Liils. di Liils.
Ominide 24 punti

Le Georgiche

4 libri divisi in due diadi, la prima dedicata all’agricoltura e la seconda all’allevamento.
Probabile che abbia ricevuto indicazioni sull’opera da parte di Mecenate, è difficile che abbia ricevuto precisi ordini, dice che due uomini gli hanno dato indicazioni quindi forse aveva già concepito il tema e poi i due gli hanno dato indicazioni o gli ordini erano riguardo alla pubblicazione e non al tema.
Poema didascalico su come coltivare e allevare, Virgilio vuole far capire l'importanza dell’attività agreste e vuole rilanciarle, in quanto base dell’attività romano-italica. Inoltre forse Ottaviano aveva intrapreso una politica per rilanciare queste attività, secondo il mos maiorum, perché la piccola e media proprietà stava diminuendo, e la situazione dopo le guerre civili era peggiorata con l’aumento dei latifondi. Voleva inoltre trovare in queste classi un supporto politico contro Antonio e l’Oriente.
Poetica
La stessa dei neoteroi, quindi breve, con contenuto umile (tenuitas) e diverso (varietas) ed è un’opera originale (novitas, a Roma nessuno aveva mai scritto un’opera del genere) ma lo scopo è differente: vuole propugnare ideali e modelli di comportamento.
La funzione della poesia è diversa da quella delle bucoliche, dove fungeva come un conforto per il lettore. Qua indica valori e comportamenti per una vita degna: vuole migliorare la realtà.

Modelli

• Licandro compose le Georgiche, e dai lui prende qualche spunto ma la sua poesia è modesta e non vuole trasmettere valori.
• Esiodo (Opere e Giorni), che viene citato esplicitamente da Virgilio
• Lucrezio: non viene citato espressamente ma gli viene fatta un’allusione. Le opere sono diverse ma accomunate dal fatto che vogliano propugnare valori e modelli di comportamento con cui gli uomini potranno vivere serenamente. Vogliono dare una visione complessiva del mondo,
Fonti in prosa
• De Agricoltura di Catone
• De re rustica di Varrone, era un trattato di agricoltura contemporaneo.


Primo libro

Proemio che vale per tutto il poema:
Virgilio si rivolge al dedicatario, Mecenate, e invoca circa 12 divinità agresti e della poesia e alla fine Ottaviano: la divinizzazione di un essere umano era contro la cultura romana ma lo avevano fatto anche con Cesare: cambiamento culturale.
Ottaviano non solo è l’altro dedicatario, ma è anche l’ispiratore e appare come colui che deve proteggere il mondo agreste di cui parla Virgilio.

Nel primo libro si tratta di cereali. Virgilio insiste sul tema della fatica e del duro lavoro. È strutturato in due parti, che corrispondono a quelle delle opere e giorni: attività e tempi. Tra le due parti c’è una digressione che spiega perché la fatica del coltivare è così grande.
C’è una breve sintesi della storia umana
1- Età dell’oro, regnava Saturno
2- Età del ferro, regna Giove
Giove non è cattivo, il lavoro porta alla formazione di leggi morali.
In Esiodo ci sono 5 epoche, in Virgilio solo 2, che formano un’antitesi diretta.
Esiodo interpreta il lavoro come una punizione dell’inganno di Prometeo, invece Virgilio capovolge la visione: Giove cambia la situazione perché vuole che gli uomini si diano da fare e sviluppino le loro capacità; azione volta al bene, con il fine di far diventare l’uomo veramente sé e fargli sviluppare l’intelligenza e il valore morale, che nasce dallo superare le difficoltà. Idea che corrisponde alla mentalità romana. Catone diceva che lavorare riposa ma non lavorare manda in rovina. L’età del ferro è positiva e caratterizzata da due elementi antitetici:
- Il passato di beatitudine: concezione mitica
- Il progresso positivo: concezione storica
Virgilio ritiene che stimolare il progresso sia stato necessario ma provvidenziale (Giove)
Il giudizio sul progresso è complessivamente positivo, in quanto non si evidenziano gli aspetti deteriori del progresso, lavoro e fatica “labor omnia”. L’uomo con impegno supera ogni difficoltà.


