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Israele – l’aspetto economico


Nonostante le caratteristiche desertiche di buona parte del territorio, il Paese vanta un’agricoltura molto sviluppata che si avvale di tecniche di coltivazione modernissime e fa ampio uso di mezzi meccanici. L’attenzione rivolta dal governo alle opere di irrigazione ha inoltre consentito di trasformare ampie zone desertiche in campi fertili e verdeggianti. La piccola proprietà a conduzione diretta è scarsamente diffusa; prevalgono invece le aziende condotte con il sistema collettivistico o cooperativistico. Nel nord del Paese si sono diffusi i kibbutz, villaggi rurali dove i terreni coltivati sono di proprietà comune. in queste strutture gli agricoltori non vengono stipendiati, ma prelevano dalle casse comuni quanto necessita per il loro sostentamento. In questi ultimi decenni si sono però incrementati i moshav che hanno una fisionomia simile a quella dei kibbutz, ma differiscono da questi poiché le proprietà sono individuali, a eccezione di alcuni terreni che vengono coltivati a beneficio dell’intera comunità. Queste comunità agricole non rappresentano soltanto una forma di lavoro, ma anche una dimensione di vita: hanno infatti le loro leggi, i loro costumi, le loro tradizioni prodotti ortofrutticoli, che il Paese esporta soprattutto nelle Nazioni europee. Fra le colture industriali prevalgono la barbabietola da zucchero e le arachidi. La zootecnia bovina è molto sviluppata e altamente specializzata (la produzione media di latte per vacca è la più alta del mondo). Altre consistenti forme di allevamento sono quelle degli ovini e degli animali da cortile. Fra le risorse del sottosuolo le principali sono il potassio, il sale, i fosfati e il rame. L’industria è articolata e sta assumendo un ruolo sempre più significativo nel quadro dell’economia israeliana, sia per il volume degli affari, sia per la qualità, dei prodotti. I settori più avanzati sono quelli siderurgico, meccanico, petrolchimico, delle armi, alimentare e tessile.
Un’altra notevole fonte di reddito è costituita dal turismo religioso, indirizzato soprattutto verso Gerusalemme, città sacra a Ebrei, Cristiani e Musulmani, e verso i luoghi che testimoniano la vita e l’insegnamento di Gesù. Nonostante l’elevata e crescente inflazione causata dalla lunga guerra con i Paesi Arabi, lo Stato di Israele è il più ricco e sviluppato dei Paesi orientali.
I rapporti commerciali sono vivi soprattutto con gli Stati Uniti, il Giappone e molti Paesi della UE fra cui anche l’Italia. Le esportazioni sono prevalentemente rappresentate da pietre preziose lavorate, da prodotti alimentari e chimici. A causa della scarsità di fonti energetiche, il Paese si vede costretto a importare una notevole quantità di petrolio. Importa inoltre prodotti chimici e farmaceutici, generi alimentari, metalli, pietre preziose e materiale bellico, che incide in modo determinante sul debito commerciale e non viene sufficientemente controbilanciato dai pur consistenti contributi stranieri, soprattutto americani.
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