Ominide 6604 punti

La scuola dell'esperienza: geografia e medicina

A Mileto nacque verso il 540 a.C. il primo grande geografo dell'antichità, Ecateo, che visitò l'impero persiano e tutto il bacino del Mediterraneo, dal Mar Nero allo stretto di Gibilterra. Tipico rappresentante dello spirito di investigazione, Ecateo mostra un'antipatia vivissima per il lmito: così come, dopo di lui, farà la maggior parte degli autori che, in quel tempo, cominciano a scrivere in prosa, e che son detti "logografi". La contrapposizione tra autori di logoi e di mythoi corrisponde abbastanza bene alla distinzione tra "prosatori" e "poeti"; e contro il modo mitologico di esprimere la verità, proprio dei poeti (primi tra tutti Omero ed Esiodo), i logografi e i rappresentanti dellas cienza come historìa prendono posizione, molto più aspramente che i cultori di una scienza come theorìa. Questi ultimi, anzi, a volte scrivono essi stessi in poesia, e in forme vicine a quelle del mito.

E' vero che gli scrittori di prose vanno anch'essi in cerca del favoloso e del meraviglioso, e che, ancora nel secolo successivo, l'erede spirituale di Ecateo, Erodoto di Alicarnasso (585-525 a.C.), registra nelle sue Storie tutto ciò che gli pare più atto a colpire la fantasia. Ma il meraviglioso degli storici è (o, almeno, pretende di essere) un meraviglioso umano, in contrapposto alle vicende del mito che manifestavano l'attività degli dei.
Un'altra scienza che induce a portare l'attenzione sui fenomeni visibili e palpabili è la medicina. Lo attesta il termine stesso di "empirici" con cui, nell'antichità, si designavano i medici. La medicina nasce, bensì, sul terreno della magia, e non rifugge, in origine, dal sottomettere i corpi agli influssi astrali: ma essa si mette sulla strada della scienza quando, nel tentativo di agire fisicamente sul malato, va in cerca delle cause naturali del suo stato. Ciò avviene, nei paesi di lingua greca, quasi contemporaneamente alla nascita delle altre scienze, e negli stessi luoghi: le coste dell'Asia Minore. A Cnido (poco a Sud di Alicarnasso) prosperò la prima scuola di medicina, in cui si distinse Democede (morto intorno al 540 a.C.). E al di là di un piccolo braccio di mare, nell'isola di Coo, nacque Ippocrate (intorno al 460 a.C.), discendente di una famiglia di medici e vero fondatore della medicina scientifica. Il "metodo ippocratico" rimarrà per secoli il modello di un'investigazione scientifica condotta raccogliendo un gran numero di osservazioni precise, e sottoponendo alla prova dell'esperienza ogni conclusione. In particolare, in un celebre libro "Sul morbo sacro" (o epilessia), Ippocrate contestò che tale malattia derivasse, come si credeva, da una condanna divina, e sostenne che tutto, in natura, è divino, senza per questo cessare di avere cause naturali. Merito precipuo di Ippocrate fu lo studio dell'individualità singola del malato nella sua totalità psicofisica, e l'applicazione di terapie differenziate. Gran viaggiatore anche lui (come tutti gli scienziati "investigatori"), Ippocrate legò il suo nome a una serie di opere (molte certamente dovute alla scuola), che formarono il corpus ippocratum, e costituirono la base di tutta la scienza medica successiva. "Medico" e "seguace di Ippocrate" divennero, così, termini equivalenti.

Hai bisogno di aiuto in Geografia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email