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marx, Karl - Pensiero e opere (3) scaricato 0 volte

Marx

2. Caratteristiche generali del marxismo.
La sua filosofia è caratterizzata da:
1. La sua analisi globale della società e della storia: il suo pensiero è totale e investe le varie parti del sapere indagando il fatto sociale nella sia totalità
2. Il suo legame con la prassi dando all’uomo il compito di un impegno rivoluzionario. Per Marx è importante l’unione tra teoria e prassi
Marx è stato influenzato dalla filosofia classica tedesca (Hegel e Feuerbach), dall’economia politica borghese (Smith e Ricardo) e dal pensiero socialista che sintetizza in modo creativo che ne va oltre, dando una nuova visione del mondo.

3. La critica del misticismo logico di Hegel.
Il rapporto tra Marx ed Hegel è complesso ed è molto discusso: alcuni sottolineano le relazioni di continuità altri i motivi di rottura. Sicuramente l’hegelismo ha influenzato la filosofia di Marx.

La Critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico (documento-chiave per la formazione del suo pensiero) è uno scritto filosofico e politico e si possono distinguere 2 momenti:
3. filosofico-metodologico. Secondo Marx lo stratagemma di Hegel sta nel fare delle realtà empiriche delle manifestazioni necessarie dello Spirito affermando che lo Stato presuppone una sovranità, che si incarna nel monarca, e deduce la logicità della monarchia identificandola con la razionalità politica in atto. Questo procedimento viene chiamato da Marx misticismo logico in cui le istituzioni diventano allegorie di una realtà spirituale nascosta. Esso è dovuto al fatto che l’idealismo fa del concreto la manifestazione dell’astratto. Al metodo mistico oppone quello trasformativo che ricapovolge ciò che l’idealismo ha capovolto e riconosce ciò che è soggetto e ciò che è predicato. Il misticismo hegeliano è anche conservatore politicamente in quanto trasforma i dati di fatto in manifestazioni razionali e necessarie dello Spirito.
4. storico-poilitico.

5. La critica dell’economia borghese e la problematica dell’alienazione.
I Manoscritti economico-filosofici sono il primo approccio di Marx all’economia politica. Per lui, l’economia borghese è l’espressione teorica della società capitalistica ma la rimprovera di fornire un’immagine sbagliata del mondo borghese. L’economia borghese eternizza il sistema capitalistico considerandolo come il modo naturale di produrre e distribuire le ricchezze. Essa non vede la conflittualità caratteristica del sistema capitalistico che si incarna tra borghesia e proletariato. Ciò viene definito alienazione già usato da:

5. Hegel secondo il quale ha un carattere negativo e positivo in quanto lo Spirito si fa altro da sé per potersi riappropriare di sé.
6. Feuerbach secondo il quale ha un carattere solo negativo in quanto si identifica con l’uomo religioso che si sottomette a Dio
Marx si rifà a Feuerbach dal quale accoglie la struttura formale dell’alienazione ma per lui è un fatto reale di natura socio-economica e si identifica con la condizione storica del salariato nella società capitalistica. L’alienazione dell’operaio si divide in quattro aspetti fondamentali connessi tra loro:
7. Il lavoratore è alienato rispetto al prodotto della sua attività: produce un oggetto che non gli appartiene
8. Il lavoratore è alienato rispetto alla sua stessa attività: diventa un lavoro forzato in cui l’uomo è strumento per il profitto del capitalista e si sente bestia quando dovrebbe sentirsi uomo (lavoratore) e si sente uomo quando si comporta da bestia (capitalista)
9. Il lavoratore è alienato rispetto al proprio genere: dovrebbe fare un lavoro libero e creativo mente ne fa uno forzato e ripetitivo
10. Il lavoratore è alienato rispetto al prossimo: il prossimo è il capitalista che lo tratta come un mezzo
La causa dell’alienazione sta nella proprietà privata dei mezzi di produzione in cui il capitalista può sfruttare gli individui per accrescere la sua ricchezza. L’alienazione può essere superata con l’eliminazione della proprietà privata e la nascita del comunismo.

