Garanzia Giovani, il bilancio: più della metà ha trovato lavoro in un anno

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone
garanzia giovani

Un bilancio del programma Garanzia Giovani a sei anni dal via. E' quello che emerge dai dati dell'ultimo rapporto Anpal del 25 settembre. Tra i più interessanti, quelli che riguardano la partecipazione: dall'avvio del progetto al 30 aprile 2020, sono stati circa 1,6 milioni i giovani registrati sulla piattaforma dedicata e circa 1 milione 250 mila sono stati quelli effettivamente presi in carico dai Centri per l’impiego e le Agenzie per il lavoro.
Di questi, circa il 60% (oltre 712 mila) sono stati poi avviati a una misura di politica attiva, cioè a un percorso di lavoro o studio. La mancata presa in carico, dovuta nella maggior parte dei casi all’annullamento dell'adesione a causa di ripensamento, di mancanza di requisiti, di rifiuto della presa in carico oppure per la mancata presentazione al colloquio, ha interessato invece circa 300 mila giovani.

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In cosa consistono le misure di Garanzia Giovani?

Le misure di Garanzia Giovani complessivamente erogate in questi sei anni sono state oltre 1,5 milioni, di cui oltre 610 mila servizi al lavoro e più di 897 mila misure di politica attiva. Tra queste, si registrano 507.707 tirocini svolti presso le imprese, 207.480 incentivi erogati alle imprese per l’assunzione dei NEET e 136.242 corsi di formazione.

Garanzia Giovani: efficace per trovare lavoro?

Ma cosa è successo a livello occupazionale ai giovani che hanno partecipato al programma? Il 53,4% di loro ha trovato un impiego entro 12 mesi dalla presa in carico, percentuale che sale al 57% per coloro che hanno avviato una politica attiva (tra cui, come visto, tirocini, incentivi per l'assunzione o corsi di formazione). Il tasso di occupazione di coloro che hanno concluso una misura è pari al 55%, con sensibili differenze di genere: è infatti più elevato per gli uomini (56,9%) rispetto alle donne (52,9%). Lo stesso parametro, a un mese dalla conclusione del programma è pari al 49,4%, ma sale al 58,4% a dodici mesi. L’82% degli occupati, infine, ha un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre il 15% un rapporto a tempo determinato. Tassi di occupazione più elevati si osservano nel caso dei giovani che hanno beneficiato dell’accompagnamento al lavoro (70,9%) o di un incentivo occupazionale (69,9%).

Gli effetti del Covid-19 su Garanzia Giovani

Stando però ai dati, dopo la forte richiesta dei primi anni, la partecipazione al programma si è normalizzata fino a ridursi negli ultimi periodi (da oltre un paio d'anni i numeri si sono più che dimezzati rispetto all'inizio). Inoltre, nel primo quadrimestre 2020, l’aumento degli iscritti al programma è stato di solo 40 mila unità. In parte, su questo può aver avuto un impatto l’emergenza Covid-19: nel mese di marzo la diminuzione di registrazioni è stata di circa il 66% rispetto al valore atteso e del 75% nel mese di aprile. Nella presa in carico forse gli effetti più evidenti: nei mesi di marzo e aprile c'è stata una perdita rispettivamente del 73% e del 94%, rispetto a una situazione di normalità.
Tuttavia, nonostante le conseguenze negative del periodo di lockdown nei mesi di marzo e aprile sull'occupazione dei giovani, per i partecipanti al programma l'impatto è stato ridotto grazie ai provvedimenti sui licenziamenti contenuti nel decreto Cura Italia. Questo perché gli occupati in Garanzia Giovani hanno soprattutto rapporti di lavoro a tempo indeterminato o di apprendistato, diversamente da quanto si osserva in generale per i giovani under 30 dove è invece alta la quota di lavori a termine.
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29 ottobre 2020 ore 16:15

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