LA COMMEDIA
La commedia non ha LIMITI GEOGRAFICI (nasce nella Sicilia dorica) e LIMITI CRONOLOGICI.

IL TEATRO COMICO IN SICILIA E MAGNA GRECIA
Secondo Aristotele, la commedia attica fu preceduta da una ricca produzione comica che si sviluppò in Sicilia e in Magna Grecia in forme diverse:
 PARODIA MITOLOGICA: EPICARMO (Siracusa)
 MIMO: SOFRONE (presentavano scene di vita quotidiana e bozzetti di personaggi popolari)
 FLIACO (o ILAROTRAGEDIA): le vicende mitiche cantate dai tragici venivano parodiate dagli attori, che recitavano con vistose imbottiture e un folle posticcio.

PERIODI DELLA COMMEDIA:
I. COMMEDIA ANTICA (arxaia) ( V sec.): ARISTOFANE, temi politici e culturali della polis
II. COMMEDIA DI MEZZO (mesé) (IV sec.): parodia mitologica
III. COMMEDIA NUOVA (nèa) (IV sec.): MENANDRO, allontanamento temi politici, previlegiati temi ambito familiare e rapporti tra classi.

ORIGINE parole COMMEDIA:

Per Aristotele la commedia nasce dal CANTO FALLICO
Komodia: da komoi = cortei di festa + odé = canto
da komai (< dorico) = villaggi, dove la commedia è stata presentata le prime volte
più probabile:
Komoi (= cortei di festa): cortei inseriti nelle FALLOFORIE (dedicati a DEMETRA e DIONISO)
è portato in processione il FALLO, simbolo della potenza generatrice. L’atto è accompagnato da beffe, parole turpi e oscene, sfera del sesso da parte del CORTEO verso il pubblico (funzione APOTROPAICA – ricorre anche al giambo).

STRUTTURA COMMEDIA ATTICA ANTICA: 5 elementi fissi
I. PROLOGO : è presentato l’argomento
II. PARODO: ingresso del CORO (24 membri)
III. AGONE : scontro tra PROTAGONISTA e AVVERSARIO
IV. PARABASI: momento in cui il CORO sfila davanti al pubblico (interloquisce con il pubblico)
V. ESODO

STRUTTURA COMMEDIA NUOVA: scompare il CORO (non c’è il legame con la polis, la commedia è più intimistica)
I. PROLOGO
II. EPISODI
III. EPILOGO

COSTUMI: grottesca deformazione del corpo
MASCHERE: sfilano durante il corteo
RAPPRESENTAZIONI: GRANDI DIONISIE & LENEE (pomeriggio)
METRO:
• TRIMETRO GIAMBICO : dialoghi
• DIMETRO / TRIMETRO ANAPESTICO : parti colari (PARODA & PARABASI)
• METRI LIRICI (ionici ed eolici) : parti cantate

ARISTOFANE
Massimo esponente della commedia politica. Opera durante le guerre del Peloponneso(sconfitta di Atene), nell’Atene del V secolo a.C., il regime è democratico. Si presenta come maestro e guida del suo popolo (vd. PARABASI, ACARNESI: si difende dalle accuse ricevute da Cleone ed esprime il ruolo didascalico del poeta). Critica i sofisti e recupera i valori arcaici (scontro tra vecchia generazione e nuova generazione). Esprime la critica e la lotta contro i protestanti.

OPERE MAGGIORI
I. ACARNESI (commedia dell’utopia): sono rappresentati durante la guerra tra Atene e Sparta.
TRAMA: Il contadino DICEOPOLI (=città giusta), non riuscendo a convince i concittadini sulla necessità di interrompere il conflitto con Sparta, stipula una pace separata con la città nemica. Gli Acarnesi, abitanti del demo di ACARNE, si adirano e decidono di condannarlo a morte. Diceopoli si scontra con LAMACO, fautore con la guerra. Il confronto retorico vede prevalere Diceopoli, il quale, al termine, si reca alla festa dei Boccali, mentre Lamaco va in guerra. In conclusione della commedia, Lamaco rientra ferito e gemente, mentre Diceopoli è ubriaco, contento e accompagnato da due ragazze.

II. CAVALIERI (critiche alle istituzioni): è la satira politica più feroce mai trasmessa dalla letteratura antica. Il bersaglio è CLEONE, fautore della guerra ad oltranza contro Sparta.
TRAMA: i due servi del vecchio DEMOS (=il popolo ateniese) si lamentano di un terzo, PAFLAGONE (=il demagogo Cleone), che ha ottenuto l’adulazione del padrone con l’inganno e spadroneggia in casa. I due decidono pertanto di contrastarlo, opponendogli il SALSICCIAIO, sostenuto dai CAVALIERI (=ceto nobile). I due si fronteggiano, e il Salsicciaio riesce a sostituirsi nel favore di Demos, il quale spiega al coro di non esser così stupido come sembrava, ma attendeva il momento per punire i disonesti. Il Salsicciaio quindi, con un rito magico, ridona la giovinezza a Demos, che compare con una ragazza (=pace). Paflagone, invece, per punizione, dovrà svolgere il mestiere del rivale.

