Erectus 4209 punti

Discorso diretto e discorso indiretto nella grammatica italiana


Per riferire i pensieri o parole di qualcuno usiamo
1) Discorso diretto chiamato così perché riporta direttamente le parole pronunciate. Esse vengono collocate fra “…….”
Marta dice a Mario: "Sei molto simpatico"
Marco dice: “Non vado mai a scuola a piedi”
Mia madre mi chiede sempre: "Stai bene?”
Giovanni mi chiede sempre: “Mario è un bravo ragazzo?”
Carlo confessa: “Non ho studiato nulla.”
2) Discorso indiretto con il quale le stesse parole vengono riferite per mezzo di una proposizione subordinata dipendente da verbi come dire, riferire, esclamare, rispondere, chiedere, pensare, ecc.
Marta dice a Mario che è molto simpatico
Marco dice che non mai va a scuola a piedi/Marco dice di non andare mai a scuola a piedi
Mia madre mi chiede sempre se sto bene
Giovanni mi chiede sempre se Mario è/sia un bravo ragazzo
Carlo confessa che non ha studiato nulla/Carlo confessa di non aver studiato nulla

Dal discorso diretto al discorso indiretto


1. Nel passaggio dal discorso diretto al discorso indiretto sono necessari alcuni cambiamenti:
• scompaiono i due punti e le virgolette;
• quando il verbo della reggente è al presente o al futuro non si ha alcun cambiamento nei tempi

Marta dice: "Me ne vado" → Marta dice che se ne va;
Marta dice: "Me ne andai" → Marta dice che se ne andò;
Marta dice: "Me ne andrò" → Marta dice che se ne andrà;
Marta dirà: "Me ne vado" → Marta dirà che se ne va.
2. quando il verbo della reggente è al passato, la trasformazione del discorso diretto in discorso indiretto comporta un cambiamento nel verbo della proposizione dipendente:
- se il verbo della dipendente è al presente, il presente diventa imperfetto:
Luca disse (verbo della reggente al passato): "ho fame" (verbo della dipendente al presente)→ Paolo disse che aveva fame (verbo della dipendente all’imperfetto);
- se il verbo della dipendente è al futuro, il futuro diventa condizionale passato:
Luca disse: "Tra una settima partirò" - Luca disse che tra una settimana sarebbe partito;
- se il verbo della dipendente è al passato, il passato diventa trapassato:
Luca disse: "Sono andato al cinema" - Luca disse che era andato al cinema.
• i pronomi personali e possessivi di prima e seconda persona diventano di terza persona;

• le forme verbali di prima e seconda persona diventano di terza persona:
Laura dice a Marta: "Io vorrei una giacca come la tua"
Laura dice a Marta che lei vorrebbe una giacca come la sua.
Altri cambiamenti possono essere necessari nei dimostrativi e in altre espressioni che collocano le frasi nello spazio e nel tempo, per esempio:
• questo diventa → quello;
• qui diventa → lì;
• ora diventa → allora;
• oggi diventa → quel giorno;
• ieri diventa → il giorno prima;
• domani diventa → il giorno dopo.
Laura disse: "Domani voglio leggere questo libro" - Laura disse che il giorno dopo voleva leggere quel libro.
La trasformazione degli indicatori temporali (ora, oggi, ieri ecc.) non è necessaria quando la frase è al presente:
Laura dice "Ora voglio leggere questo libro" - Laura dice che ora vuole leggere quel libro.
Se il soggetto delle due frasi è lo stesso si può adoperare DI + INFINITO (forma implicita)
Paolo dice:”Non sono d’accordo.” – Paolo dice di non essere d’accordo
Mario dice “Oggi non ho appetito” – Mario dice di non avere fame, oggi.

Se i soggetti sono diversi, si usa CHE + VERBO Coniugato (forma esplicita). Confronta le due trasformazioni che seguono e rifletti. Perché è obbligatorio usare la forma esplicita (che…) piuttosto che la forma implicita (di + infinito)?
Chiara dice a Mauro:”Vado a cucinare.”
Chiara dice a Mauro di andare a cucinare
Chiara dice a Mauro che va a cucinare

Hai bisogno di aiuto in Grammatica per le medie?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove