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L'Ellenismo

Con Ellenismo si intende il periodo storico compreso tra il 323aC e il 31 a.C. corrispondente alla morte di Alessandro Magno e la battaglia di Azio. Ellenismo è il termine che designa tradizionalmente il periodo storico culturale durante il quale la civiltà greca si diffuse nel mondo mediterraneo, euroasiatico e in oriente , fondendosi con le culture indigene. Questa civiltà fu espressione di livelli cultuali straordinari. Inizialmente con questo termine si designava solo l’uso corretto della lingua greca. Il vocabolo fu usato per la prima volta nel 1800 dallo storico Droysen che trasferì il termine dall’ambito linguistico a quello storico generale e lo valorizzò per restituire positività ad un epoca considerata fino ad allora di decadenza . Per lo storico fu un periodo in cui la cultura e la civiltà ebbero nuovi stimoli.
Laquer tenne una conferenza nel 1924 sull'ellenismo e espone il fatto che il termine derivi dal mondo degli ebrei ellenizzati facendo riferimento agli Atti degli Apostoli. Ciò è privo di fondamenta in quanto non è scritto nell’opera di Droysen ma nessuno dopo di lui lesse la sua opera. Solo Canfora lo fa e smentisce così la tesi di Laquer dicendo che ciò è tutto un fraintendimento.

La situazione politica

L’improvvisa morte di Alessandro provocò problemi di successione. Per questo si andarono a formare i regni ellenistici dopo numerosi scontri e il grande impero fu diviso.
Le città greche si organizzarono in due leghe contro il dominio macedone: -etolica: della Grecia centrale
-achea: del Peloponneso.
Achei e Macedoni , espandendosi sempre più a oriente suscitarono l reazione di Rodi dell'Egitto e di Pergamo che chiesero aiuto ai Romani che uscirono vittoriosi a Cinoscefale contro i Macedoni. I Romani vincono anche a Piena ponendo fine al regno Macedone. Quando il regno di Siria minacciò i Romani nacquero degli scontri che videro la vittoria dei Romani con la pace di Apamea.
Tolomeo con il regno di Egitto riuscì a mantenere prosperità estendendo anche i confini. La sua fama è anche legata alla fondazione della biblioteca di Alessandria. A Tolomeo succede il figlio Tolomeo II che riesce a continuare l’opera paterna. Ma con i suoi successori iniziò il declino dell'Egitto che si conclude con la conquista romana dell'Egitto da parte dei Romani con la battaglia di Azio.

Caratteristiche dell'Ellenismo


Cosmopolitismo: ci si sentiva cittadini del mondo.
Cambiamenti socio economico: l’allagamento dei confini portò anche ad un aumento del commercio con corrispondente aumento di ricchezza che riguardò soltanto i cittadini più abbienti aumentando la differenza tra classi . Di conseguenza aumentano anche i soldati mercenari.
Individualismo : l’uomo da cittadino che poteva partecipare attivamente alla vita politica diventa suddito , che cerca un nuovo equilibrio nella propria individualità. Individualismo en cosmopolitismo sono le due parole chiave di questa epoca che si rispecchiano anche nelle nuove filosofie che nascono ad Atene: epicureismo , stoicismo e scetticismo.
Religione :Chi non trovava risposte nella filosofia le cercava nella religione che assumeva caratteri sincretistici. Ci fu anche una notevole diffusione di culti escatologici.
Divinizzazione del sovrano senza mai però fare confusione tra i limiti umani e del divino. Maggiore importanza delle donne dovuta a un maggiore distacco dalla vita politica.
Cultura: nascono nuovi centri di cultura. Ci troviamo infatti nella società del libro in cui si ha un passaggio da produzione orale a scritta. Tra i più importanti la Biblioteca di Alessandria che mirava a riunire tutto il materiale scientifico e letterari del mondo . Anche il regno di Pergamo svolse un ruolo importante diffondendo l’uso della pergamena.

La cultura diventa patrimonio dei ricchi


Nel corso del IV secolo si passa dalla trasmissione orale a scritta. Certo già esisteva il libro ma solo adesso esso arriva ai massimi livelli di diffusione. La trasmissione adesso non è più affidata a cantori ma a carta scritta e al commercio librario . Il poeta non si rivolge più direttamente all’uditorio, e la poesia perde l’immediatezza e spontaneità diventando più meditata e pensosa diventando anche più personale e individualistica. Adesso l’autore non è più legato alla Polis ma scrive solo per il lettore erudito che può seguirlo. Si accentuano così le differenze culturali fra le varie classi sociali, che Dino ad ora erano state facilmente nascoste dalla stessa trasmissione orale. Ma ora la scissione diventa inevitabile. La cultura diventa patrimonio delle classi abbienti e la cultura del libro si diffonde in tutto il mondo ellenistico .

