Lucano


(39 d.C. - 65 d.C.)

Mentre Persio scrive satire, Lucano si interessa all’epica storica. Entrambi scrivono sotto Nerone. Nelle loro opere ci sono elementi comuni. Entrambi furono allievi di Cornuto e aderiscono allo stoicismo: hanno una forte idea di moralità e criticano i costumi corrotti del tempo. I loro modelli sono Virgilio per l’epica e Orazio per la satira.
•• Il Bellum civile di Lucano è il più antico poema epico-storico che si sia conservato per intero. L’épos viene trattato con innovazione. Alcuni critici moderni definiscono Lucano come l’anti-Virgilio. Ha molti influssi sulla letteratura, sia in Dante sia in Tasso sia in Leopardi.

••• È educato a Roma e ha come maestro lo stoico Cornuto. L’istruzione è completata ad Atene. Seneca è suo zio ed è chiamato a Roma da Nerone stesso e lui per ringraziarlo lo celebra con i Neroia e poi con le Laudes Neronis.

•• Quando Nerone non gli era più a favore, gli impedì anche di pubblicare i suoi versi. Alcuni critici danno a questa rottura una natura personale o per via della gelosia letteraria (Nerone anche era un letterato, ma Lucano era più apprezzato). Molti altri critici invece spiegano la rottura in chiave politica perché nel Bellum Civile Lucano è apertamente filo-repubblicano. Anche il ritiro a vita privata di Seneca aveva aiutato a inasprire i rapporti tra Nerone e Lucano che era il nipote di Seneca.
•• Aderisce (e forse è a capo) alla Congiura di Pisone. Scoperta la congiura, come Seneca e tanti altri personaggi, vengono violentemente repressi e costretti a suicidarsi. È costretto a suicidarsi quando non ha neanche ventisei anni.
•• Abbiamo notizia di altre opere perdute, come Medea, Orpheus, Iliacon, Silvae, Fabulae salticae etc.

••• Il Bellum civile è il suo poema epico, noto anche con il titolo di Pharsalia.
•• È formato da dieci libri e l’argomento è la guerra civile tra Cesare e Pompeo, soprattutto la battaglia di Farsàlo (o Farsaglia), ma è incompiuto (la stesura del decimo libro è interrotta proprio a metà della frase) e si interrompe proprio all’inizio della rivolta contro Cesare ad Alessandria nel 48 a.C.. Si pensa che volesse scrivere altri due libri per raggiungere i 12 libri dell’Eneide (fino alla morte di Catone?, a quella di Cesare?).
•• Le fonti sono Tito Livio e le opere sulle guerre civili di Asinio Pollione e Seneca Padre. Non si può sapere se abbia seguito le fonti perché queste sono in gran parte perdute. Confrontando l’opera con il De bello civili di Cesare però si notano delle distorsioni per seguire l’ideologica filorepubblicana di Lucano.

•• L’opera incompiuta si ferma al 10, ma doveva essere di 12 libri, divisi in 2 esadi. La prima esame racconta gli eventi prima della battaglia di Farsàlo; la seconda gli eventi successivi:
Inizialmente si elogia Nerone (dedicatario). Si spiegano le cause della guerra civile. Si fa il ritratto dei due antagonisti, Cesare e Pompeo. Comincia il racconto.
Si racconta l’orrore delle guerre civili. Catone si schiera con Pompeo e il senato.
All’inizio del libro la figlia di Cesare e moglie di Pompeo Giulia appare a questo rinfacciandogli di aver sposato un’altra donna. C’è l’elenco secondo il topos del “catalogo” dei popoli fedeli a Pompeo.
Operazioni militari in Spagna e in Africa.
Cesare affronta una tempesta in mare.
Il figlio di Pompeo chiede a una maga il destino (poco rassicurante) di Roma e della sua famiglia.
Battaglia di Farsàlo. Si riportano i discorsi di Cesare e Pompeo alle truppe.
Pompeo si rifugia in Egitto dove viene ucciso a tradimento.
Catone a questo punto diventa l’eroe del poema e l’antagonista di Cesare. Cesare raggiunge l’Egitto e qui gli mostrano il capo mozzato di Pompeo.
Cesare viene sedotto da Cleopatra. Si criticano duramente i turpi amori.

