La"Critica della ragion pura",Immanuel Kant

Critica della ragion pura

La "Critica della ragion pura" è un'analisi critica dei fondamenti del sapere divisa in due parti: - la "Dottrina trascendentale degli elementi",che si suddivide a sua volta in "Estetica trascendentale" e "Logica trascendentale" (quest'ultima a sua volta divisa in Analitica trascendentale e Dialettica trascendentale); -e la "Dottrina trascendentale del mondo" Analizzando il titolo di quest'opera ci accorgiamo che per "Critica" si intende analisi delle condizioni di conoscibilità dell'oggetto da parte del soggetto (argomento di cui si occupa la filosofia trascendentale) e che per "Ragion Pura" si intende ogni forma di conoscenza che si ha a prescindere dall'esperienza (e quindi a priori). In quest'opera Kant si chiede come sia possibile la scienza,quali siano le sue condizioni di possibilità e come sia possibile la metafisica come scienza. Inizia con l'analizzare i fondamenti della matematica e della fisica,ossia del sapere scientifico certo,partendo dai suoi elementi base: i giudizi che,sostiene Kant,sono le proposizioni della scienza poiché composte da un soggetto e un predicato,ed è solo grazie ad esse che possiamo ottenere la conoscenza ( ad esempio, la frase "il prato è verde"ci offre la conoscenza riguardante il colore del prato). Pensare in pratica,per il filosofo vuol dire giudicare. A tale proposito Kant individua tre tipi di giudizi: -giudizi analitici: ovvero i giudizi a priori, dotati di universalità e necessità ma privi di novità poiché il predicato non aggiunge nulla di nuovo al concetto implicato nel soggetto(ad esempio "tutti i corpi sono estesi"); -giudizi sintetici: ovvero quei giudizi ove il predicato offre un contenuto informativo nuovo e che di conseguenza ci offre conoscenza,( ad esempio: "tutti i corpi sono pesanti") ma che non garantisce necessità e universalità poiché si tratta di giudizi provenienti dall'esperienza e quindi detti a posteriori; e infine i -giudizi sintetici a priori: che sono quei giudizi basati sulla scienza di Newton,dotati di universalità e necessità poiché a priori ma che ci offrono anche una novità perché il predicato aggiunge un'idea nuova al soggetto.

Kant fece una rivoluzione in campo filosofico analoga a quella che fece Copernico nel campo dell'astronomia, ed è proprio per questo motivo che la sua rivoluzione viene chiamata "Rivoluzione copernicana". Kant usa l'immagine di Copernico in ambito filosofico:egli scoprì che non era il sole a girare intorno alla terra ma bensì il contrario ribaltando il rapporto esistente fra soggetto e oggetto,così facendo egli dimostrò quanto l'osservatore influisse sul fenomeno osservato. Kant affermava la stessa cosa: l'osservatore ha un ruolo attivo nella determinazione del mondo conosciuto per mezzo di forme a priori (precedenti e indipendenti dall'esperienza),ossia lo spazio e il tempo che sono per il filosofo strutture innate nell'uomo che organizzano i dati ricevuti dai sensi. Lo spazio fonda la validità della geometria poiché grazie ad esso le cose si presentano disposte le une accanto alle altre,mentre il tempo fonda la validità dell'aritmetica poiché soltanto in virtù di esso possiamo cogliere il concetto dei numeri e della loro successione. Questo argomento viene trattato ne "L'Estetica trascendentale" che,come già si sarà intuito,studia la conoscenza sensibile.
Ne "La Logica trascendentale" invece,l'oggetto d'indagine è la validità oggettiva delle conoscenze a priori dell'intelletto e della ragione. Come già detto,questo capitolo si suddivide in due parti: "L'Analitica trascendentale" e "La Dialettica trascendentale". Ne "L'Analitica trascendentale" viene trattata la facoltà dell'intelletto di unificare ad esso le intuizioni sensibili. A tal proposito Kant ipotizza una tavola delle categorie in grado di offrirci un quadro di tutti i concetti puri di cui si serve l'intelletto nella sua attività conoscitiva. Individua 12 categorie a loro volta raggruppate in quattro classi: quantità,qualità,relazione e modalità, che rappresentano i modi universali del pensare e corrispondono ai vari tipi di giudizi. Formulata la tavola delle categorie,Kant si trova di fronte al problema della giustificazione della loro validità e del loro uso: è giusto che le categorie pretendano di valere anche per gli oggetti reali pur essendo forme oggettive della mente? Cercando di trovare risposta a questa domanda,Kant introduce quella che chiama "deduzione trascendentale delle categorie" il cui scopo consiste nel giustificare la legittimità di applicazione delle 12 categorie e arriva alla conclusione che tutto il processo conoscitivo è fondato su quello che definisce "io penso",che è il centro mentale unificatore e organizzatore di tutte le rappresentazioni,che si serve appunto delle 12 categorie ed è giustificato proprio perché le categorie di cui si serve sono legittimamente applicate agli oggetti in quanto è solo grazie ad esse che ogni oggetto è possibile. Ne "La Dialettica trascendentale" invece,critica la metafisica,la quale cerca di superare i limiti dell'esperienza e cerca di attingere l'infinito e l'incondizionato attraverso l'unificazione dei dati del senso interno,esterno e senso interno ed esterno che sono rispettivamente: l'idea dell'anima,l'idea del mondo e l'idea di Dio. Avanza questa critica sostenendo che la metafisica commette tre errori,uno per ogni dato a cui si affida per apprendere: -L'errore de l' idea dell’anima nasce quando la ragione applica la categoria della sostanza all’Io penso,attribuendogli una corporeità;
-L'errore de l'idea cosmologica nasce quando la ragione pretende di raggiungere una spiegazione globale di ciò che esiste cadendo inevitabilmente nell'errore poiché la totalità della realtà non può mai essere oggetto di un'esperienza possibile per l'uomo;
-L'errore de l'idea teologica nasce quando l'uomo vede Dio come totalità e fondamento di tutto ciò che esiste dato che non è possibile dimostrare con prove certe la sua esistenza. Su quest'ultima si soffermò particolarmente demolendo quelle che all'epoca erano i tre maggiori pensieri che cercavano di provare l'esistenza di Dio: la prova ontologica,la prova cosmologica e la prova fisico-teologica. La prova ontologica affermava la necessaria esistenza di Dio in quanto essere perfetto (e quindi anche necessariamente esistente). Kant demolisce questo pensiero affermando che esso non può provare l'esistenza di Dio proprio perché di un essere perfetto non possiamo dedurre la realtà ma solo le sue caratteristiche ideali. La prova cosmologica affermava l'esistenza di Dio partendo dall'esistenza degli enti (prova usata da San Tommaso). Kant sfatò anche questa prova affermando che questo pensiero,connettendo appunto l'esistenza degli enti a quella di Dio era di per se impossibile poiché non si può pensare di connettere fenomeni sensibili a qualcosa che trascende dal mondo fenomenico (Dio).

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