PENSIERO POLITICO RINASCIMENTALE

Durante il rinascimento furono varie le correnti politiche.

1)REALISMO POLITICO: massimo esponente Machiavelli, che parte appunto dalla realtà effettiva, la realtà così com’è, e l’arte politica si basa solo su due concetti: l’osservazione del presente e lo studio del passato (tramite esperienza diretta e indiretta). Infatti Machiavelli descrive il principe e il suo stato con caratteristiche reali, alcune addirittura cattive che potrebbero non piacere.
2)UTOPIA: massimi esponenti Moro e Campanella. Il termine utopia significa non luogo, ovvero ciò che non è da nessuna parte, non è qualcosa di irrealizzabile ma un’utopia politica è la descrizione di uno stato ideale, e quindi perfetto, la cui forma è alternativa rispetto a tutte quelle già presenti. Alla base è presente una critica agli stati esistenti (in quel periodo: le monarchie assolute in Francia, Inghilterra e Spagna, mentre in Germania ed in Italia si presenta una frammentazione politica nella prima a causa del Sacro Romano Impero e dei suoi principati, nella seconda a causa delle signorie), ma questi stati vengono descritti senza tener in conto la realtà e gli autori non scrivono nelle loro opere come questi siano realizzabili. Un esempio precursore è anche la Repubblica di Platone.

3)GIUSNATURALISMO: massimo esponente Hobbes, fondatore Grozio. Il termine ha un’etimologia latina: ius = diritto e naturalis = natura, ovvero il diritto di natura. Questo filone politico si basa sull’idea che gli uomini in quanto uomini posseggano dei diritti naturali fin dalla nascita, contrapposti ai diritti positivi, che sono invece artificiali e stabiliti nelle varie società. Quelli di natura appartengono a noi a prescindere da tutto. Secondo gli autori di questa corrente lo stato nasce proprio per garantire questi diritti naturali, che in quanto naturali sono inalienabili, cioè non ci possono essere sottratti da nessuno.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email