••• Non c’è elemento divino nella sua opera e il metafisico è sostituito dai sogni (Pompeo e Giulia), dalle profezie (Sesto e la Maga) e dalle pratiche magiche (Sesto chiede alla Maga di riportare in vita un soldato morto in combattimento: necromanzia).
•• Altra differenza con gli altri poemi epici è il tema scelto: un evento negativo e drammatico come la guerra civile che porta alla caduta della libertas repubblicana. Non celebra, come facevano altri, la storia di Roma, ma la biasima, sin dal proemio.

•• Il poema è fondato sul pessimismo e sullo stoicismo (Catone, esaltazione del suicidio come suprema affermazione di libertà, virtus). Tra le cause della guerra si legge la ìnvida fatorum series: l’invidia del Fato nei confronti della grandezza di Roma, in contrasto con l’idea di provvidenza stoica.
•• Non essendoci l’elogio di Roma, ma solo pessimismo, l’elevatezza epica va a incidere nella grandiosità e nell’eccesso: il gusto dell’eccesso permette di concentrarsi sui momenti di più alta tensione narrativa. Infatti, il gusto dell’orrido è elevatissimo: si descrivono attentamente le morti e i massacri.
•• La tecnica narrativa è molto selettiva e asimmetrica: si riassumono parti non drammatiche (anche se importanti storicamente) per concentrarsi su quelle piene di pathos. Ci sono anche lunghissimi excursus in cui Lucano sfoggia la sua erudizione sulla geografia, la scienza, la mitologia…
L’opera in generale è statica: c’è più interesse nella descrizione che nella narrazione.
•• La tendenza è al racconto soggettivo, come nell’Eneide e nelle Metamorfosi: Lucano interviene in prima persona per commentare gli avvenimenti con tragicità: appare il suo gusto per le declamazioni.

••• Anche i personaggi sono influenzati dalla sublimità di Lucano: alcuni dei loro atteggiamenti sono eccessivi ed estremi. Altra vistosa differenza con l’Eneide: qui non c’è un personaggio positivo dall’inizio alla fine (Enea), perché c’è pessimismo. È per questo che alcuni critici lo hanno definito “un poema senza eroe”.

•• Cesare è l’antagonista per eccellenza nel Bellum civile e i giudizi di Lucano su di lui sono molto negativi (genio del male, malvagio, criminale con furia distruttiva…). Cesare è detto l’anti-Enea perché mentre Enea era pius (rispettoso di patria e Dei), Cesare è irrispettoso di patria e dèi. Alla fine della battaglia di Farsàlo si compiace di vedere la strage di uomini morti.
•• L’eroe negativo è Cesare. L’”eroe” inetto e in declino è Pompeo: difende la repubblica, ma non è un eroe: è debole, passivo, incerto, timoroso, destinato alla sconfitta. Non è un personaggio positivo anche perché rivela che in caso di vittoria non saprebbe resistere alla tentazione di un dominio assoluto.
•• Completamente positiva è invece la figura di Catone, il maggiore esempio di virtus repubblicana, e incarna anche lo stoicismo. Ma nel poema non occupa una posizione rilevante, quindi non è un protagonista. È anche vero che la morte di Lucano gli ha impedito di scrivere del momento di maggiore gloria della vita di Catone: il suicidio eroico. La sua moralità è durissima e perfetta. Lucano scriverà che mentre la causa dei vincitori piace agli dei, quella dei vinti piace a Catone.

••• La concettosità (= stile ricercato che punta su frasi “a effetto”, di massime che restano impresse nella mente del lettore) è uno degli elementi più tipici dello stile di Lucano: vi è il gusto per la frase a effetto che colpisce e sorprende il lettore. La concettosità trova luogo nelle sue sententiae, ottenute con contrasti violenti, immagine insolite. Lo scopo di Lucano è quello di creare una fortissima tensione e di non allentarla mai.

•• Si ricorre spesso ai discorsi diretti. Lo stile è patetico, pieno di enfasi e magniloquenza, con elementi tipici della tragedia.

••• Lucano l’anti-Virgilio: Emanuele Narducci ha paragonato il Bellum civile con l’Eneide. Con il primo periodo imperiale in cui vive Lucano nascono le delusioni per Roma che vanno a riversarsi nell’opera: è l’avvento del regno dell’ingiustizia e si descrive la guerra fratricida. In realtà Virgilio ha solo ingannato coprendo con un velo idilliaco la fine della libertà romana.

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