Indice
Leggi naturali e positive
Costituzioni concesse: il sovrano le può ritirareCostituzioni votate: nessuno le può togliere ai cittadini
Leggi positive: leggi scritte dagli uomini, a causa di alcune necessità
Leggi naturali: legate al fatto che siamo esseri umani, quindi sono diritti umani (es. diritto alla vita).
Oggi ci si pone la domanda se le leggi positive debbano sempre seguire quelle naturali e viceversa.
Es (legge positiva) leggi razziali entrate in Italia nel 1938: un bambino ebreo non può più entrare a scuola. (Legge naturale) tutti possono frequentare la scuola, qualunque sia il loro luogo di provenienza.
Nel 1625 viene scritto da Ugo Grozio il testo "del diritto di guerra e di pace", che viene ricordato perché è il testo che dà luogo alla teoria secondo cui le leggi naturali hanno la precedenza.
Ugo Grozio, nel libro di diritto "della pace e della guerra", afferma che avendo diritti naturali, ci organizziamo dentro ad una società, tutto questo dà luogo al contrattualismo: ovvero il legame civile tra le persone è un contratto tra le persone e chi ci governa -> niente di divino, soltanto qualcosa di ragionevole.
Giusnaturalismo: Sostiene che le leggi naturali sono la base e devono guidare le leggi positive (concetto introdotto da Grozio).
Grozio parla anche di un contratto tra gli uomini: tra chi detiene il potere e il popolo, per noi è la Costituzione (=patto che accettiamo per essere cittadini italiani); chi ha il potere e anche sottoposto a queste leggi.
Il contratto tra chi è al potere e il popolo è chiamato CONTRATTUALISMO: dottrina in base alla quale che afferma che questo è un patto tra chi detiene il potere e il popolo. Nasce con l'opera di Ugo Grozio.
Hobbes
Si approfondisce il contrattualismo con il leviatano di Hobbes.Il leviatano nei testi biblici è un mostro, invece secondo Thomas Hobbes è un uomo con un corpo costituito da uomini, ovvero i suoi sudditi, lui è enorme rispetto alla città perché è superiore a tutto, nelle mani ha due simboli: la spada, simbolo laico, perché protegge i suoi sudditi, e la tiara, simbolo religioso perché lui è un'emanazione di Dio -> equilibrio tra potere laico e potere religioso.
Gli uomini fanno un patto tra di loro e danno vita al leviatano, donandogli il compito di proteggerli e permettere loro di occuparsi della loro vita, infatti i cittadini sono guidati da una sola testa (quella del leviatano). Quindi la monarchia assoluta, è un patto stipulato tra i sudditi, quest’ultimi non possono vivere in una condizione naturale, ovvero senza regole, ognuno si protegge, tutti vogliono avere tutto per sé; di conseguenza per entrare in una condizione di civiltà gli uomini fanno un patto per essere protetti, guidati, e non devono preoccuparsi della loro condizione naturale.
I sudditi hanno ancora diritto di sopravvivere ma hanno ceduto tutto al leviatano, che come un grande padre li protegge e cerca di mandare avanti lo Stato, conducendolo.
Per Hobbes il sinonimo di ragionare è calcolare. (= tolgo concetti, aggiungo concetti, ecc...)
Hobbes parte dall'idea che esista una immaginaria condizione/stato di natura, che è una condizione in cui immagina gli uomini che vivono insieme ma senza leggi, quindi ognuno pensa a sé stesso, vuole tutto per sé stesso e cerca di mantenere questa condizione di guerra di uno contro tutti e tutti contro uno (omonimi lupus), in cui la sicurezza viene affidata a se stesso; questa però NON può essere una condizione felice, perché non c'è progresso, né arte, ma l'unica preoccupazione dell'uomo è di prendere il più possibile e mantenerlo, QUINDI si può vivere soltanto a giornata e non si può costruire nulla (è una condizione di stress per Hobbes).