Poesia di alto livello su argomenti lontani dalla poesia, come una sfida contro il testo poetico, in cui vince.
La funzione poetica rappresenta cose banali che ora hanno significati oltre che a quelli normali.
I piccoli animali che minacciano l’opera hanno caratteristiche e aggettivi umani -> serve per colpire il lettore. L’animale è come il contadino che cerca di sopravvivere, non ci sono aggettivi che rappresentano odio.
Prima parte: gli attrezzi dell’agricoltore sono come armi, e l’operato è un qualcosa che porta gloria: modello epico: all’immagine del contadino si sovrappone quella del modello dell’eroe epico e innesca riflessioni:
L’eroe distrugge ma il contadino produce -> Contadino> Eroe
Viene però anche associato alla figura del barcaiolo che rema controcorrente: una fatica infinita.

Fine primo libro: digressione

Riprende un brano dei Fenomeni di Arato “le previsioni del tempo”, e inizia una digressione in cui spiega quali segnali evidenziano l’arrivo di fenomeni tragici. Lui pone come esempi la morte di Cesare e le battaglie di Farsalo e Filippi, che secondo la tradizione sono state preannunciate da eventi come terremoti, eruzioni e la comparsa di animali parlanti. Virgilio vede caos nella natura, perché accadono fatti eccezionali, e questo caos interferisce nella attività umana. Questo caos ha la sua massima espressione nella guerra in generale e in particolare nelle guerre civili. A ciò contrappone l’agricoltura, che fiorisce in pace e la promuove. Chiede agli dei di salvare lo stato. Solo un giovane può salvare lo Stato.
Bisogna tornare all’ordine, e accadrà lontano, quando i posteri lavorando i campi troveranno le armi dei guerrieri dell’età contemporanea. Per ora forse solo Ottaviano può salvare lo stato, che è come un carro trascinato da cavalli imbizzarriti. Tono molto drammatico: paura della disintegrazione dello stato.

Secondo libro

Dedicato agli alberi da frutto.
Diviso in due parti:
1- alberi in generale
2- vite e ulivo (tipici italici)
Il tema della fatica risalta meno, il lavoro viene rappresentato come sereno
Tra le due parti c’è una digressione, dove descrive come l’Italia sia adatta a qualsiasi tipo di coltivazione grazie anche al clima favorevole. Nella parte finale loda gli abitanti; subito cita popoli italici, poi grandi eroi della storia romana, poi Ottaviano, definito il vincitore dell’Asia.
Celebrazione dell’Italia non solo dal punto di vista fisico, ma anche politico e etnico. Modello del 3°/4° secolo in Grecia, dove alcuni autori ateniesi esaltavano l’Attica e i suoi abitanti. Risalto all’unità politica e culturale non scontato, in quanto erano un grande insieme di popoli uniti sotto il processo attuato dai Romani completato dalla guerra sociale dove anche gli italici avevano ottenuto la cittadinanza. Inoltre Ottaviano prima dello scontro con Antonio si era fatto giurare fedeltà dagli Italici, ed era visto come il patrono d’Italia. L’ultimo verso richiama la battaglia contro Antonio.
Nel finale indica aspetti della vita urbana a cui contrappone quella agreste.
Dice che gli piacerebbe comporre un’opera filosofica ma che non è abbastanza intelligente per farlo, quindi sceglie come tema l’agricoltura. Riferimento a Lucrezio (che non ha paura della morte).
Immagini negative: parla di politici pronti a tutto pur di ottenere il potere. L’agricoltura invece fa crescere la famiglia.
Qual è la vita migliore? Quella di campagna.
Urbs visto come un polo negativo, dove c’è la perdita della moralità e la ricerca di falsi valori. Caos e movimento sfrenato, conflitti sanguinosi perché tutti cercano il potere.
Rus positivo, perché permangono i valori morali. La vita è tranquilla e pacifica grazie al rispetto dei valori morali.
Confronto filosofia e poesia agreste:
non c’è antitesi, ma solo confronto, in quanto entrambi sono positivi. La poesia agreste è valida perché garantisce pace e tranquillità, valori che possono rendere la vita felice.

