Video appunto: Baudelaire, Charles - Spleen (3)
Lo spleen è uno stato di depressione cupa, di noia, di disgusto della vita. Il termine inglese significa propriamente milza, concezioni mediche antiche, infatti, ritenevano quest’organo sede della cupezza melanconica. La poesia di Baudelaire è costruita su due ordini paralleli di immagini, che rimandano l'uno all'altro e che riguardano rispettivamente il mondo esterno e la dimensione interiore del poeta.
Il mondo esterno è caratterizzato da un paesaggio autunnale tetro: il cielo basso che grava come un pesante coperchio sulla città; la pioggia, le cui strisce imitano le sbarre di una prigione. La dimensione interiore del poeta è rappresentata, invece, da una serie di figurazioni allegoriche: la Speranza che come un pipistrello sbatte le ali contro i muri della cella, lunghi cortei funebri che sfilano nell'anima. Il clamore atroce delle campane si colloca in una zona incerta, tra la realtà esterna e la dimensione soggettiva del poeta. Sono immagini molto violente, strane, a volte quasi urtanti, che creano un contrasto stridente e continuo tra un tono sublime e realtà prosaiche. Questa contrapposizione esasperata di piani stilistici vuole provocare una tensione nel lettore, che sale progressivamente, sino ad un punto di rottura, che si colloca nella penultima strofa e coincide con il clamore delle campane.

Poi si ha una forma di rilassamento della tensione, che non è però liberatorio: dopo la crisi, l'io piomba in uno stato di totale depressione, a cui alludono i cortei funebri che sfilano lentamente, in silenzio. Si può evincere anche che le poesie decadentiste abbiano una forte musicalità e che utilizzino molte metafore come quella del cielo paragonato a un coperchio che pesa sull’anima. Numerose sono anche le parole con accezione negativa e l’unico colore ad essere presente è il nero, a rimandare a questo colore sono ad esempio i pipistrelli, i ragni, la prigione e i funerali.