La commedia


La commedia di mezzo


La commedia di mezzo è una fase intermedia fra quella antica che ti conclude tradizionalmente con la messa in scena di Pluto di Aristofane e quella nuova fatta inviare nel 322 con la messa in scena dell'Οργή di Menandro .
In passato si è cercato elementi che fossero esclusivi della commedia di mezzo ma poi si è visto che si ritrovano in quella antica e sono ancora presenti in quella nuova: come la parodia dei miti e la descrizione delle vicende intime e familiari. E già nella commedia antica sono presenti elementi di quella di mezzo come la scomparsa della parabasi, la tipizzazione dei personaggi e lo spostamento dalla Polis all’individuo (non mancano però riferimenti alla politica e attualità). Nella commedia di mezzo aveva largo uso la parodia. Il linguaggio è più misurato e piano. Tra gli autori più importanti ricordiamo Aristofane , Antifane , Anassaride , Alessi e Eubulo.

La commedia nuova


La commedia nuova si colloca all’inizio del periodo ellenistico . I tre principali esponenti sono Difilo, Filemone e Menandro. La trasformazione del genere è legata ai cambiamenti storico culturali tra cui i più importanti sono l’individualismo e la riduzione al privato e la convinzione che gli eventi umani siano diretti da una τυκη che è incomprensibile.
I caratteri principali sono:
 Prevalenza di temi privati
 Scomparsa di polemica politica
 Sparizione di eroe comico sostituito da personaggi borghesi
 Assenza di surreale
 Presentazione di tipi fissi che vengono approfonditi psicologicamente
 Prevalenza di tematica amorosa
 Stretta dipendenza da Euripide per gli intrecci complessi e il ruolo della τυκη.
 Assenza del coro e suddivisione in cinque atti
 Mancato coinvolgimento del pubblico.
Filemone: esempio di parodia mitologica . Era spigliato e accorto nella sceneggiatura.
Difilo: argomento mitologico e paratragico . Apprezzato per il realismo ma non era brillante. APOLLODORO DI CARISTO subì l’influenza dell’analisi psicologica e dell’ambientazione borghese .

Menandro

Menandro nacque ad Atene nel 342-341 da una famiglia agiata. Le notizie biografiche che abbiamo le dobbiamo al suo legame con questi personaggi:
-Il poeta Alessi , suo zio materno secondo il lessico delle suda;
-Teofrasto , successore di Aristofane ed esempio di introspezione psicologica;
-Fu compagno di efebia di Epicuro;
-Fu amico di Demetrio Falereo che governò ad Atene instaurando un governo di regime oligarchico moderato;
in lui trovò un forte supporto anche se non si riscontra una sua partecipazione politica. Dopo la sua cacciatore però si trovò in difficoltà per quell’amicizia che ora appariva compromettente.
Il poeta non volle mai allontanarsi da Atene. Esordì 321 con la commedia Οργή. Vinse le Lenee del 317 con Δύσκολοσ. In tutta la sua carriera fu primo solo otto volte. Il suo successo fu principalmente post mortem. Amò un’etera di nome Glicera.
Morì nel 292-291 forse nuotando nelle acque del Pireo.

Opere


Secondo il filologo Apollodoro , Menandro avrebbe composto circa 105 commedie. Questa produzione era però scomparsa nel periodo medioevale, per questo fu definito il classico senza opere. Solo nella metà del 900 ci sono stati dei ritrovamenti papiracei che hanno riportato alla luce dei versi delle sue commedie. (Molto importante è un papiro del III secolo che ha consentito di recuperare quasi per intero il Δύσκολοσ)
Menando fu molto apprezzato non in vita ma in età ellenistica . Le sue opere andarono perdute probabilmente per la lingua da lui usata , non apprezzata dalla critica , e per questo non fu preso in considerazione quando i testi vennero selezionati per motivi scolastici . Plutarco aveva sostenuto che per presentazione dei personaggi e linguaggio fosse più adatto ai più giovani ma i maestri dell’indirizzo atticista preferirono Aristotele in quanto scriveva in perfetto attico .
Un’ulteriore fonte di conoscenza si ha dai rifacimenti latini di Plauto e soprattutto di Terenzio , grande ammiratore di Terenzio

