I movimenti dell’Ottocento

Con la cultura dei lumi si è riusciti finalmente a illuminare il buio medievale, desiderando libertà di pensiero, di parola, di stampa, e cercando di distruggere il pensiero metafisico introducendone uno laico e razionale. Il movimento dei lumi è servito alla creazione di una corrente filosofica agli inizi dell'Ottocento: il positivismo, radicale divinizzazione delle scienze. In totale opposizione a spogliare l'uomo e la natura di ogni linfa vitale e irrazionale, il Romanticismo è nato per restituire l'uomo all'uomo stesso. L'iniziatore è Goethe, massimo esponente dello sturm und drang. Si sviluppa un forte amore per la natura, si rifiuta la fredda ragione del secolo dei lumi. C'è l'interesse a scoprire se stessi, esaltando l'io e la soggettività. È il mal du siècle (Chateaubriand), che costringe l'uomo ad allontanarsi dalla realtà nel tempo o nello spazio: è l'esotismo. Si ritorna alla spiritualità. Il poeta in questo secolo, che è il secolo delle Rivoluzioni, ha il potere e il dovere di guidare il popolo verso la libertà (Lamartine, Hugo).

Qualche decade più tardi nasce il Realismo (Balzac), ovvero l'esigenza di rappresentare il mondo per come appare ai nostri occhi. È il positivismo in letteratura: scienza e letteratura, in effetti, si incontrano presto dando vita al Naturalisme: nel roman expérimental di Zola, tutti gli eventi sono analizzati, osservati e descritti con grande attenzione scientifica. Il romanzo diventa uno specchio, si rifiuta la soggettività e fondamentale è la documentazione. Si sviluppa poi il movimento della poesia parnassiana da Gautier dell'Art pour l'art che troverà seguaci con l'estetismo in Inghilterra (Wilde) e in Italia (D'Annunzio). La poesia parnassiana è un realismo messo in forma poetica con in più grande culto della forma in cui la perfezione si raggiunge attraverso arduo lavoro. Verso la metà del secolo si sviluppa il Symbolisme (Baudelaire), influenzando l’arte in tutti i campi: si vuole scoprire il mondo al di là del vero, scavando in profondità. Il verso è libero. I simboli sono i collegamenti evidenti per scoprire la realtà che sta al di là (Pascoli). Si cerca il vago e l’indefinito (Leopardi).

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