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LOCKE:lo stato di natura e stato civile:

uguaglianza naturale:
nel secondo trattato formula la sua teoria dello stato liberale. Egli innanzitutto affronta come Hobbes una spiegazione dettagliata di cosa intende per stato di natura: il suo stato di natura xo non è una metafora ma anzi una circostanza evidente e cioè la vita che conducevano alcune popolazioni del nord America le quali riuscivano a sussistere ed andare avanti senza un regime che tenesse le membra ben unite. Quindi si può vivere seguendo la legge naturale senza essere sottomessi ad un autorità regia in quanto siamo tutti uguali e da ciò scaturisce il concetto di uguaglianza naturale.
Diritti naturali:vita sicurezza libertà proprietà:
Secondo Locke la legge natura implica dei diritti che devono assolutamente essere preservati dal sovrano per i cittadini: questi sono 4 e sono i fondamentali: vita, sicurezza, libertà e proprietà che servono per l’autoconservazione e per ottenere la felicità. Inoltre la politica deve garantire la pace l’armonia e la sicurezza. Dato che nello stato di natura non c’è nessuno che può rendere attuabile la felicità degli altri essendo tutti uguali allora la legge naturale si limita a fissare un divieto agli altri nel negare la vita, la libertà o i beni dei prossimi e sono ammesse solo 2 eccezioni: la legittima difesa e la punizione al trasgressore.

Pace e guerra nello stato di natura:
A differenza dallo stato di natura hobbseiano dove prevaleva la guerra vediamo che lo stato di natura di Locke è estraneo a qst dimensione ma non la nega in quanto afferma Locke che l’uomo ha sia interessi per la guerra ma anche per la pace. Durante lo stato di Guerra afferma Locke che per garantire la propria sopravvivenza sancita dalla legge di natura l’uomo è portato alla distruzione reciproca:ognuno ha il diritto di difendersi, e perciò nello stato di natura kiunque sottragga ad un altro la libertà o i beni si pone in uno stato di guerra nei confronti dell’intera società.
Istituzione di un’autorità.
L’impulso di conservazione dei propri diritti naturali non spinge gli uomini ad unirsi nello stato civile. Ciò che li porta a unirsi in ciò è la necessità di prevenire lo stato di guerra. A qst fine ognuno subordina all’autorità politica la libertà di provvedere alla propria autoconservazione. Quest’autorità che giudicherà le dispute in caso di guerra è proprio lo stato civile. In esso è bandita l’uso della forza e tutti sono soggetti alle leggi. Lo stato è fondato sul consenso di tutta la comunità e regola attraverso leggi da esso emanate. Le leggi non vincolano la libertà ma anzi ne rendono possibile il suo concreto esercizio, esse non sono oppressione o invadenza ma protezione dall’invadenza altrui della propria sfera privata.
Proprietà privata, diritto naturale!
In Hobbes ricordiamo che l’uomo dato che in natura ha diritto su tutto ne viene di conseguenza che nessuno ha diritto su nulla e quindi esula dal potere dello stato il fatto di garantire la libertà di proprietà privata. Locke a differenza invece fa della proprietà privata un diritto originario connaturato all’essere umano. ARGOMENTAZIONE:[all’inizio dei secoli Dio diede la terra a tutto il genere umano, proprietà comune, col passare dei secoli però le abilità dell’uomo hanno determinato il passaggio da proprietà comune a quella privata affermando il diritto di possesso sui prodotti derivati del proprio lavoro.]


LO STATO LIBERALE:
nascita e caratteristiche dello stato liberale:
Il passaggio tra stato di natura e stato civile non è immediato:L’uomo non è né predisposto ad una vita sociale né ad una asociale. L’uomo è spinto in una vita associata da forti impulsi di necessità e vantaggio.
Potere legislativo come potere supremo:
Locke classifica le forme di governo in base al numero di persone che ne detiene il potere: democrazia, la maggioranza esercita il potere in maniera diretta, oligarchia il potere è delegato a pochi prescelti e la monarchia dove il potere è delegato solo ad una persona. Secondo Locke il potere supremo è quello Legislativo il quale da coesione allo stato ed è retto da persone elette dal popolo che emanano leggi per salvaguardare i diritti di singoli cittadini. I vincoli del potere legislativo sono: la legge deve esser fatta solo per il bene pubblico, tutto ciò che riguarda lo stato riguarda anche l’individuo ma ciò che riguarda l’individuo non è necessariamente sempre pubblico e gli interessi privati vanno oltre il raggio d’azione dello stato. Infine le leggi devono essere imparziali, giuste e uguali per tutti.

Potere esecutivo e federativo:
Il potere esecutivo presiede all’esecuzione delle leggi e poiché le leggi devono essere sempre rispettate il potere esecutivo è sempre in atto a differenza del legislativo. Il legislativo può revocare il mandato all’esecutivo e quindi l’esecutivo è subordinato al potere legislativo. Il governo per Locke detiene sia il potere esecutivo che quello federativo: un potere che esercita la sua autorità nei rapporti interstatali: decide guerre, paci alleanze con altri stati.
Revocabilità e divisione dei poteri:
Innanzitutto il potere supremo è nelle mani dei cittadini i quali non potendosi autogovernare delegano nelle mani dello stato il potere e lo stato e i cittadini sono tra di loro legati da un rapporto di fiducia. Inoltre Locke afferma che la tassazione o il prelievo fiscale sono un male che purtroppo è necessario affinché si possa raggiungere un bene superiore. Inoltre Locke teorizza anche la divisione dei poteri in quanto le funzioni principali di uno stato non devono essere esercitate da una sola persona. Questa è la suprema garanzia costituzionale per i diritti del popolo.
Dispotismo e diritto alla rivoluzione:
Locke condanna despoti e tiranni:la legge del più forte vincola la pace la stabilità e calpesta il consenso altrui. Solo il consenso porta un popolo all’obbedienza. Il potere dispotico, non nascendo da un contratto volontario, non è un potere politico e quindi non ha il diritto all’obbedienza. Il tiranno è colui che esercita il potere a prp vantaggio a discapito del popolo. Dato che la tirannia dissolve lo stato civile il popolo ha l’obbligo e il diritto di ricorrere alla forza per liberarsi dall’oppressione. Prima però di usare l’arma più estrema ossia la rivoluzione il cittadino può usufruire di mezzi intermedi per difendersi.
Separazione sfera politica e religiosa:
La tolleranze è messa da Locke come il fondamento su cui si basa la religiosità e l’amministrazione dello stato. Innanzitutto qst due campi devono rimanere distinti: egli sancisce così 2 capisaldi del pensiero liberale ossia la separazione tra pubblico e privato e la laicità dello stato.
Deismo di Locke
La separazione tra stato e chiesa è portata avanti da Locke in una lettera del 1695. Egli ribadisce ke la verità del cristianesimo non è messa in discussione dall’esistenza delle diverse sette ma da parte sua è impossibile accertarsi in maniera definitiva su quale sia la vera religione e quale siano le false: le controversie religiose non possono mai avere vincitori. Inoltre in questa sua lettera egli sviluppa una posizione deistica: il contenuto della rivelazione religiosa è razionale e antidogmatico e ad esso si accede per ricerca e conquista personale senza mediazione di autorità religiose.

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