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Le Georgiche


Le Georgiche (dal greco “georgios”= contadino) sono un poema agreste in cui quel mondo idilliaco e immaginario che caratterizzava le Bucoliche scompare per lasciare il posto ad una mondo fatto di fatica, quello della campagna. Le Georgiche sono, infatti, un trattato sull’agricoltura in cui Virgilio spiega come far produrre la terra, come coltivare e, in generale, come affrontare al meglio una vita in campagna. Questo poema è diviso in quattro libri (sono continui, a differenza delle Bucoliche che erano formate da ecloghe). L’opera, tuttavia, è divisa in diadi, cioè in coppie. La prima diade serve a Virgilio per parlare della coltivazione sia dei piccoli che dei grandi campi. La seconda diade parla dell’allevamento; in particolare, l’ultimo libro delle Georgiche parla dell’allevamento delle api, con il mito di Aristeo (o mito della Bugonia) che costituisce la parte più poetica delle Georgiche.

I temi fondamentali delle Georgiche sono:
-il tema del labor, cioè del lavoro, della fatica sui campi.
-il tema del furor, cioè dell’amore straordinario.

Tra le fonti dell’opera troviamo:
- Il De rerum natura di Lucrezio (Lucrezio ha influenzato Virgilio nella stesura delle Georgiche sia per via della struttura in diadi che per la natura didascalica dell’opera o per lo sguardo scientifico nei confronti della natura)
- Gli Erga di Esiodo (trattatello in cui Esiodo insegna al fratello Perse quali fossero i lavori da svolgere in campagna secondo le stagioni).

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