Hobbes però sostiene che gli uomini siano tutti uguali perché tutti dotati di ragione e poiché sono dotati di ragione e non vogliono stare in una condizione di infelicità, grazie alla ragione, pongono dei contratti/ limiti/leggi/regole da permettere un vivere migliore, arrivando ad una condizione di civiltà. Le regole sono suggerite esclusivamente dalla ragione per migliorare le loro condizioni di vita.
Nel leviatano (nel 1651) elenca 19 regole, tre importanti:
la ricerca della pace -> solo in una situazione di pace si può effettivamente costruire qualcosa
ogni singolo uomo deve rinunciare al diritto su tutto/ a volere tutto
quando si firmano le regole, devono essere rispettate (=bisogna rispettare i patti)
Per far in modo che vengano rispettate le regole, bisogna inserire anche delle conseguenze/punizioni nel caso non vengano rispettate, imposte da coloro che hanno l’autorità. Queste punizioni vengono decise dall'autorità. Quindi ritiene che sia necessario stipulare un contratto per ottenere la pace. Questo contratto è stipulato NON tra sudditi e sovrano, ma solo tra i sudditi che decidono che non conviene loro la situazione naturale e quindi decidono di dare tutti i loro diritti (meno 1, diritto alla vita) in mano al sovrano. Nel momento in cui si stipula il contratto, secondo Hobbes si forma contestualmente sia lo Stato, sia la società civile perché insieme ci si accorda di voler dare questi diritti ad una persona, formando lo Stato -> chiamato II cvontrattualismo.
Questa situazione (lo stato civile) è conveniente all'uomo perché gli permette di vivere in pace, avendo qualcuno che si occupa dei diritti, l'unico diritto che rimane un del suddito è il diritto alla vita. Hobbes era un uomo pavido, che aveva vissuto brutti periodi di guerra quindi ritiene che la pace sia l’unico modo in cui l’uomo può vivere dignitosamente, ma per vivere in pace i patti vanno rispettati.
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Hobbes afferma che la legge ci limita, ma anche in un senso buono, perché grazie ad essa ho delle sicurezze. Grazie a un contratto ottengo la pace.
Secondo lui l'uomo è un individuo egoista che vuole tutto per sé ma che per stare bene deve avere delle regole (molto diverso da Aristotele che ritiene che l'uomo sia un animale sociale).
Animale politico di Aristotele e animale sociale di Hobbes al mondo d'oggi:
Animale politico di Aristotele
Partecipare alla vita democratica: andare a votare, partecipare a manifestazioni pacifiche o far parte di un partito politico.
Impegno civico: fare volontariato, unirsi a un'associazione ambientalista o a un gruppo che difende i diritti umani.
Animale sociale di Hobbes
1. Le leggi e la polizia: esistono per garantire sicurezza e impedire che le persone si facciano del male a vicenda.I contratti di lavoro: regole che evitano conflitti tra datore e dipendente.
I social network moderati: piattaforme che impongono regole per evitare odio e violenza verbale.
Lo Stato moderno: le persone accettano di pagare tasse e rispettare leggi in cambio di protezione e servizi (scuola, sanità, sicurezza).
Hobbes non parla solo di un sovrano a cui dare in mano tutti i diritti, ma colui che è sopra le leggi, può essere anche un'assemblea quindi non è proprio il teorico dell'assolutismo, ma il teorico dell'idea di una società che mi assicura la pace, lo sviluppo e il benessere.
Hobbes teorizza un modello assolutistico, non quello di Luigi XIV.
Per Hobbes valgono di più le leggi fatte dagli uomini, rispetto alle leggi naturali.
Il sovrano ha una sovranità
indivisibile (è l'unico ad avere questo potere, non può dividerlo con altri),irrevocabile (prende i diritti e non li può lasciare/ deve mantenere il suo obbligo),
assoluta (perché è una monarchia assoluta, solo lui ha il potere).