6. Il distacco da Feuerbach e l’interpretazione della religione in chiave sociale.
Per Marx la sua più grande rivoluzione consiste:

11. nella rivendicazione della naturalità e della concretezza degli individui
12. nel rifiuto dell’idealismo di Hegel, rovesciando soggetto e predicato e permettendo la demistificazione della dialettica hegeliana
ma Feuerbach ha perso di vista la dimensione storica e sociale dell’uomo. Andando oltre il filosofo, Marx, ritiene che l’individuo è reso tale dalla società storica in cui vive. Quindi Marx corregge Hegel con Feuerbach e Feuerbach con Hegel in quanto, difende la naturalità dell’uomo e la sua socialità e storicità. Per Marx ogni discorso sull’uomo si risolve in un discorso sulla società e sulla storia. Inoltre, Feuerbach, ha capito che non è Dio a creare l’uomo, ma è il contrario. Però non ha saputo cogliere le cause di ciò o fornire mezzi per superarlo e Marx crede che le cause di questo fenomeno vadano ricercate nella società storica. Per Marx la religione è l’oppio dei popoli e nasce per le ingiustizie sociali, come consolazione nell’aldilà di ciò che è negato nell’aldiquà. Essa si può eliminare solo con la trasformazione della società: se la religione è il frutto malato di una società malata, l’unico modo per sradicarla è distruggere le strutture sociali che la producono. Al materialismo speculativo di Feuerbach, Marx oppone un nuovo materialismo che considera l’uomo come prassi e ritiene che la soluzione ad esso sia l’azione.

7. La concezione materialistica della storia.
L’Ideologia tedesca scritta da Marx ed Engels mette in chiaro la concezione ideologica della filosofia tedesca e tenta di cogliere il movimento reale della storia. L’ideologia è una falsa rappresentante della realtà e allude ai rapporti reali tra gli uomini. Marx vuole svelare la verità sulla storia e raggiungere un punto di vista oggettivo sulla società che mostri gli uomini come sono realmente. Ciò comporta la distruzione della vecchia filosofia idealistica e l’inaugurazione di una nuova scienza. L’umanità è una specie evoluta composta da individui che lottano per la sopravvivenza ed è un processo fondato sulla dialettica bisogno-soddisfacimento. La prima azione storica è la creazione di mezzi per soddisfare i bisogni dell’uomo che, ancora oggi, viene fatta. Proprio quest’azione materiale umanizza l’uomo, e alla base della storia, quindi, c’è il lavoro grazie al quale l’uomo si rende tale distinguendosi dagli animali. Marx distingue due elementi di fondo che stanno alla base della sua concezione storica:

