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Nasce nel 1818 in Germania. Ebbe un'educazione basata sul principio di libertà, studia giurisprudenza e si laurea a Jena in filosofia, con una tesi su Democrito ed Epicuro poiché era affascinato dal concetto di Dei e della morte per Epicuro. Durante la sua vita inizia a scrivere su riviste liberali.
Nel 1844 subisce diverse censure dai prussiani e prova ad andare a Parigi. Incontra anche l’emigrazione tedesca.
Nel 1845 dovette andare a Bruxelles dove pubblicò due tesi.
Tra il 1845 ed il 1846 insieme ad Hengels scrisse l'ideologia tedesca, che rappresentava la prima vera rottura con la sinistra hegeliana.
Marx apprezzava la storia come un processo dialettico di Hegel;
Successivamente prende le distanze anche da Feuerbach pur riconoscendone i meriti.

È molto importante il fatto che lui riuscì ad unire la filosofia idealista tedesca all'ideologia francese e all'economia politica classica inglese.

Mosse anche una forte critica a Proudhon, il quale scrisse “filosofia della miseria”: Marx rispose con “miseria della filosofia” scritta nel 1847.

Il reale problema di Marx era cambiare il mondo e scoprirne le leggi, e questo fu il punto più importante del suo materialismo.
Ora il comunismo è visto come l'utopia che fa estinguere lo Stato.
Nel 1848 con Hengels alla lega dei comunisti tedesca scrisse il “manifesto del partito comunista”, in cui espone la sua visione della lotta di classe. Contemporaneamente partecipa ai moti in Germania, torna di nuovo in Francia e poi a Londra, dove muore nel 1883

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