Il sovrano, attraverso le leggi, mantiene la pace e detiene i diritti dei sudditi e questi ultimi ne mantengono solo 1 (diritto alla vita). Hobbes sostiene che questa condizione di civiltà è più conveniente per gli uomini rispetto alla condizione naturale perché anche se l'uomo ha tanti obblighi, può occuparsi di tutte le attività (musica, teatro,...) e di altro che non sia difendersi da tutto e da tutti.
Hobbes supera il giusnaturalismo perché per lui le eleggi positive sono più importanti rispetto a quelle naturali. Nasce quindi il giuspotivismo.
Con il giuspositivismo vi sono leggi positive e leggi naturali, quindi le leggi sono dipendenti dalla cultura, area geografica e dal momento storico in cui ci si trova, le leggi vengono discusse quando ve ne è il bisogno. Nel giuspositivismo Le leggi positive (scritte dagli uomini) sono più importanti rispetto a quelle naturali, vengono portate dal sovrano e hanno la priorità su tutte le altre.
Il sistema totalitario è diverso da uno monarchico perché nel totalitarismo anche la vita privata viene controllata (es nel fascismo tutto era controllato), mentre la monarchia si occupa solo dell'ambito pubblico.
Hobbes e la religione
Secondo lui può essere una forza sommersiva e quindi è meglio tenerla sotto controllo (infatti il leviatano la controlla anche). È necessaria una religione di Stato in modo da evitare dissidi interni tra i sudditi ed è il sovrano che detiene la religione (parla della chiesa anglicana, perché quando si divide da quella di Roma, va nelle mani del sovrano)Se per Hobbes il sovrano è escluso dal contratto perché è assoluto (è escluso dalle leggi), per Locke è il sovrano stipula il contratto con i sudditi
John Locke
Nel 1689 John Locke scrive due trattati sul governo.L'Inghilterra sta vivendo un periodo di rivolte e innovazioni (es il Parlamento acclama l’arrivo di Guglielmo d'Orange che giura sulle leggi).
Locke vive il periodo della gloriosa rivoluzione ed è un suo sostenitore, ritiene che l'Inghilterra con questo abbia fatto un grande passo avanti e di questo ne parla anche nei trattati. Nel primo trattato critica il re nella sua forma assoluta, nel secondo descrive come sia possibile avere una visione alternativa.
Prende ispirazione da "Patriarca" un testo (scritto nel 1680 da Fielman) in cui si parla dell'attualità al tempo, in cui Fielman era convinto dell'assolutismo monarchico e lo sosteneva in modo poco filosofico, affermando che Dio aveva attribuito ad Adamo un certo diritto e che questo diritto era stato trasmesso da Adamo a tutti i sovrani -> era una semplice affermazione, del tutto illogica, forse teologica. Con questo giustifica il fatto che che il sovrano ha una legittimazione divina.
Locke va quindi contro a questo testo nei due trattati, criticando questa posizione e criticando l'assolutismo (non per come viene esposto tramite il leviatano di Hobbes, ma per come viene esposto nel Patriarca), anche perché secondo la visione di Fielman Dio avrebbe dovuto dare i diritti a tutti i padri di famiglia non solo ai sovrani.
Locke è considerato il padre del liberalismo (liberale= colui che ritiene giusta la dottrina del liberalismo).
Liberalismo= dottrina politica in cui si afferma che la libertà individuale è superiore a tutto.
Liberismo= dottrina economica che afferma in cui si afferma che lo Stato non deve intervenire sull'economia e che i cittadini sono liberi di poter sviluppare le loro ricchezze.
Locke fa parte della famiglia dei contrattualisti insieme a Hobbes e Rousseau (contrattualismo= teoria esistente secondo cui lo stato ha origine in un contratto/patto tra i cittadini o sudditi, va quindi contro l’idea che lo stato sia voluto da Dio).
Nel primo trattato svolge una sorta di confutazione, secondo lui tutto parte dallo stato di natura degli uomini che ha però una condizione di eguaglianza, libertà e rispetto reciproco tra gli uomini che collaborano e sono razionali (differenza -> per Hobbes nello Stato di natura gli uomini sono tutti contro tutti, è un artifizio) e dove vi sono tre diritti fondamentali:
- alla vita;
- alla libertà;
- alla proprietà (legato al lavoro, è la base della sua teoria).
