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Le origini dell’Europa

Nella storia dell’Europa il bacino del Mediterraneo ha avuto un ruolo centrale, esso costituiva una facile e importante via di comunicazione e le grandi civiltà agricole e commerciali conferirono per secoli una posizione di supremazia nei confronti del continente europeo.
Grazie ai Greci, l’affermazione delle poleis, le cittàStato, ha permetto lo sviluppo di un’idea di cittadinanza che garantiva la libertà di iniziativa economica e di espressione politica (democrazia).
I Romani crearono un ordinamento dello Stato e un sistema giuridico in grado di garantire per secoli il controllo di un vasto territorio.
Il mondo romano si fondava su una civiltà di tipo urbano; i Romani costruirono una rete di strade e città che facevano capo alla città per eccellenza.
Il Cristianesimo divenne religione ufficiale dell’Impero romano nel 313 con l’editto dell’imperatore Costantino.

Alla fine del VII secolo d.C. ebbe inizio la spinta espansionistica musulmana che si consolidò nel corso dei due secoli successivi.
Molti scambi commerciali facevano capo ai principali mercati dell’area germanica.
Sulle lunghe distanze viaggiavano soprattutto i Vichinghi, grandi commercianti dell’epoca.
Una nuova spinta allo sviluppo si manifestò nel XII e XIII secolo e favorì l’emergere di nuovi ceti borghesi, nelle attività artigianali e manifatturiere, franata dalle carestie e dalla grande epidemia di peste del XIV secolo.
Alla metà del Quattrocento, le Fiandre, la Germania meridionale e l’Italia settentrionale emersero nel ruolo di principali poli economici del continente.
Insieme al Mediterraneo nel frattempo era cresciuta l’importanza dei porti sul Baltico e di quelli affacciati sul Mare del Nord.
Nell’Europa del corso del Cinquecento ci fu la nascita dei grandi Stati nazionali, processo di riunificazione dei poteri da parte delle monarchie regnanti.
Le principali potenze del tempo, la Spagna, l’Inghilterra e la Francia, divennero delle monarchie nazionali, una forma di Stato che prevedeva la centralizzazione dei poteri.
Se all’interno dell’Europa fu lo sviluppo delle grandi monarchie nazionali, fuori dai suoi confini gli stati europei manifestarono una grande volontà espansionistica.
A partire dal XVI secolo i viaggi oltre oceano e la conquista delle Americhe spostarono dal Mediterraneo all’Atlantico.
Le grandi potenze costituirono vasti imperi coloniali in Africa, Asia e America.
Nel periodo compreso fra il XVI e il XVIII secolo il commercio intercontinentale conobbe una crescita di dimensioni spettacolari in cui l’Europa fece la parte del leone.
Verso la metà del XVIII secolo ci fu una grande trasformazione della realtà economica, la cosiddetta Rivoluzione industriale, iniziato in Inghilterra.
Queste differenze temporali permisero allora all’Europa centro-occidentale e settentrionale di conquistare il primato in campo produttivo, commerciale, militare e politico, mentre il Sud rimase povero e arretrato.
Lo sviluppo dell’industria garantì la nascita e lo sviluppo del capitalismo e del sistema della fabbrica.
Le pessime condizioni economiche e di lavoro sottoposti agli operai stimolarono la nascita delle associazioni dei lavoratori, i sindacati, che lottarono per ottenere aumenti salariali e migliori condizioni di lavoro.
I Paesi colonizzati furono inseriti nello sviluppo dell’industria come fornitori di materie prime e come consumatori dei prodotti fabbricati dagli europei.
Gli Stati Uniti e il Giappone furono in grado di costruire un sistema industriale capace ci competere con quello dell’Europa.
Nel 900 l’invenzione di nuove tecnologie produttive, come la catena di montaggio, consentì agli Stati Uniti di avviare la produzione per il consumo di massa.
In un quadro economico definito da una competizione fra le potenze mondiali per la conquista di nuovi mercati e risorse, la diffusione delle dottrine nazionalistiche favorì lo scoppio della Prima guerra mondiale.
Alla fine della Prima guerra mondiale la geografia politica in particolare dell’Europa centro orientale cambiò profondamente.
Tra le conseguenze della Prima guerra mondiale vi fu l’affermazione, in alcuni Paesi europei, di regimi totalitari: il potere monopolizzato da un solo partito e la libertà era limitata o abolita.
• In Russia, con la Rivoluzione d’ottobre del 1917 si formò l’Unione Sovietica, il primo Stato socialista.
• In Italia il conflitto portò negli anni 20 alla nascita della dittatura fascista.
• In Germania problemi analoghi favorirono l’ascesa del nazismo.
• In Spagna e in Portogallo vennero instaurati regimi totalitari.
l’accresciuta conflittualità fra le potenze portarono alla Seconda guerra mondiale.
La conclusione della Seconda guerra mondiale, determinò la nascita di nuovi equilibri mondiali che resero evidente la fine dell’egemonia europea: l’affermazione di due grandi superpotenze mondiali, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica.
I due blocchi si organizzarono militarmente nella NATO promossa dagli USA e nel Patto di Varsavia, promosso dall’Unione Sovietica.
Questo scontro fu definita anche “guerra fredda” perché non sfociò mai in un conflitto aperto fra le due potenze. Fu comunque una pace armata, caratterizzata da armi nucleari sempre più potenti e numerose.
Le due superpotenze si affrontarono in numerosi conflitti locali.
Il mondo fu così suddiviso nei due blocchi: i sostenitori dell’URSS e i sostenitori degli USA.
Negli anni 60 le relazioni diplomatiche migliorarono avviando una fase definita di coesistenza pacifica.
Nel corso degli anni 80, i Paesi socialisti attraversarono una profonda crisi economica.
Gorbaciov cercò di riformare l’economia socialista in modo graduale, ma le resistenze interne della burocrazia comunista fecero fallire questo tentativo.
Il mancato successo della politica riformatrice di Gorbaciov accelerò la disgregazione del sistema politico ed economico sovietico.
Simbolico fu il cosiddetto crollo del muro di Berlino.
L’Unione Sovietica si è disgregata dando vita alla Federazione russa e a numerosi altri Stati che hanno ottenuto l’indipendenza.
La Germania, che dopo la Seconda guerra mondiale era stata divisa in due Stati è stata riunificata.
La Cecoslovacchia si è divisa in due Stati.

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