La vita agreste è accessibile a tutti, c’è un elemento affettivo da parte di Virgilio, non conta solo il sapere, la felicità è anche data per l’amore verso la natura, che produce tutto ciò che serve per sopravvivere, dove c’è una religione (dei agresti).
La filosofia richiede cultura e intelligenza, non si hanno dei.
Nonostante questo si può essere accomunati dalla mancanza di partecipazione nella vita politica.
Rapporto con il lavoro:
non è rappresentato come duro e incessante, ma sereno e viene ripagato dalla natura. Parla anche dell’età dell’oro descrivendola come infelice, probabilmente ha in mente Arato che diceva che gli uomini che lavorano sono felici.

Terzo libro

Inizia a parlare di allevamento.
1- Animali di grossa taglia
2- Animali di media taglia
Digressione sull’eros, e inizia dalla descrizione della lotta di due animali per una femmina: pericolosi.
Ha una visione negativa dell’eros, in quanto è una forza che sconvolge gli esseri e causa conflitti, a volte anche la morte. Non distingue l’eros per gli animali e quello per gli uomini: l’amore è negativo in quanto rende aggressivi animali e esseri umani.

Finale

Modello: peste di Atene ma riguardo gli animali.
Molto tetro, insiste sui temi e sulle conseguenze. I temi sono la sofferenza e il caos, la natura e la vita vengono stravolti.
- Lavoro: muoiono gli animali per il lavoro ed è impossibile e assurdo cercare di sostituire gli animali. (età dell’oro rovesciata: non c’è il lavoro perché non si può lavorare)
- Pesci morti rigettati dal mare e i fiumi
- Gli uccelli muoiono mentre sono in volo
- I demoni degli inferi risalgono sulla terra
Caos che colpisce un ambito caratterizzato dalla sanità morale e fisica: ingiustizia in quanto sono colpiti anche gli innocenti, e gli animali usati per i sacrifici.
Non c’è risposta. Si può solo avere compassione (che vuole suscitare nel lettore)
Due digressioni: amore e peste che richiamano Lucrezio -> sono i mali del mondo.

Quarto libro

Dedicato alla apicoltura, che rappresenta la società romana originale.
Tenuitas: argomento piccolo + motivazioni economiche: unico dolcificante e buon mercato.
Vengono paragonate a eroi epici secondo il paradosso. La società delle api è avanzato: hanno lavori divisi, condividono ogni cosa e sono previdenti.
Il loro lavoro viene motivato dalla attrazione delle api che provano verso i fiori, e la gloria che cercano attraverso la produzione di miele
Alcuni penano che le api abbiano una parte divina e immortale, che siano le anime.
Società ideale e idealizzata, vengono usati diversi modelli e attribuite caratteristiche originariamente date alla società umana primitiva (unità, obbedienza, coraggio) -> propaganda di Ottaviano, che spera possa essere la futura società.
Modelli: età dell’oro + stati idealizzati dei filosofi (mancanza proprietà privata, unità)
Lavoro costante ma non è un peso, in quanto le api sono naturalmente attratte dai fiori e lavorano gioiosamente.
Le api non conoscono l’eros e non muoiono, sono al di sopra di queste forze distruttive, perciò sono felici.
Orfismo: le api sono il simbolo delle anime e della loro beatitudine dopo la morte.
Mito di Artisteo (alcuni filologi dicono che in precedenza c’erano le lodi di Gallo, eliminate dopo la disfatta presso Ottaviano)
Aristeo era il mitico inventore delle tecniche agresti, che perse il suo sciame. La madre gli disse che doveva andare da Proteo, divinità marina, a chiedere spiegazioni. Il motivo è stato che si era innamorato di Euridice e aveva causato la sua morte. Allora deve sacrificare dei bovini, portarli nella foresta e aspettare. Dalle carcasse nasceranno api.
In mezzo a ciò c’è un’ulteriore digressione, quella del mito di Orfeo.
Mito eziologico: spiega un fatto realmente esistente.
Brano che chiude il poema:
racconto a anello, ma toni diversi: Aristeo favoloso, Orfeo tragico.
I personaggi si somigliano, sono eroi civilizzatori che subiscono una perdita, katabasis, possibilità di ottenere di nuovo l’oggetto desiderato, ma con finali diversi.
Aristeo viene visto in modo positivo (valori della vita dei campi, possibilità di superare le difficoltà della vita, e come Ottaviano fa rinascere lo stato Aristeo fa rinascere le api), Orfeo invece in modo negativo (non ha abbastanza forza d’animo e equilibrio per affrontare i mali della vita).
LaPenna dice che non ci sono motivi per giudicare Orfeo negativamente, e Aristeo non mostra nessuna particolare virtù, anzi, mostra un amore incoerente verso Euridice, invece quello di Orfeo è profondo, e la della sua debolezza gli dei avrebbero dovuto provare pietà.
Il messaggio finale non è né negativo né positivo.
Tornano gli elementi del 3° libro, l’amore e la morte sembrano superati dalle api, a Aristeo portano fortuna, invece a Orfeo rovina.
Solo chi è fortunato riesce a superare pienamente le sventure, gli altri vengono travolti.
Ultima immagine: vita che prevale sulla morte.
Finale: un poeta. Virgilio rappresenta la propria condizione: Orfeo ammalia anche gli esseri inanimati. Con il canto sfoga il proprio dolore ma non riesce a riportare in vita Euridice. Mostra così le grandi potenzialità della poesia ma anche i suoi limiti.

