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Pascal

Grande fisico e matematico.
Ottobre 1646: seguendo le idee di Torricelli, ha nuove conferme sull’infondatezza di un assioma rigido secondo il quale non esiste il vuoto, mentre altre prove di ciò si avranno nel 1648.
• Critica del 1600: Galileo Galilei. Successivamente si converte al giansenismo. Si trasferisce a Parigi dove frequenta la mondanità francese ed i salotti aristocratici. Sua sorella si ritirò a Port-Royal dopo la morte del padre avvenuta nel 1651. Quando Pascal la raggiunse conobbe il cavaliere De Méré, che era un vero uomo di mondo e lo inizia al gioco d’azzardo. Costui adora Pascal per i suoi studi sulla probabilità e per la sua corrispondenza con Fermat.
Propone a questi due grandi matematici due quesiti riguardanti il gioco d’azzardo:
1. Quante probabilità ci sono di vincere?
2. Come si fa a dividere giustamente il banco…?
Sottopone a rigore il regno dell’incertezza, il Casinò.

Pascal è convinto che non vi sia una prova certa condotta con lo spirito di geometria. È convinto di poter calcolare sul proprio utile.
Il 23 novembre 1664 si rinchiude a Port-Royal per consacrarsi all’amore che porta al Dio nascosto. Scrive ‘Le lettere provinciali’ ed ‘I pensieri’.
• Pascal è un apologeta (difensore) del cristianesimo.
• Il suo pensiero è una curvatura esistenziale del razionalismo: la ragione (intelletto) non basta, non ci salva.
Per Pascal la domanda è quella sul senso della vita → angoscia Pascal e non può avere risposta per mezzo dello spirito di geometria.
I ‘pensieri’ principali:
• 194: ritiene mostruoso che gli uomini non si pongano la domanda sul proprio senso della vita. Nei confronti della propria esistenza alcuni si distraggono con il ‘divertissement’ → distrarsi e sfuggire dal dare risposta ala domanda e sfuggire all’infelicità che spesso accompagna la paura della morte.
•168: ‘divertissement’: mai fermarsi a pensare, quando l’uomo non ha impegni percepisce la sua nullità, impotenza, vuoto interiore, si annoia: la noia è peggio del dolore, perché il dolore è pieno mentre la noia è ‘horror vacui’; la rivelazione dell’insufficienza di Dio. [es. il gioco, la guerra, il potere = divertissement perché ci distraggono dal pensare, dalla nostra condizione]
•172: il tempo non viene mai vissuto nel presente, preparandoci o rimpiangendo la felicità [passato o futuro]. Deve accettarla attraverso il suo pensiero.
•146: l’uomo è nato per pensare, per rendersi conto della sua condizione. Deve pensare con coraggio alla propria misera condizione. Lo spirito di geometria consegna all’uomo la consapevolezza, ma non sarà sufficiente a dare risposte.
La scienza, ovvero il sapere che si muove con lo spirito veicolato dall’intelletto, nel suo campo di studio è sovrano, ma all’interno del campo dei problemi esistenziali non basta.
Contrappone come nuova via d’accesso il cuore, che lui evidenzia con lo spirito di finezza.
•[177]:‘il cuore ha le sue ragioni, …’
il cuore è in grado di giungere a conoscere cose che la ragione non può afferrare. Antagonismo tra i due spiriti: l’intelligenza razionale-scientifica che ha come oggetto le cose esteriori, fisiche; quando l’oggetto di indagine è la nostra interiorità, l’esistenza, ecco lo spirito di finezza, il cuore che ha per oggetto l’interiorità ed è sostenuto da sentimento e intuizione. Le cose di finezza non si vedono con gli occhi, si sentono, si provano e non si possono dimostrare razionalmente. Guai ad abbandonare però lo spirito di geometria (metodo dimostrativo-matematico) perché permette gli assiomi.
•[66]: la cosa più importante non è la scienza ma la conoscenza.

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