Quarto secolo - contesto storico sociale


Il quarto secolo A.C. si trova ancora a pieno titolo nell'età classica (che va dal 480 A.C. al 323 A.C.), pur presentando caratteristiche differenti rispetto al secolo precedente. Infatti, se per il quinto secolo si può parlare di "età d'oro della cultura greca", il quarto secolo viene definito classico tardo e anticipa alcuni aspetti che saranno tipici, invece, dell'Ellenismo.

Il centro culturale, durante questa fase storica che prelude all'Ellenismo, rimane ancora Atene, la quale è però costretta a rinunciare pian piano a tante illusioni, prima fra tutte quella dell'egemonia politica. Questa perdita di importanza sul piano politico viene riscontrata ad esempio dallo storico Tucidide, che riconosce alla polis un ruolo puramente educativo, definendola "educatrice della Grecia".

Ad Atene la popolazione diminuisce drasticamente, a causa della guerre e del fatto che sempre meno meteci vengano ad abitare in città. Ciò provoca una progressiva perdita del senso della polis e un generale disinteressamento dei singoli cittadini verso la politica. E' in questo momento storico che aumenta l'importanza nelle assemblee dei cosiddetti "demagoghi": forti personalità, colte e abili nell'arte della retorica, in grado di guidare le masse a prendere determinate decisioni. L'oratore Demostene, in proposito, si esprime con toni sempre sprezzanti, affermando che ormai "ogni cosa viene fatta per mano di quelli" e notando come la corruzione abbia un ruolo di primaria importanza.

In questo periodo, ad Atene si assiste anche al processo di professionalizzazione. Nel quinto secolo, infatti, il cittadino era un "tuttofare":
    1. votava in assemblea
    2. giudicava i processi
    3. faceva il soldato
    4. svolgeva il ruolo di critico letterario (valutava le commedie e le tragedie)
Durante il classico tardo, invece, per tutte queste attività nascono professioni molto specifiche, il che porta a un maggiore individualismo del singolo cittadino.

In questo contesto assume una grande importanza l'ambito del privato: i padri sono più affettuosi verso i figli e le case private non sono più spoglie e semplici, bensì curate e comode (questo perché l'uomo del IV secolo trascorre molto più tempo in casa, dato che non partecipa più alla vita pubblica).

Un'altra importante caratteristica riguarda la nuova concezione della cultura come qualcosa di organizzato: in questi anni nascono le prime scuole filosofiche con sedi fisse (spesso all'aperto), orari, maestri con classi. Aristotele nel suo Liceo crea corsi per studenti avanzati (che studiano sui testi esoterici, gli unici a noi rimasti) e corsi per principianti (che studiano sui testi essoterici), organizza gruppi di ricerca con i suoi allievi più bravi, i quali si occupano, ad esempio, dello studio delle costituzioni greche (ci rimane solo una parte della Costituzione degli Ateniesi).

Si assiste inoltre al definitivo passaggio dal mito al logos razionale. Esempio fra tutti è Platone, il quale si serve ancora del mito, ma è lui stesso ad inventarlo, in modo da poter veicolare un messaggio specifico.

Il quarto secolo è infine l'età della prosa, mentre la maggior parte della produzione letteraria dell'Ellenismo sarà di tipo poetico. Fra gli autori più importanti è necessario citare:
    Platone e Aristotele per la prosa filosofica
    Senofonte e Tucidide per la storiografia (ma Senofonte è conosciuto anche per altre opere di argomento vario)
    Lisia e Demostene per le orazioni
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