Secondo lui Dio ha donato agli uomini la terra e ognuno ne deve avere una parte, ogni uomo riesce ad appropriarsene tramite il suo lavoro (come all’uomo appartiene il suo corpo, anche il frutto del lavoro del suo corpo gli appartiene): con il mio lavoro creo dei prodotti, tramite i prodotti che vendo posso impossessarmi di qualcosa. Inizialmente non c'era bisogno di possedere qualcosa, con l'invenzione della moneta nasce questo bisogno.
Nello stato di natura vi sono 3 fasi del diritto di proprietà:
I beni naturali sono a disposizione di tutti e quindi ognuno può prendere quello che vuole in base al proprio bisogno
Proprietà in base al bisogno e alle capacità lavorative (=metto il mio bene che produco io a disposizione di tutti, in cambio prendo un prodotto da altri -> economia di scambio)
Viene introdotto il denaro e nascono delle disuguaglianze per motivi di arricchimento -> alcune persone riescono ad accumulare una somma di denaro, altri no.
La proprietà diventa privata che porta a furti e violenze, DISEGUAGLIANZA a causa della giustizia privata.
Limiti: Da questo momento lo stato di natura non può più funzionare, infatti se la proprietà è diritto dell’uomo, lo Stato non può violarlo e tutelarlo poiché non c’e:
- Legge fissa (per poter godere del diritto della proprietà privata e della sicurezza, gli uomini devono farsi giustizia sa soli)
- Giudice imparziale
- Forza coercitiva (che obbliga a fare un qualcosa)
Per questo gli uomini si riuniscono in una comunità/società civile, perché vogliono tutelare la loro sicurezza e possono decidere la propria forma di governo (sicuramente gli uomini, dotati di ragione, non scelgono la monarchia assoluta). Con questo confuta la teoria del "patriarca" e anche del leviatano di Hobbes.
Locke non parla di contratti ma di rapporti di fiducia, ed è considerato il padre del Liberalismo.
Locke immagina uno Stato minimo= lo Stato interviene al minimo sulla vita dei suoi cittadini. Difende il diritto alla vita, alla libertà e alla proprietà dei bene del singolo.
Nello stato minimo la sovranità appartiene al popolo che da il potere di promulgare le leggi ad una assemblea. Vi anche è il potere esecutivo —> vigilare sull'esecuzione delle leggi e il potere federativo ->si occupa delle relazioni dello Stato con l'esterno (politica estera). Non esiste il potere giudiziario. Questa divisione dei poteri ricorda la teoria di Montesquieu.
Gli uomini si affidano al principio di maggioranza e nel momento in cui il governo è messo in carica, il patto deve essere messo in atto su tutti (anche se io non l’ho votato, mi adeguo e rispetto ciò che la maggioranza ha votato).
Oltre al trattato tra sudditi e re, i sudditi hanno un diritto di resistenza -›il potere di destituire il re quando non c'è più fiducia e viene tradito il mandato del sovrano.
(Come succede nella gloriosa rivoluzione in cui Giacomo Il viene destituito e sostituito con Guglielmo d'Orange).
Il liberalismo fa si che la libertà dell'uomo sia sempre prioritaria, l'uomo è libero prima perché obbedisce solo alle leggi di natura e poi perché obbedisce solo alle leggi comuni.