Δύσκολοσ


Trama: Il vecchio bisbetico e avaro Cnemone , vive in campagna con una vecchiα ancella e sua figlia. La moglie vedova e quindi sposata con lui di seconde nozze vive con Gorgia suo figlio di primo letto. Nel prologo il dio Pan afferma che per premiare la fede religiosa della figlia di Cnemone la fa innamorare di un giovane di città di nome Sostrato. Ma il servo Pirra da lui inviato per fare richiesta di matrimonio viene cacciato da Cnemone . Allora Sostrato si traveste da contadino e va a lavorare nei campi di Cnemone con la speranza di incontrarlo , ma il Δύσκολοσ non si reca nei campi per il troppo via vai vicino casa sua, infatti la madre di Sostrato era andata a fare un’offerta al dio Pan vicino casa di Cnemone. All’ancella cadono nel pozzo alcuni oggetti e Cnemone nel tentativo di recuperarli precipita nel pozzo ma viene salvato da Gorgia e Sostrato. Cnemone allora da i suoi averi a Gorgia e incarica lo stesso di preparare le nozze della figlia. Sostrato chiede allora al padre di dare in sposa a Gorgia la propria sorella ma a causa della condizione economica rifiuta inizialmente ma poi constatato il buon animo del ragazzo accetta e si svolgono le nozze delle due coppie .
ANALISI: La presentazione risale al 317 e la commedia ottenne il primo premio nelle Lenee. La divisione in cinque atti è fornita dalla scritta χορού che indica l’originaria presenza di quattro intermezzi vocali.
Ben caratterizzato è il personaggio di Callimaco , in lui vediamo un mutamento , inizialmente è infatti burbero e irritabile ma dopo essere stato salvato comprende che nella vita non si può rinunciare all’aiuto del prossimo , il mutamento però non è definitivo infatti poi torna a mostrare la sua natura asociale e la tendenza all' αυτάρκεια. Non è presente l’aggressione comica di tipo aristofaneo. Nel Δύσκολοσ sono stati riscontrati elementi che mostrerebbero l’immaturità dell’autore:il mutamento parziale di Cnemone , contrapposizione tra scene serie e burlesche e la trama molto lineare. In realtà non sono elementi negativi in quanto la conversione totale del
personaggio sarebbe stata inverosimile, l’alternanza delle scene era tipico del teatro nuovo e la linearità sarà poi rimpianta in commedie assai più evolute. La scena conclusiva è ancora di stampo aristofanesco in quanto si ha una aggressività insolita nella piatta commedia νέα.
Επιτρέποντας
Trama: I atto : molto mutilo , il servo Onesimo dice al cuoco Carione che il padrone Carisio aveva lasciato sua moglie Panfila eed era andato a convivere con una flautista, dandosi ai piaceri a casa di un amico. L’antefatto forse esposto da un dio è che alcuni mesi prima Carisio si era ubriacato e aveva violento una fanciulla, la stessa Panfila che poi avrebbe sposato. Questa rimasta incinta aveva abbandonato il figlio con l’anello caduto al violentatore e altri segni di riconoscimento. Onesimo aveva detto tutto al padrone che sentitosi tradito aveva lasciato la moglie . Nel II atto è Davo a trovare il bambino ma non potendosi permettere di allevarlo lo cede al carbonaio Sirisco .Si apre un dibattito tra i due su chi debba tenere gli oggetti trovati con il bambino i due allora si affidano al giudizio di un passante Smicrine che sceglie Sirisco , senza sapere che si tratta di suo nipote egli infatti è il padre di Panfila. Onesimo incontra Sirisco mentre sta guardando gli oggetti e riconosce l'anello del padrone e decide di riportarlo a lui. La flautista Abrotono vorrebbe approfittare della situazione per tenersi il bambino è anche Carisio ma alla fine è onesta e rivela la verità a Panfila che nel frattempo discute con il padre che vorrebbe lei divorziasse da Carisio. Carisio avendo assistito al dialogo tra padre e figlia si sente in colpa per come l’ha trattata ma anche a lui viene rivelata la verità è si abbandona così alla gioia . Smicrine ancora non è d’accordo ma Onesimo lo rimprovera e poi gli rivela la verità sul nipote. Il testo si interrompe ma sicuramente terminava con la riconciliazione di tutti e la libertà di Abrotono.
Analisi: il titolo significa “coloro che per risolvere una lite si affidano ad un arbitro” ovvero arbitrato. L’intreccio è organizzato in modo molto abile in cui gioca un ruolo fondamentale la τυκη che provoca avvenimenti paradossali ( Carisio violenta proprio la sua futura moglie; l’anello che viene riconosciuto da Onesimo; l’arbitro che è il padre di Panfil) e anche inverosimili che però fanno pienamente parte del genere. La risoluzione del dramma non è però data dalla sorte ma dal pentimento di Carisio e dall’iniziativa di Abrotono. Menandro mostra una grande finezza nell’analisi psicologica :
-Abrotono spicca soprattutto per la sua natura onesta che sacrifica i suoi sogni per i due amanti;
-Panfila che nonostante abbia taciuto della violenza è veramente innamorata di lui e si oppone al padre
che vorrebbe lo lasciasse;
-Carisio che subisce un mutamento rendendosi conto di aver trattato male la moglie;
-Smicrine : arbitro giusto e ponderato ma che poi si rivela un padre egoista
- Onesimo si mostra davvero dovuto al padrone ma anche preoccupato per se stesso .
Περιξειρομένη.