Georgiche

Rapporto uomo-natura diverso da quello delle bucoliche, che mostra una civiltà primitiva. Le georgiche mostrano pastori e contadini, un contrasto tipico della cultura antica. I pastori vengono visti come primitivi, invece i contadini riescono a modificare la natura e la rendono produttiva, rispettando le sue leggi.
Il lavoro porta benessere, libertà, dignità, moralità e progresso.
Le georgiche rappresentano una vita realistica ma ancora utopistica.
La natura è la protagonista, che diversamente da Lucrezio viene solamente mostrata con carattere emotivo, in quanto viene rispettata e umanizzata, perché progredisce di libro in libro (cultura antica molto influenzata dalla natura)
Simile a Lucrezio è visione di natura matrigna ( quando mette in pericolo il raccolto) e madre (quando asseconda il suo lavoro e lo ripaga)
Sumpazeia il logos è in tutto l’universo, tutto ciò che è in natura è legato e dipende dagli altri. Vede un destino comune di tutti gli esseri e le cose della natura. L’uomo ha un ruolo dominante: con l’intelligenza e il lavoro modifica la natura, ma deve rispettare ciò che sfrutta.
Terra vista come luogo in cui si realizza un miracolo, il contadino deve esserne consapevole, perché collabora con forze che formano la vita. Collaborazione e contrasto come tra maschio e femmina.
Animali diversi dalla terra: provano emozioni e la terra ha un ruolo passivo rispetto l’allevamento.
Provvidenza divina che fornisce tutto, ma secondo lo stoicismo la razionalità e in tutto, invece nel 1° e 3° libro Virgilio evidenzia il caos.
Struttura libri pari (razionalità) / dispari (irrazionalità), secondo alcuni rappresentano i momenti delle guerre civili in cui si alternano paura e speranza. Complessivamente l’ordine supera il caos, perché tutte le diadi hanno un finale positivo. L’ordine supera il caos, anche se l’uomo non capisce come.
Forma:
Struttura simmetrica che alterna libri pari e libri dispari, ma nei singoli libri più o meno la struttura è libera.
Le digressioni sono o nel mezzo o alla fine; valore letterario + ideologico: emerge il messaggio dell’opera

Stile si mantiene tenue e basso, come il tema.
Gli aggettivi hanno funzione descrittiva e umanizzante
Nelle digressioni però lo stile si innalza notevolmente (figure retoriche, vocaboli poetici e sintassi articolata)
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