Idealismo estetico

Secondo il pensiero filosofico di Schelling la disciplina più adatta e più indicata per comprendere l'assoluto è l'arte: infatti mentre il filosofo capisce, l'artista inconsapevolmente vive le due fasi dell'assoluto. Egli non sa da dove venga la sua ispirazione, ma le da forma. L'arte che viene messa prima della filosofia stessa, è la sintesi di conscio e inconscio, contenente la progettualità dell'artista e l'oscuro operare dell'inconscio. Essa, pura e disinteressata, è espressione dell'infinito nel finito poiché nasce da spirito e natura che sono parte dell'infinito.

La filosofia di Schelling viene detta "idealismo estetico" per la sua esistenza pratica nell'arte e teorica nella filosofia. Secondo Schelling tutto è assoluto e c'è la suddivisione infatti in "fase conscia" e "fase inconscia" che sono rispettivamente "io" e "non io" oppure "spirito" e "natura". Se è vero che l'idealismo nasce con Fichte, il quale lascia l'oggetto come ostacolo, con Schelling si evolve nella credenza che oggetto e soggetto siano fasi diverse della stessa cosa. Hegel invece non capendo bene la filosofia di Schelling, va oltre ancora e crea la filosofia del divenire, del "panteismo dinamico": cioè tutto è Dio. Un Dio che è in movimento e va attraverso un processo di automiglioramento.

Filosofia idealistica

La filosofia idealistica prende le mosse dalla discussione sul kantismo con due questioni: il significato da attribuire al criticismo (che studia i problemi della conoscenza filosofica scomponendoli in problemi elementari), considerato da alcuni come una filosofia scettica, da altri come un rinnovamento su basi diverse della metafisica, e la distinzione tra fenomeno e cosa in sé, a cui si lega la possibilità di conoscere o meno la realtà dell'assoluto. La filosofia kantiana, nonostante fosse in un certo senso, completa di tutti gli argomenti filosofici più importanti, venne considerata da alcuni contraddittoria.
Prima di Kant: la realtà è ciò che vediamo.
Con Kant: solo il fenomeno può essere conosciuto.
Fichte: la realtà è un prodotto del io.
Schelling: l'io e il non io sono la realtà.
Hegel: la realtà espressione del soggetto.

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