Trama: siamo a Corinto, Polemone è infuriato con la sua amata Glicera in quanto l’ha scoperta baciarsi con Moschione. Allora l’ha rasata e cacciata e lei si è rifugiata da Mirrine vicina di casa e madre di Moschione. La dea Ignoranza recita un prologo: in realtà Glicera e Moschione sono fratelli, erano stati infatti abbandonato e trovati da una vecchia che finché aveva potuto li aveva mantenuto ma poi per questioni economiche aveva ceduto il maschio a Mirrine. Prima di morire la vecchia aveva detto tutta a Glicera che aveva taciuto la verità per non disturbare la condizione agiata di Moschione che però si era invaghito di lei . Sosia, servo del miles, dichiara che il padrone Polemone è pentito del suo atto. Moschione intanto viene illuso che Glicera si sia rifugiata a casa sua perché innamorata ma quando il servo Davo gli comunica che non può tornare a casa finché c’è lei si adira e lo percuote . Il Miles prepara un attacco a casa di Mirrea e proprio prima che sfondi la porta viene fermato da un vecchio vicino Pateco che si offre come ambasciatore e gli consiglia di smettere di usare la violenza. Pateco dopo aver visto i gioielli appartenuti a sua moglie ormai defunta riconosce in Glicera sua figlia e anche Moschione si
rassegna e riconosce Glicera come sorella e Pateco come padre. Polemone capito l’equivoco è ancora più disperato ma alla fine Glicera lo perdona e i due si riappacificano con anche la benedizione di Pateco .
Analisi: il titolo significa la Tosata e deriva dalla tosatura subita dalla fanciulla . Nella vicenda la τυκη ha un ruolo importante ma non determinante in quanto le situazioni si risolvono non solo per il caso ma anche per una maturazione interiore. I fatti sono mossi soprattutto dall’Ignoranza, di cui sono vittima tutti i personaggi tranne Glicera. Si ha una efficace descrizione e dei personaggi:
-Il Miles gloriosus è un tipo fisso ma Menandro lo modifica facendone un personaggio nuovo con carattere istintivo pronto alla rabbia ma anche al pentimento;
-Glicera mostra una grande sensibilità d’animo.
Σαμία.
Trama: nel prologo Moschione narra che so padre Demea ha un'amante Criside. Demea parte per un viaggio nel Posto con il vecchio vicino Nicerato, i due sono d’accordo di far sposare i loro figli :Moschione e Plangone, ma intanto i due incontratisi ad una festa si invaghiscono e Plangone rimane incinta. Criside per salvare l’onore di Plangone fa passare il figlio per suo nonostante così subirà l’ira di Demea, il quale scopre che il bambino è di suo figlio e crede che l’amante e il figlio lo abbiano tradito e caccia di casa l’amante. Demea è ancora più convinto di far sposare suo figlio così da placare le sue intemperanze. Nicerato vedendo Criside con il bambino la accoglie in casa sua , ma vedendo la figlia allattare il neonato capisce che è lei la madre. Nicerato credendo che Criside sia complice del fatto la caccia di casa. Demea però viene a sapere la verità è raccoglie in casa la moglie e rivela gradualmente la verità a Nicerato. Moschione offeso per la mala fede del padre finge di voler arruolarsi come mercenario senza mai farlo. Infine iil giovane si riconcilia con il padre e sposa Plangone.
Analisi: l’intreccio e determinato dal comportamento dei personaggi a causa di equivoci mancati dialoghi e reticenze, in particolare per il comportamento del giovane Moschione che non rivela mai la verità. Anche qui spicca la capacità di analisi psicologica dei personaggi :
- Criside donna leale e altruista
-Moschione immaturo e irresponsabile
-Demea vecchio impulsivo e geloso che però sa ammettere i propri errori
-Nicerato che alterna momenti di generosità a momenti di informazione quando si sente preso in giro .
Molto vivaci sono i dialoghi e non mancano monologhi a testimoniare una drammaturgia avanzata e smaliziata.
Ασπισ.
Trama: Davo servo di Cleostrato dice allo zio Smicrine che il nipote è morto in guerra e lo aveva riconosciuto dal suo scudo ridotto in pezzi . Smicrine e Devo si recano ad annunciare ai parenti la morte di Cleostrato e qui entra in gioco la τυκη la quale rivela che in realtà Cleostrato è vivo e che qualcuno aveva per sbaglio preso il suo scudo per combattere. Smicrine essendo molto avido vuole sposare la sorella di Cleostrato affidata a Cherestrato per ottenere l’eredità. Inizialmente Cherestrato pensava di far sposare il figlio con la sorella di Cleostrato e di dare la sua figlia in sposa a Smicrine, ma adesso i suoi piani erano stati sconvolti. Il servo Devo allora molto astuto gli suggerisce di fingersi morto così che Smicrine scelga la ragazza più ricca e lasci in pace la sorella di Cleostrato. Cosi accade e i due si sposano ma poi Cherestrato resuscita e Smicrine rimane a mani vuote. Il resto dell’opera e molto mutilo .
Analisi: Il titolo significa appunto scudo e ancora una volta gioca un ruolo fondamentale la τυκη che appare addirittura personificata. Nonostante ci sia giunta incompiuta risulta essere un’opera avvincente sia per la descrizione dei caratteri che per l’intreccio . Cleostrato quando rientra in scena quasi da deus ex macchina risolve la vicenda , anche se il piano che porterà alla soluzione è idea del servo Davo . Si ha un chiaro riferimento al contesto ellenistico .
Un momento di alta poesia si ha nel racconto di Davo riguardo la vita militare, la gloria di Omero è lontana adesso la guerra non è altro che un mestiere aspro e pericoloso , imposto solo dalla necessità di denaro. Nel racconto iniziale di Davo ci sono molte citazioni tratte dal grande tragico Euripide.