III. NUVOLE (critiche alle istituzioni): prende di mira le nuove correnti di pensiero, i particolare quella sofista, incarnata in SOCRATE; ne critica il modello di educazione. Ma in realtà SOCRATE è lontano dal pensiero sofista, per l’arte della retorica e la ricerca del vero-simile.
TRAMA: Il vecchio contadino STREPSIADE, assediato dai debiti, decide di inviare il figlio FIDIPPIDE a studiare presso i filosofi che sotto la guida di SOCRATE, per apprendere l’arte sofistica di far trionfare sempre la propria opinione e liberarsi dei creditori. Ma il figlio non collabora, allora si reca di persona nella scuola dove incontra Socrate sospeso per aria, assistito dalle NUVOLE, le nuove divinità che hanno sostituito quelle tradizionali. Strepsiade non riesce a ricavare alcun insegnamento, ed è cacciato via. Invia quindi il figlio. Caccia quindi i creditori, ma Fidippide arriva a far valere le sue ragioni anche a danno del padre, arrivando a picchiarlo. Strepsiade allora, resosi conto di aver compiuto uno sbaglio, va a incendiare il Pensatoio assieme a tutti i filosofi.
Il cuore della commedia è costituito dall’AGONE TRA IL DISCORSO GIUSTO (tono pedagogico) E IL DISCORSO INGIUSTO (tono furbo e amorale) (< tecnica sofistica dei dissoì lògoi): il primo sostiene l’educazione tradizionale, il secondo quella sofistica. La vecchia generazione ne esce sconfitta, anche se l’esponente della nuova educazione appare amorale e allarmante.
Emerge anche il TEMA DEL DEGRADO SOCIALE : PIAGA SOCIALE ed ESEMPI DI DECADENZA (viene presa di mira la figura del SICOFANTE – persone che denunciano un cittadini dietro pagamento)


MENANDRO
Nasce ad Atene nel IV secolo a.C. E’ allievo di TEOFRASTO (coetaneo di Epicuro). Vive sotto il protettorato macedone di Demetrio Falereo: Atene ha perso la sua libertà.

Scrive 100 commedie – ne rimangono pochi frammenti.

La commedia di Menandro perde:
• PARABASI: il coro interloquisce con il pubblico
• ROTTURA QUARTA PARETE (vd. PARABASI degli ACARNESI di ARISTOFANE)
• ELEMENTO COMICO
• AGONE
• CONTENUTI DI ARISTOFANE: l’uomo di Menandro risolve i problemi famigliari

CARATTERI DELLA COMMEDIA DI MENANDRO:
• LIETO FINE
• LA TUKE: è la regista della commedia; la tuke infatti fa cadere i personaggi nell’errore e i induce ad allontanarsi, ma è sempre lei che consente il lieto fine, spesso tramite il meccanismo del riconoscimento.
• TEMA DELLA FILANTROPIA = SOLIDARIETA’, rispecchia una visione ottimistica dell’essere umano. Menandro è convinto che l’uomo sia capace di imparare dai propri errori e che i contrasti generazionali possano essere risolti in nome di una comune umanità di cui tutti sono compartecipi.
• INTRECCIO: SERIE DEGLI EVENTI
a. Situazione iniziale
b. Ostacolo
c. Superamento dell’ostacolo
d. Conclusione prevista
• NUOVI PERSONAGGI: hanno CARATTERI INDIVIDUALI; appartengono allo stato sociale del pubblico; sono DINAMICI, non statici come in ARISTOFANE.

DIFFERENZE TRA I PERSONAGGI DI ARISTOFANE E DI MENANDRO
ARISTOFANE: L’EROE COMICO E’ UN’INDIVIDUALITA’, centro focale della vicenda:
- Modello esclusivo di identificazione per lo spettatore.
- Umanesimo acuto, caratterizzato da ragione.
- Unicità irripetibile affermata attraverso: gerarchizzazione delle presenze sceniche e definizione di MANIACO (difficoltà dell’idea rivoluzionaria del protagonista ad essere accettata dal contesto civile.

MENANDRO: UOMO DI MENANDRO (sarà ripreso da TERENZIO):
- Depositario e portavoce di un raziocinio equilibrato.
- Lontano dalla devianza sistematica.
- Spinto dalla rabbia momentanea o dalla passione, rientra in un pacato esame di se.
- E’ spinto dalla filantropia.


OPERE MAGGIORI (MENANDRO)
• IL BISBETICO:
TRAMA: CNEMONE, dopo aver cacciato la moglie vive con la sola figlia e una vecchia serva. SOSTRATO si innamora della ragazza, ma l’uomo non vuole. Intanto CNEMONE precipita in fondo a un pozzo; ne approfitta SOSTRATO, che lo porta in salvo. Per gratitudine può spostare la figlia.

• L’ARBITRATO:
TRAMA: CARISIO ha abbandonato la moglie PANFILE, avendo scoperto che questa ha avuto un figlio con un altro uomo. Intanto SIRISCO e DAVO ricorrono al giudizio di un ARBITRATO per dirimere una controversia privata; infatti, DAVO aveva trovato un bambino e lo aveva ceduto a SIRISCO, il quale pretende che l’altro gli consegni anche gli oggetti rinvenuti con il trevatello. Ottenuta la ragione, Sirisco mostra gli oggetti a ONESIMO, il quale riconosce l’anello di CARISIO, perduto quando da ubriaco violentò una fanciulla. Si scopre che ad esser stata violentata è stata proprio PANFILE, quindi la situazione può dirsi finalmente risolta.

COMICO
BAUDELAIRE distingue tra COMICO SIGNIFICATIVO (con il riso si ricerca la riflessione) e COMICO ASSOLUTO (comicità fine a se stessa)
Il comico è diverso dal RIDICOLO (= mezzo per raggiungere la comicità)

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