1. le forze produttive sono tutti gli elementi necessari al processo di produzione, ovvero:
- gli uomini che producono (forza-lavoro)
- i mezzi usati per produrre
- le conoscenze tecniche e scientifiche per organizzare e migliorare la produzione
2. i rapporti di produzione sono i rapporti che si instaurano tra gli uomini nel corso della produzione e regolano il possesso e l’impiego di mezzi di lavoro. Essi trovano la loro espressione giuridica nei rapporti di proprietà.
Entrambi rappresentano il modo di produzione e la base economica di esso costituisce la struttura. Marx giunge a un materialismo storico secondo il quale è la struttura economica della società a determinare le leggi, lo Stato, le religioni e le filosofie, non il contrario. Quindi le vere forze motrici della storia sono di natura socio-economica e, in questo modo, si oppone all’idealismo storico. Essi sono lo strumenti interpretativo della dinamica della società e sono la legge stessa della storia. I rapporti di produzione si mantengono finchè favoriscono le forze produttive e vengono distrutti quando diventano ostacoli. Le forze produttive, grazie al progresso, si sviluppano più velocemente e sono incarnate da una classe in ascesa mentre i rapporti di proprietà sono incarnati dalla classe dominante e ciò porta allo scontro sociale, politico e culturale. Alla fine vince la classe che esprime le nuove forze produttive. Un esempio è la Francia del ‘700 in cui ci fu uno scontro tra borghesia (espressione delle nuove forze produttive) e aristocrazia (espressione dei vecchi rapporti), con la vittoria della borghesia. Dato che il lavoro in fabbrica avviene grazie al lavoro collettivo, la ricchezza dovrebbe essere distribuita equamente quindi, il capitalismo, porta in se il socialismo.
Marx distingue 4 epoche caratterizzate dalla formazione economica della società: asiatica (basata sul comunismo), schiavista, feudale e borghese. Le grandi formazioni economico-sociali sono:
- la comunità primitiva
- la società asiatica
- la società antica
- la società feudale
- la società borghese
- la futura società socialista
esse non sono tappe necessarie ma rappresentano gradini di una sequenza che procede dall’inferiore al superiore; la storia va dal comunismo primitivo a quello futuro e il comunismo è lo sbocco della dialettica storica. Per Marx, come Hegel, la storia è una totalità processuale dominata dalla forza della contraddizione ma l’ha rovesciata facendola camminare sui piedi e non sulla testa:
- il soggetto della dialettica storica è rappresentato dalla struttura economica e dalle classi
- la dialetticità del processo storico è empiricamente e scientificamente osservabile attraverso i fatti stessi
- le opposizioni che muovono la storia sono concrete e determinate
Marx si oppone anche alla Sinistra hegeliana chiamandoli ideologi in quanto non si rendono conto che le idee non hanno un’esistenza autonoma e alle loro idee oppone le sue tesi:
Ideologi Marx
sopravvalutano la funzione delle idee (forze trainanti degli avvenimenti) e degli intellettuali (fabbricanti della storia) le vere forze motrici della storia sono le strutture economico-sociali
presentano le proprie idee come universalmente valide le idee non hanno un valore universale in quanto rispecchiano rapporti storici tra gli uomini
credono che il negativo del mondo risieda nelle idee sbagliate la vera alienazione risiede nelle situazioni sociali concrete
forniscono un quadro deformante del reale combattono le frasi del mondo, non il mondo reale poiché il sapere effettivo può solo essere aderente al reale

8. La sintesi del Manifesto.
Il Manifesto del partito comunista espone gli scopi e i metodi dell’azione rivoluzionaria ed è una summa della concezione marxista del mondo. I punti salienti sono:
1. l’analisi della funzione storica della borghesia: ne sintetizza i meriti e i limiti. È una classe dinamica che non può esistere senza rivoluzionare continuamente gli strumenti di produzione e i rapporti sociali. Ma ora si trova sottomessa alla logica del profitto personale e il proletariato intraprende una lotta di classe
2. il concetto della storia come lotta di classe e il rapporto tra proletari e comunisti: il soggetto autentico della storia è la lotta tra le classi che si è sempre conclusa con la trasformazione rivoluzionaria della società.
3. la critica dei socialismi non scientifici
Marx critica i socialismi precedenti e raggruppa la letteratura socialista e comunista in 3 tendenze:
1. il socialismo reazionario: attacca la borghesia secondo parametri conservatori facendo tornare indietro la storia. Esso si divide in:
- socialismo feudale: che vuole abolire la società capitalistica moderna e tenta di ritornare all’alienazione passata mentre il proletario mira alla superazione di ogni alienazione.
- socialismo piccolo-borghese: esprime il punto di vista della piccola borghesia rovinata dal capitalismo industriale e vuole ritornare a una situazione pre-borghese.
- socialismo tedesco: riprende quello francese e si oppone alle conquiste della borghesia liberale che gli operai vorrebbero avere.
2. il socialismo conservatore: di cui ne fanno parte coloro che credono che si possa rimediare agli errori del capitalismo senza distruggerlo. Essi vorrebbero la borghesia senza il proletariato non accorgendosi che il capitalismo produce i propri inconvenienti.
3. il socialismo e comunismo critico-utopistici: essi non riconoscono al proletariato una funzione storica e rivoluzionaria autonoma e fanno appello a tutti i membri della società muovendosi in una dimensione moralistica e utopistica. Essi hanno delineato società ideali. Ad essi contrappone il proprio socialismo scientifico basato su un’analisi critoco-scientifica dei meccanismi sociali del capitalismo e sull’individuazione del proletariato come forza rivoluzionaria che deve abbattere il sistema borghese.

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