Frammenti di altri drammi


1. Sicionio: nel 64 fu pubblicato un papiro alla sorbona di Parigi contenenti frammenti molto lacunosi di il SICIONIO commedia celebre di Menandro. Ne Plauto ne Terenzio hanno ripreso da questa commedia e quindi è difficile ricostruirne i pezzi mancanti . Un monologo iniziale di Filumena allude all’antefatto: la ragazza, rapita da pirati quando era giovane fu condotta a Caria dal servo Dromone , acquistata poi in un mercato di schiavi da Stratofane cittadino di Sicione . Nel finale la ragazza torna ad Eleusi per rincontrare il padre e per sposarsi con il suo amore. I “tipi” noti sono: l’innamorato, la fanciulla di nascita libera che va incontro a peripezie e un vecchio padre. l’anagnorisis ( riconoscomiento) lo ritroviamo in Filumena e Stratofane che scopre di essere cittadino Ateniese. Chiaro influsso Euripideo.
2. Eroe:rimasti 12 versi giambici. Lechete ha violentato Mirrine che ha partorito un figlio (Giorgia) e una figlia (Plagone) la donna affida i figli ad un pastore e in seguito senza saperlo sposa Lachete. Da grandi Giorgia e PlagonE saranno servitori nella casa di Lachete. Plagone resta incita perché violentata dal vicino di casa. Il lieto fine è che Lachete riconosce i figli e le nozze di Plagone con il suo violentatore. Il Titolo Eroe forse deriva da Ptelea eroe eponimo del demo dove era ambientato il dramma.
Altri drammi di cui rimangono frammenti
• il detestato: protagonista il miles Trasonide,innamorato di una ragazza che invece lo detesta
• due volte ingannatore: imitato da Plauto nelle bacchides (unico confronto tra Menandro e Plauto)
• la donna di Perinto: influenzò l’andria di Terenzio
• il misogino, l’incredulo, il superstizioso: drammi un cui ci si chiede se c’è un influsso di Teofrasto o
viceversa
• il pescatore, il nocchiero, il portiere,ecc: drammi sui mestieri
• commedie che ricevano il titolo da oggetti
• relazioni familiari
• località geografiche
• nomi di prostitute

