), di un Catacthonis ( Sull’Oltretomba), di un Orpheus.

  • Nel 60 partecipò ai “Neronia”, noti certamina poetici indetti da Nerone, dove recitò proprio le Laudes.

  • Da Nerone ottenne la questura e onori finchè l’invidia non scatenò il principe contro di lui.

  • Si suppone che proprio a causa di questa rottura nel loro rapporto, Lucano aderì alla congiura di Pisone.

  • I motivi di questo distacco divergono da biografia a biografia: secondo Svetonio, si narra che lo scontro tra i due era stato causato nella sua totalità dall’impulsività tipica di Lucano: quest’ultimo si sarebbe offeso poiché durante una sua esibizione Nerone convocò una seduta straordinaria in senato e abbandonò la scena in modo tale da far perdere al poeta latino il filo del suo discorso. A quel punto Lucano avrebbe iniziato ad attaccare con forti allusioni l’imperatore sino ad entrare a far parte della congiura ed a diventarne “paene signifer”.

  • Secondo Vacca, invece, la rottura tra i due uomini è da attribuirsi totalmente all’invidia di Nerone. Quest’ultimo sarebbe stato geloso dei successi di Lucano e gli avrebbe proibito di comporre versi e di esercitare l’attività forense (di questa attività troviamo riferimento solo in questa biografia”.

  • Anche Tacito avrebbe dato maggior credito a questa versione che, come racconta Nerone, dopo aver tentato di imitare Lucano, avrebbe impedito al poeta di potersi esibire.

  • A causa dell’opposizione con Nerone, così come anche a molti altri, venne dato l’ordine a Lucano di uccidersi, alla tenera età di 25 anni (fonti: Tacito, Ann.X

  • Il 30 aprile del 65, dopo aver composto una lettera di addio dedicata al padre, contenente anche alcune modifiche ai suoi versi, dopo aver consumato un abbondante pranzo, si fece tagliare le vene dei polsi da un medico.



Le opere minori



  • Altri scritti di Lucano furono: i Saturnalia, quattordici fabulae salticae (trame per mimi), Medea (una tragedia non finita) una prosa De incendio urbis (sul misfatto neroniano del 64), Silvae ed epigrammi: tutte opere perdute.

  • Dai titoli delle opere perdute di Lucano si evince la sua adesione ai gusti neroniani: poesia di intrattenimento e antichità troiane, ricca di spunti e di eleganza nella struttura e composizione.


  • Il Bellum Civile



  • Resta il Bellum civile o Farsalia, un poema epico di dieci libri, iniziatosi con la condanna e anche con la giustificazione alle guerre civili (opportune, se dovevano portare al principato Nerone) e la glorificazione della vittoria di Cesare, e conclusosi, dopo la rottura del poeta con il principe, con l’esaltazione dell’oppositore di Cesare, Catone Uticense.

  • Lucano, contrariamente all’uso tradizionale dei poeti epici, non cantò le guerre e le vittorie esterne di Roma e non fece ricorso alla mitologia ( si è parlato di un suo romanticismo ante litteram), ma si attenne alla realtà: fece la storia in versi.

  • Le sue fonti (i commentari di Cesare, le storie di Livio, di Asinio Pollione, di Seneca il Vecchio e le lettere di Cicerone) gli fornirono un materiale così copioso e così fresco da inibirgli il ricorso al soprannaturale.

  • La caratteristica essenziale del Bellum Punicum di Lucano resta, comunque, la rottura con la tradizione classica e la concessione alla retorica teatrale e patetica dei tempi di Nerone, un intellettualismo moralistico che maschera, anche, l’incoerenza dei sentimenti dell’autore, specialmente dopo l’affronto subito da parte del principe: incoerenza e debolezza che gli permise perfino di accusare, durante il processo, la propria madre come cospiratrice.

  • Lucano venne molto ammirato dagli autori cristiani quali Agostino e Prudenzio, ma soprattutto nel Medioevo egli venne considerato come il vero e proprio maestro dello stile tragico latino.

  • La Pharsalia fu anche una delle più preziose fonti per Dante Alighieri che la citò molte volte all’interno della Divina Commedia.

  • La considerazione del poeta fiorentino nei confronti di Lucano era così grande che quest’ultimo è stato collocato nel IV canto dell’Inferno. Dante infatti lo collocò nel Limbo, tra i 5 poeti “magni” che lo avevano preceduto: Virgilio, Omero,Orazio, Ovidio e infine Lucano. “ Sì ch’io fui sesto tra cotanto senno”.


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