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Rousseau
1751, prima della rivoluzione francese, periodo di disuguaglianza: in Francia l’accademia di Digione bandisce un concorso e chiede agli studenti di rispondere a una domanda: quale fosse l'origine della disuguaglianza tra gli uomini e se essa fosse autorizzata dalla legge naturale? (poiché se è naturale, non si possono trovare risposte). Rousseau manda un saggio per rispondere e verrà premiato per questa sua risposta, verrà successivamente pubblicato due anni dopo (1753), il libro "il discorso sull'origine e i fondamenti dell'ineguaglianza tra gli uomini” in cui viene analizzato il problema delle disuguaglianze (il nodo centrale della vita politica sono le disuguaglianze secondo lui).La sua risposta alla domanda aveva una tesi, ovvero che la diseguaglianza tra ricchi e poveri era a causa della proprietà privata (chi per primo ha affermato di possedere qualcosa ha dato inizio alla società civile attuale e se qualcuno gli avesse ricordato che la terra era di tutti, il problema non si sarebbe creato e la società civile sarebbe stata molto più tranquilla e pacifica).
Rousseau sta sulla stessa linea di Hobbes e di Locke: in cui c'è uno stato di natura e poi una formazione di uno Stato civile.
La condizione di natura per Rousseau è uno stato di natura in cui l'uomo é buono (solo l'incivilizzazione lo porta a conoscere la cattiveria) e si trova in uno stato di uguaglianza in cui tutto è di tutti, quindi non dovendo difendere alcunché, è una condizione buona e serena, ed è l'epoca più felice dell'umanità, viene definita la condizione del buon selvaggio, ovvero qualcuno che vive bene, nell'onestà, a contatto con la natura e senza problemi, è un personaggio ingenuo in modo positivo, non ha malizia o cattiveria (differenza = per Hobbes era strutturata e l'uomo era malvagio, per Locke era una fase dell'umanità).
Secondo lui, l’uomo inizia a osservare gli altri e abbandona la condizione del buon selvaggio perché vi sono degli eventi che spingono a un'evoluzione:
-la formazione delle famiglie -> è sedentaria su un territorio che è suo
-L'economia cambia -> nascono nuovi bisogni, si inizia a produrre, mitizzazione del risparmio del tempo grazie a nuovi oggetti
-Nascita della proprietà privata -> che porta i primi contrasti tra gli uomini, quindi l'uguaglianza naturale diviene disuguaglianza (non ci sono ancora le leggi).
Alcuni uomini suggeriscono un patto: il patto iniquo -> voluto dai più ricchi per legittimare la disuguaglianza e per mantenere le proprietà che avevano accumulato. Ma Rousseau sceglie di sostituirlo con un altro patto equo e utile -> ne parla nel Contratto sociale, una sua opera. Questo patto equo e utile deve risolvere la disuguaglianza e ricostruire un modello ideale, ovvero una società civile (artificiale perché è costruita in un certo modo perché la si vuole così) governata dal benessere dove gli uomini, che diventano da sudditi a cittadini, creano una volontà generale: la volontà della maggioranza = volontà generale (io comune).
Rousseau viene definito il padre della democrazia. La sua è una democrazia diretta, che è espressione della volontà generale in cui i cittadini devono mettere in secondo piano la volontà individuale e dare la precedenza a quella generale, ovvero della società.
La democrazia di oggi è liberale, le nostre libertà singole sono sempre protette, io cittadino mi sento libero di agire. Per Rousseau si parla di libertà collettiva, il cittadino trova la sua ragione di essere in quanto partecipa allo Stato, membro di una comunità artificiale, il cittadino aliena i suoi diritti ma l’individuo rimane libero. (Al contrario in Hobbes gli uomini cedono i loro diritti al sovrano, e non sono liberi).
Concezione organicistica dello Stato: lo Stato è un meccanismo e ogni individuo si sente parte di quell'organismo e nessuno può sentirsi fuori -> gli individui non sono più singoli ma si fondano creando una volontà generale. (es Robespierre si è sentito parte della volontà generale, ma quest'ultima ha gli stessi problemi della democrazia attuale: la minoranza non viene ascoltata, e c’e il rischio che la maggioranza imponga una dittatura).
Secondo Rousseau la migliore forma di governo è la democrazia diretta perché riesce a incarnare tutti i poteri in uno (per lui non c'è la divisione dei poteri come Montesquieu) perché è unica e indivisibile.