Caratteri della commedia menandrea


Nella commedia di Menandro si ha l'assenza di parti corali sostituiti da intermezzi avulsi della trama di cui resta il ricordo attraverso la sigla χορού. Si ha l’abolizione di alcuni elementi dell’ αρχαια come la parabasi e l'αγον. Il prologo ha funzione formativa, rievoca l’antefatto e presenta i personaggi. Sparisce anche la figura dell’eroe comico aristofanesco che intendeva cambiare il mondo, adesso semmai il problema per i personaggi di Menandro e di stare bene nel mondo in cui vivono e se qualcosa li turba tornare alla normalità. Nel caso di Cnemone in diskulos è il mondo a mutare lui sia pure provvisoriamente. La trama delle commedie seguono uno schema fisso: lieto fine obbligato, bambini ritrovano i genitori , ragazze sedotte con la violenza che si innamorano del loro seduttore senza riconoscerlo. Le vicende riguardano solamene l’ambito familiare non più il contesto collettivo e politico si risente dell'individualismo e cosmopolitismo , i temi principali sono le incomprensioni fra marito e moglie , padri figli,amante marito. La rappresentazione realistica dell’ambiente fa si che ci siano accenni alla vita disagiata dei contadini ,a questioni giuridiche , ad aspetti della vita quotidiana. Menandro è abile nell’indagine psicologica dei personaggi nelle analisi delle loro reazioni e delle situazioni a cui si vengono a trovare, e che vengono a maturare nel superare le difficoltà che si presentano. Per questo spariscono i tipi fissi della commedia di mezzo, in quanto lui modifica quelle che erano le caratteristiche della maschere fisse. Menandro elimina gli elementi buffoneschi, la comicità grossa e volgare , predomina un sorriso malinconico , che constata i limiti dei personaggi . Non mancano però scene comiche. L’aspetto educativo e di divertimento coesistono , infatti nelle opere di Menandro emergono valori come la Filantropia e la Humanitas e i temi dell’amicizia della comprensione e della solidarietà escludono i temi politici, Menandro di fa portavoce di valori etici e per questo si para di TEATRO IMPEGNATO. Chiara derivazione da Euripide: il prologo che espone l’antefatto , il ruolo della tuke. Gli spettatori vengono informati degli antefatti mostrandosi in vantaggio sui personaggi come in Euripide . Cio potrebbe levare suspense ma non si vuole raccontare nulla che non sia già noto all’ascoltatore. Infatti il pubblico può benissimo immaginare come la storia si concluda.

Mondo concettuale


Menandro è ottimista sulla natura umana, i personaggi hanno difetti e lacune ma non sono cattivi. Anche le figure più odiose sono rivalutare e poste in luce migliore come Il misantropo nell’opera Δύσκολοσ. Il personaggio più cattivo è in Ασπισ , Smicrine , caratterizzato da avarizia e opportunismo ma viene beffato e ridicolizzato e non trae alcun vantaggio dal suo comportamento meschino. Per Menandro l’uomo è un essere fragile e portato all’errore ma l’errore è portato da assenza di dialogo fra persone che fondamentalmente si amano. Molti sbagli umani inoltre dipendono dalla tuke un ottimo rimedio è la razionalità. Menandro introduce una nuova umanità, quella dell’uomo qualunque, uomo che vive chiuso nel suo piccolo mondo e lascia vivere la giornata in un clima di rassegnazione e scetticismo. Valore importante è la solidarietà fra uomini accomunati da stessi difetti e quindi propensi ad aiutarsi in momenti difficili, l’individuo cerca nell’altro appoggio e sostegno. Spesso i più giovani sono più aperti degli anziani a superare pregiudizi ed evitare la chiusura mentale. Le barriere sociali sono messe in discussione per il nome comune dell’umanità. Le commedie menandree presentano una sostanza ideologica (Apsis :messaggio contro l’avarizia; Samia contro la gelosia; Epitrepontes contro l’ipocrisia). Anche per questo è sbagliato definire il teatro di Menandro disimpegnato in quanto si presuppone una ricezione seria da parte del pubblico.
Lingua e metrica
La lingua usata da Menando è l’attico con forme della κοινή. Il registro usato in nome della verosimiglianza è medio . Si ha la prevalenza del trimetro giambico.

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